Ma davvero Apple è così sfacciata da voler reinventare il Diario adesso?

Giuseppe Tripodi
Giuseppe Tripodi Tech Master
Ma davvero Apple è così sfacciata da voler reinventare il Diario adesso?

È da poco disponibile iOS 17.2, ultimissima versione del sistema operativo per iPhone che ha introdotto alcune novità interessanti, tra cui spicca sicuramente la nuova app Diario (Journal, in inglese).

Il nome del nuovo software di Apple è abbastanza autoesplicativo: l'idea alla base è di replicare un vero e proprio diario, su cui scrivere della propria vita. Come un diario cartaceo, la nuova app serve a ricordare momenti belli e meno belli, riguardare ai giorni trascorsi e riflettere su quel che abbiamo fatto e quel che abbiamo provato. Non per nulla, Apple ha presentato l'app seguendo la narrazione della salute mentale, presentando Diario come uno strumento con cui riflettere e praticare la gratitudine.

Ma al netto delle parole scelte e del modo con cui è stato presentato, un diario è un diario, ed è verissimo che scrivere e ricordare quel che ci ha fatto stare bene è un'ottima pratica per vivere meglio.

Eppure, l'app Diario non è un semplice diario, e in qualche modo Apple vuole davvero reinventarsi il modo in cui pensiamo a questo genere di strumento.

Un mese di Diario

Avendo installato la beta di iOS 17.2 da un bel po', ho iniziato a usare l'app Diario circa un mese fa, cercando di mantenere un minimo di costanza e registrando qualcosa di nuovo ogni giorno o quasi. 

Gli spunti non sono mancati perché nell'ultimo mese ho cambiato casa (e ho quindi "registrato" il trasloco e i primi momenti nella nuova casa), ma anche perché l'app Diario è progettata per fare in modo che gli spunti non manchino

La più grande differenza rispetto a una qualsiasi altra app di scrittura su cui potremmo appuntare cosa succede nella propria vita è che Diario usa le attività registrate su iPhone per proporre momenti su cui potrebbe valer la pena scrivere.

Parliamo non solo di foto, ma anche musica e podcast ascoltati, luoghi in cui siamo stati, attività fisica svolta e persone con cui abbiamo comunicato.

Inoltre, Diario tiene conto anche delle persone che abbiamo avuto vicino, monitorando il numero di device intorno a noi tramite Bluetooth.

Tutte queste informazioni vengono elaborate dal Journaling Suggestions, una tecnologia di Apple che utilizza il machine learning on device (quindi nulla viene inviato su server online) per proporre suggerimenti, momenti (attuali e passati) su cui riflettere, per scrivere qualcosa su. 

Il sistema in generale funziona, nel senso che propone delle "schede" composte da foto, luoghi visitati, musica e quant'altro, che spesso sono effettivamente un ottimo spunto per riflettere su momenti speciali nelle giornate trascorse. D'altra parte, non è affatto uno strumento impeccabile: capita che accorpi le cose completamente a caso semplicemente perché sono successe lo stesso giorno, e dà forse un po' troppa rilevanza alla musica ascoltata (chi come me è con le cuffie sempre nelle orecchie, magari ascoltando playlist con brani selezionati dall'algoritmo messi in sottofondo durante il lavoro, si ritrova valanghe di proposte musicali che hanno spesso zero importanza nella mia vita).

In ogni caso, gli spunti non mancano mai: il tab Consigliati propone anche momenti del passato, raggruppando ad esempio contenuti di viaggi (foto, passeggiate, musica ascoltata), o proponendo delle gallerie di scatti, simili a quelle che l'app Foto suggerisce e raggruppa come ricordi.

Inoltre, anche le schede testuali sono interessanti: scorrendo gli input suggeriti, si trovano anche delle schede chiamate "Riflessione", che possono servire come input per raccontare qualcosa ("Descrivi una persona nella tua vita per la quale provi gratitudine","Descrivi la parte migliore della tua settimana", etc).

Le app Diario che verranno

Tutti gli utenti che hanno aggiornato l'iPhone si sono trovati la nuova app Diario di Apple, ma quello che probabilmente non è chiaro a molti è che gli strumenti sviluppati da Apple per proporre contenuti (ossia il già citato sistema di Journaling Suggestions) sarà disponibile anche per sviluppatori di terze parti.

Chiunque voglia sviluppare un'app che faccia da diario, infatti, potrà utilizzare le API (Application Programming Interface) di Journaling Suggestion (spiegate qui) per implementare un sistema di suggerimenti analogo a quello proposto da Apple nella sua app nativa.

A tal proposito, è bene tener presente che l'elaborazione dei dati di Journaling Suggestions avviene in locale e che ogni utente può abilitare capillarmente i contenuti a cui questo strumento può accedere. Ad esempio, si può fornire l'accesso alla musica ma non alle foto, e così via: ogni tipologia di dato viene gestita come un permesso a sé stante.

Anche se le policy sulla privacy di Journaling Suggestions possono spaventare per la mole di dati a cui hanno accesso, sotto un certo punto di vista è certamente meglio che sia Apple stessa a gestire l'elaborazione di tali dati, piuttosto che un'azienda terza, perché Apple può sfruttare al meglio i sistemi di machine learning inclusi in iPhone e fornire suggerimenti pertinenti senza dover caricare nulla sul cloud.

D'altra parte, bisognerà comunque far attenzione a come verranno gestiti i permessi legati a queste API, e a cosa faranno i software di terze parti con le pagine di diario che abbiamo scritto.

Perché anche se l'elaborazione dei suggerimenti avviene in locale, ogni app Diario che si rispetti proverà a sincronizzare le pagine scritte online. E un conto è sincronizzare il proprio diario su iCloud – che è una piattaforma tutto sommato garantita, con elevati standard di sicurezza – un altro sarebbe condividere i propri ricordi (che possono includere pensieri, appunti, musica, podcast, camminate, luoghi, persone e tutto il resto) su server di aziende di dubbia legittimità.

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