Il mercato dei visori VR arranca, riuscirà Apple a dargli una scossa?

Secondo Ming-Chi Kuo, è addirittura la sua "ultima speranza"
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
Il mercato dei visori VR arranca, riuscirà Apple a dargli una scossa?

Nella nostra recensione di PlayStation VR2 avevamo evidenziato l'ottima realizzazione del prodotto che, al netto di alcune criticità, giustificava anche l'esborso necessario per appropriarsene. Ma è sufficiente per garantire un successo commerciale? 

Secondo Ming-Chi Kuo no, e non è certo un caso isolato. Negli ultimi mesi sono stati presentati dispositivi che hanno compiuto un salto tecnologico notevole rispetto al passato, come il potentissimo Meta Quest Pro, ma per Kuo difficilmente i visori AR/VR saranno il dispositivo di successo del futuro (come sono gli smartphone), e l'ultima speranza è il prodotto di Apple. Scopriamo perché.

Nel suo ultimo articolo su Medium, il popolare analista dà alcuni numeri, semplici ma implacabili, per spiegare il suo punto di vista:

  • Sony ha ridotto di circa il 20% il suo piano di produzione per il 2023 per PlayStation VR2
  • Le previsioni per le spedizioni totali (dell'intero ciclo di vita) per Meta Quest Pro sono di appena 300.000 unità.
  • Le spedizioni di Pico (il più grande marchio cinese di visori AR/VR) nel 2022 sono state inferiori di oltre il 40% rispetto alle aspettative.

(A proposito, scommetto quello che volete che l'immagine sotto è stata fatta con Midjourney: è "fissato" con i paesaggi di questo tipo, i frammenti svolazzanti di materia e soprattutto gli zainetti).

Per il visore di Meta non è una sorpresa: è più una vetrina delle possibilità dell'azienda che un prodotto su cui puntare, ma per quanto riguarda gli altri?

Kuo è convinto che si tratti di un segnale forte e chiaro: il settore dei visori per la realtà virtuale (VR) è una "bolla" pronta a scoppiare: non ci sono indicazioni che sarà il dispositivo di massa del futuro e le aspettative di mercato sovrastimano il contributo dei fornitori, soprattutto quelli di ottiche

In questo scenario, l'analista punta tutto sul visore Reality Pro di Apple. Se riuscirà a convincere gli investitori, l'intero settore potrebbe invertire la rotta e diventare ancora la nuova stella dell'elettronica di consumo. Ma ci sono speranze perché ciò avvenga? 

Difficile dirlo. Solo la settimana scorsa, lo stesso Kuo metteva in dubbio che Reality Pro potesse essere presentato al WWDC di giugno a causa di un ritardo nella produzione di massa (e sembra che i dirigenti della mela non vogliano presentarlo mesi prima di un suo lancio sul mercato).

Ma ci sono ben altri problemi.

A una presentazione "a porte chiuse" con i 100 massimi dirigenti dell'azienda, il visore aveva destato interesse ed eccitazione, ma anche qualche preoccupazione. Prezzo elevato (anche più di 3.000 dollari) e compromessi hardware (uno su tutti, la batteria da portare in vita) hanno spinto diversi progettisti della mela a definirlo addirittura "un bidone", e nel complesso pochi sono convinti che riuscirà a creare un cosiddetto "momento iPhone". 

Certo, le caratteristiche tecniche dovrebbero comunque stupire, si parla di una configurazione innovativa a tre display con due pannelli Micro-LED 4K, e nel breve-medio termine dovrebbe arrivare un prodotto più rifinito ed economico (non prima del 2025, però), ma i dubbi degli ingegneri restano, e il dispositivo verrà presentato solo per volontà del ramo manageriale di Cupertino.

Già, perché si torna al punto iniziale: gli investitori hanno deciso che i visori VR devono essere i prossimi smartphone, e tutto, volenti o nolenti, è iniziato con l'iPhone.

Ma se Reality Pro non sarà il prossimo iPhone, crolla tutto il castello. 

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