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Spotify vende audiolibri, per ora negli USA

Spotify vende audiolibri, per ora negli USA
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Nell'ultimo periodo, il mercato degli audiolibri ha visto un'accelerazione improvvisa, tanto che diversi giganti del settore hanno adocchiato il guadagno e si sono buttate (o hanno avviato progetti di farlo). Ecco quindi a contendere lo scettro di re del mercato ad Audible di Amazon è arrivato Kobo con il suo abbonamento Kobo Plus, ma anche Spotify e Apple hanno cominciato a muoversi in tal senso.

Spotify, in particolare, già a novembre del 2021 aveva acquisito Findaway, una società di creazione e distribuzione di audiolibri, e ieri ha annunciato l'avvio del servizio negli Stati Uniti.

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Più avanti arriveranno altri modelli di business

Il nuovo servizio apre agli utenti un catalogo di 300.000 libri, composto da titoli delle principali case editrici, nonché da contenuti indipendenti e creati dai creatori. Il meccanismo di acquisto però è interessante da analizzare.

Al momento Spotify propone un modello di business piuttosto tradizionale, diverso da quello offerto da Audible o Kobo, e che prevede l'acquisto classico di un audiolibro da parte dell'utente interessato.

Il funzionamento è molto semplice. Gli utenti possono sfogliare e provare gli audiolibri direttamente dall'app, poi, una volta scelto il titolo, verranno indirizzati fuori dall'app per effettuare l'acquisto. Se all'inizio la soluzione può sembrare "troppo tradizionale" per una piattaforma come Spotify, sembra ci siano già sviluppi futuri che suggeriscono un approccio "freemium" simile a quello attuale per l'ascolto della musica.

Nir Zicherman, responsabile degli audiolibri di Spotify, afferma che questo è infatti solo un punto di partenza, dichiarando che vogliono essere l'azienda che porta gli audiolibri nel futuro. Per ora, gli utenti di Findaway possono caricare il loro lavoro su Spotify, come farebbero con qualsiasi altra piattaforma di audiolibri, ma per il futuro potrebbero esserci cambiamenti interessanti.

In occasione dell'Investor Day di Spotify, il capo dei contenuti e della pubblicità dell'azienda Dawn Ostroff ha infatti aperto alla pubblicità all'interno degli audiolibri, un progetto che non è nei piani attuali ma che potrebbe essere interessante per gli autori indipendenti.

Il futuro è aperto, con molteplici possibilità tutte da valutare. Spotify infatti da tempo cerca soluzioni per diversificare le sue entrate e rendersi meno dipendente dal business della musica, costoso e poco redditizio. Per questo sono stati effettuati corposi investimenti nei podcast, e ora il nuovo settore degli audiolibri consente di proporre un servizio direttamente in-app, senza la necessità per gli utenti di iscriversi a un'altra piattaforma o installare un'altra app.

Michele Cobb, direttore dell'Audio Publishers Association (APA), afferma infatti che circa la metà della popolazione degli Stati Uniti non ha mai ascoltato un audiolibro, un mercato aperto e possibilmente redditizio, a patto di farglieli trovare facilmente. Ed è proprio quello che Spotify ha intenzione di fare.

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