Apple e Jony Ive si salutano definitivamente

La vittoria della sostanza sulla forma?
Apple e Jony Ive si salutano definitivamente
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Nel 2019 aveva destato scalpore la notizia dell'abbandono di Apple da parte di Jony Ive, a cui per buona parte dobbiamo iPhone, iPod, iMac, MacBook Air, Apple Watch e AirPods (ma anche gli Apple Store). 

Il geniale designer aveva fondato una sua società, LoveForm (nome piuttosto evocativo, vista la sua preferenza verso la forma rispetto alla funzionalità), ma aveva continuato a collaborare con Apple.

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Proprio alla sua partenza dopo oltre trent'anni, infatti, Ive aveva firmato con la società di Cupertino un contratto da oltre 100 milioni di dollari, promettendo di lavorare insieme a lungo per il futuro. Apple infatti aveva un accordo per cui sarebbe stata il principale cliente dello studio, che non avrebbe partecipato a progetti che la società avrebbe ritenuto "in competizione".

E infatti in questi tre anni Ive, definito dallo stesso Steve Jobs "quello con più potere esecutivo in Apple, dopo di me", ha davvero dato il suo contributo in progetti come l'iMac da 24 pollici, il chiacchierato visore per la realtà mista e persino la Apple Car.

Ora, secondo il New York Times, dopo tre anni la partnership è finita. Apple e Ive avrebbero dovuto rinnovare il contratto, ma di comune accordo hanno deciso di non estenderlo.

Alla base della rottura potrebbero esserci diverse motivazioni, tutte molto plausibili e che probabilmente hanno contribuito a rendere insostenibile una situazione già precaria. Da un lato Apple, i cui dirigenti ritenevano eccessive le cifre dell'accordo ed erano frustrati per la continua fuga di designer proprio verso LoveForm di Ive. 

Dall'altro lo stesso Ive, che pretendeva la massima libertà di scegliere i propri clienti (pur continuando a lavorare con la casa della mela), ed era sempre più scontento dell'indirizzo di Apple, che privilegiava la funzionalità rispetto al design. Secondo alcune voci, Ive ritiene che Tim Cook abbia uno scarso interesse verso lo sviluppo dei prodotti e si è circondato da manager con un profondo background nel campo della finanza piuttosto che in quello tecnologico

A questo punto Ive ha sicuramente perso il suo cliente più importante e forse potrà anche togliersi finalmente qualche sassolino dalle scarpe. E Apple?

Fondamentalmente non cambierà nulla, almeno per il momento. Jeff Williams continuerà il suo lavoro a capo dei team di progettazione, lavoro che ha assunto dalla partenza di Ive. Evans Hankey resterà a capo del design industriale, Alan Dye di quello software e sembra che anche il capo del marketing Greg Joswiak abbia una voce importante nelle scelte di design dei prodotti.

Comunque sia, è sicuramente finita un'era per quanto riguarda il design della mela. Già il fatto che si vada verso prodotti con meno attenzione al design e più alla sostanza la dice lunga sull'indirizzo che seguirà la società capitanata da Tim Cook, e mentre si rischierà di ottenere dispositivi meno iconici (e forse riconoscibili), qualche utente potrà persino tirare un sospiro di sollievo (sia mai che arrivi un Magic Mouse che si può ricaricare mentre si utilizza).

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