Apple si scaglia contro il proliferare di malware su Android

Il sideload delle app metterebbe i dispositivi iOS nella stessa situazione di quelli Android, secondo la mela
Apple si scaglia contro il proliferare di malware su Android
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

L'antitrust degli Stati Uniti scatena una nuova offensiva contro Apple per la sua posizione contro il sideload delle app (installazione delle app al di fuori dello Store), e la casa di Cupertino si lancia in un'invettiva contro Android e il proliferare di malware nei suoi dispositivi.

La questione occupa le prime notizie ormai da tempo, e non coinvolge solo gli Stati Uniti ma come ben sappiamo anche l'Unione Europea. In pratica gli organi legislativi vogliono che Apple rinunci alla sua condizione di monopolio, e la mela risponde che così facendo renderebbe meno sicuri i propri dispositivi come, un nome a caso, quelli Android.

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Più libertà o meno garanzie di "sicurezza"?

Da gennaio la situazione si è inasprita oltre misura in quanto in una lettera al Senato degli Stati Uniti l'esperto della sicurezza Bruce Schneier dichiarava che la posizione di Apple contro il sideloading è "infondata, falsa e disonesta". Secondo Schneider,

Semplicemente non è vero che questa legislazione [l'apertura dello Store ad enti terzi, NdR] mette a rischio la privacy e la sicurezza degli utenti. In effetti, è più giusto dire che questa legislazione mette a rischio i modelli di business estrattivi di quelle aziende. Le loro affermazioni sui rischi per la privacy e la sicurezza sono sia false che ingannevoli e motivate dal loro stesso interesse e non dall'interesse pubblico.

A marzo è arrivata la risposta della società di Cupertino, con le accuse ad Android e di cui vi riportiamo qui i punti salienti. Secondo Apple, ci sono diversi esempi app store di terze parti contenenti app infette da malware e app che estraggono i dati degli utenti, come per esempio Android.

Nell'ecosistema Android, che ha 50 volte più malware di iOS 5, Nokia ha scoperto che "il fatto che le applicazioni Android possono essere scaricate praticamente ovunque rappresenta ancora un grosso problema, poiché gli utenti sono liberi di scaricare app da app store di terze parti , dove molte delle applicazioni, sebbene funzionanti, sono trojanizzate.

Ma Apple non si ferma qui e attacca il robottino verde senza pietà, citando un rapporto in linea con un altro che avevamo pubblicato mesi fa:

Nel rapporto di intelligence sulle minacce del 2021 di Nokia, i dispositivi Android costituivano il 50,31% di tutti i dispositivi infetti, seguiti dai dispositivi Windows con il 23,1% e dai dispositivi macOS con il 9,2%. I dispositivi iOS costituivano una percentuale così piccola da non essere nemmeno individuati, venendo invece raggruppati in "altro". Consideriamo questo un trionfo nella protezione dei nostri utenti e non sarebbe mai stato possibile senza l'ultima linea di difesa leader del settore dei controlli di sicurezza dei nostri dispositivi, lavorando in tandem con la sicurezza in prima linea e le protezioni della privacy che forniamo ai nostri utenti attraverso il App Store e Revisione app.

Apple ne ha anche per Schneier, ovviamente, e considera le sue accuse "particolarmente deludenti" e dimostrano che "anche tecnici di talento" possono confondere i problemi relativi al sideloading:

In base alla nostra esperienza, il lavoro di fornire sicurezza e privacy all'avanguardia a una moderna piattaforma informatica su scala di miliardi di dispositivi è tra le attività di ingegneria e politica tecnica più enormemente complesse e impegnative, e molto di questo lavoro rimane facile da fraintendere. La lettera di Schneier sottolinea che anche i professionisti tecnici di talento, se non hanno lavorato su problemi chiave in questo spazio, possono confondere i problemi.

Nella sua lettera, Apple cerca anche di dimostrare quanto le protezioni offerte dall'App Store, tra cui il processo di revisione, la trasparenza del tracciamento delle app e le etichette per la privacy, garantiscano una sicurezza impossibile da mantenere aprendo ad app store di terze parti. Qualunque sia il vostro punto di vista, la sfida è aperta, e la soluzione sembra piuttosto lontana. 

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