Recensione iOS 16: non reinventa la ruota, ma ha cambiato come uso lo smartphone

Recensione iOS 16: non reinventa la ruota, ma ha cambiato come uso lo smartphone
Giuseppe Tripodi
Giuseppe Tripodi

Ammettiamolo: gli anni delle grandi rivoluzioni nel software sono finiti. O, almeno, sono in pausa. Chi segue la tecnologia da tempo ricorderà l'entusiasmo dietro ogni nuovo lancio delle primissime versioni di iOS o Android, gli anni in cui venivano introdotte quelle interfacce e quelle funzioni che hanno segnato l'ultimo decennio di esperienza utente mobile.

Quell'entusiasmo è andato giustamente scemando di anno in anno, perché iOS è da tempo un sistema operativo sempre più stabile e maturo, che non ha bisogno di rivoluzioni, ma solo di qualche limatura qui e lì. Vediamo quindi com'è cambiato e cosa c'è di buono nella nuova versione di iOS che debutta con iPhone 14 (qui la recensione del modello Pro).

iOS 16: cosa cambia

Proprio perché il sistema è maturo e non si reinventa quel che altrove funziona, per prima cosa c'è bisogno di copiare quel che la concorrenza fa già bene (le navigazioni multi-tappa per le Mappe, un'app Meteo dignitosa con le previsioni orarie, un buon sistema di condivisione foto in cloud), di implementare funzioni inspiegabilmente ignorate finora (la vibrazione sulla tastiera – finalmente –, l'annullamento invio per Messaggi e Mail) e di tirare un po' a lucido tutto il resto.

Non mi soffermerò quindi su tutti questi aspetti, su tutte le novità minori che per forza di cose avevamo già visto qui e lì: Apple non reinventa la ruota, perché le ruote girano già benissimo così.

Non mi soffermerò neanche su tutte le novità di Messaggi, che adesso è un'app molto più profonda e completa, ma rimane un'app che continuerò a non usare. Perché la verità è che in Europa tutti preferiremmo che Tim Cook sotterrasse l'ascia da guerra, ascoltasse Google e implementasse il protocollo RCS per scambiarci messaggi anche con gli utenti Android senza ricorrere ad app di terze parti. Ma non è qualcosa che avverrà a breve: negli USA, dove la maggioranza delle persone usa iPhone, saranno contentissimi del nuovo Messaggi, qui in Europa continueremo a raccontare e sperimentare le corpose novità dell'app, per poi tornare a usare WhatsApp dieci minuti dopo.

In iOS 16 ci sono anche delle novità che sono un segno dei tempi che cambiano e che vedremo presto ovunque: parlo ad esempio di PassKey, una delle prime implementazioni per un futuro senza password.

Passkey permetterà la possibilità di eseguire login su app e servizi di terze parti tramite l'autenticazione biometrica dello smartphone, senza la necessità di inserire username e password. Ma per quanto innovativa sia la soluzione, non è una trovata (esclusivamente) di Apple: è un'implementazione di uno standard proposto da FIDO Alliance, che presto o tardi verrà implementato anche da Google e Microsoft (tra gli altri).

E, a proposito di standard e di cambiamenti al passo coi tempi, iOS 16 porterà il supporto a Matter, nuovo protocollo per la demotica che finalmente permetterà di far comunicare tra loro dispositivi IoT di diverse aziende (tra cui anche Google ed Amazon): era ora. Nota: il supporto a Matter arriverà in seguito, insieme alla nuova interfaccia dell'app Casa.

Il futuro passa dall'intelligenza artificiale

Tra le novità che reputo più rilevanti, invece, ci sono quelle che fanno largo uso di machine learning: l'intelligenza artificiale ha assunto un ruolo fondamentale nel massimizzare le potenzialità dei nostri smartphone e in iOS 16 c'è una chicca non da poco.

Parlo ovviamente della possibilità di ritagliare automaticamente il soggetto da una foto, sicuramente la funzione più spettacolare di questa nuova versione di iOS: al netto dell'effettiva utilità, è davvero impressionante da utilizzare.

Qualche mese fa scrivevamo che dentro iOS 16 c'è un piccolo Photoshop, con la differenza che il ritaglio automatico di Ricerca visiva di Apple è estremamente più immediato: basta cliccare un soggetto per ritagliarlo automaticamente dallo sfondo, per poi incollarlo (a mo di sticker) in note o app di messaggistica. E la qualità del risultato è davvero notevole: ovviamente funziona meglio con persone e animali che si staccano nettamente dallo sfondo, ma anche in contesti complessi riesce a tirare fuori dei risultati ottimi. Adesso la domanda è quando Apple ci permetterà di fare anche l'inverso, ossia eliminare un elemento dalla foto, come abbiamo già visto fare dalla Gomma Magica dei Pixel (e altre soluzioni analoghe su Android).

E, a proposito di intelligenza artificiale, passi da gigante anche per la dettatura vocale, che ora funziona completamente offline ed è molto più reattiva ed affidabile. Personalmente ho trovato molto comoda anche la possibilità di scrivere mentre si detta (e viceversa), per correggere al volo eventuali errori o per digitare a mano termini che il sistema di dettatura vocale non potrebbe riconoscere. Ora aspettiamo solo che arrivi anche per noi il riconoscimento automatico della punteggiatura (e degli emoji).

La lockscreen è tutto, ma non (solo) per la personalizzazione

La novità più raccontata, sia da Apple che dal pubblico, è la possibilità di personalizzare la Lockscreen, modificando font e colori e aggiungendo widget (che arriveranno anche per app di terze parti).

Il livello di personalizzazione è piuttosto profondo e permette di avere delle schermate di sblocco uniche, a partire dallo sfondo: oltre le proprie foto, si possono impostare wallpaper con le immagini di default delle Raccolte, i pattern di emoji, le condizioni meteo in tempo reale e altro ancora.

Ma chiave qui non è tanto la personalizzazione (che è comunque notevole, molto ben fatta), quanto la possibilità di creare più lockscreen. Tante schermate di blocco, una per ogni contesto, abbinate ad altrettante modalità Full Immersion.

Ed è per questo che iOS 16, pur non reinventando la ruota, ha cambiato il modo in cui uso lo smartphone.

La nuova versione di iOS, a partire dalle lockscreen multiple e personalizzabili, porta con sé una nuova visione del dispositivo, che non è più singolo ma molteplice. Grazie anche alle nuove funzioni di Full Immersion (soprattuto i filtri, di cui Apple ha fornito le API per app di terze parti) e le rispettive integrazioni con le lockscreen, e grazie alla possibilità di personalizzare le schermate e le app visibili in Home a seconda del profilo Full Immersion attivo, ci si trova ad avere uno smartphone che cambia radicalmente a seconda del contesto. E, una volta configurato, il tutto funziona così tanto bene che mi sono domandato come avessi fatto finora.

Qualche esempio? Nella modalità Lavoro, che si attiva automaticamente tra le 9.00 e le 18.00 dei giorni feriali, non ricevo notifiche da app e persone esterne al lavoro. Ma soprattutto nella Home vedo i widget delle email lavorative e i promemoria con i miei to-do, oltre che il calendario con gli impegni del giorno e una serie di app che mi fanno comodo in ufficio: Google Analytics, ProCam, BeFocused e così via. Quando invece esco a passeggiare col cane, si attiva automaticamente (grazie ad un'automazione di Comandi Rapidi) l'apposita modalità, e il mio iPhone cambia completamente: notifiche per chiamate da tutti ma non per messaggi, solo una schermata nella Home (per non distrarsi troppo a cercare in giro), con app e widget di podcast, fotocamera, meteo e poco altro: l'essenziale, sempre a portata di mano. E poi alle 23:00 parte automaticamente la modalità Sonno, anche qui una sola schermata, con un riepilogo di come ho passato il tempo sullo smartphone durante la giornata, la prossima sveglia e Kindle o Pocket per leggere a letto.

Ho spiegato meglio questo concetto nel video che vi lascio qui sotto, dove approfondisco un po' il mio amore per Full Immersion che, insieme alle nuove Lockscreen, è per me il fiore all'occhiello delle ultime versioni di iOS: un sistema operativo sempre più curato e dettagliato che, pur non reinventando la ruota, crea un paradigma d'uso completamente nuovo, che penso (e mi auguro) verrà imitato in futuro dalla concorrenza.

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