Cosa sono Matter e Thread. Spoiler: il futuro della casa smart

Cosa sono Matter e Thread. Spoiler: il futuro della casa smart
Emanuele Cisotti
Emanuele Cisotti

Se siete un minimo interessati al mondo della casa smart e della domotica è impossibile che non abbiate ancora sentito parlare di Matter e Thread. Due "brand" di cui le aziende amano riempirsi la bocca (specialmente durante l'ultimo CES 2022) ma che per molti utenti sono ancora solo un'idea un po' annebbiata su cosa siano e come influenzeranno il mondo della casa smart nel prossimo futuro.

Proviamo a spiegarvelo e vogliamo farlo andando con ordine e facendo prima un ripasso di come sia al momento la situazione della casa smart. Se vi sentite abbastanza esperti potete saltare direttamente ai blocchi successivi.

La casa smart oggi

Al netto che come detto nel nostro podcast c'è una sottile differenza fra casa smart e domotica, noi useremo questi termini in modo abbastanza interscambiabile.

A prescindere da quanto sia "profondo" il vostro livello di conoscenza di questo mondo è in ogni caso molto probabile che i vostri dispositivi smart siano dotati di tecnologia Wi-Fi, Zigbee o Z-Wave. Nel primo caso i prodotti si connettono direttamente alla rete di casa e da lì con molta probabilità ad internet e al servizio cloud del venditore. Nel caso di zigbee e z-wave c'è bisogno di un hub/gateway che faccia da intermediario. Questo perché non è una tecnologia integrata nativamente nei prodotti domestici (come un router Wi-Fi) e c'è quindi bisogno di un passaggio intermedio. Il vantaggio di queste tecnologie è il bassissimo consumo energetico e la bassa latenza, oltre che la possibilità di estendere la rete a piacimento visto che ogni prodotto zigbee funziona da "ponte" per i dispositivi collegati più lontani dall'hub.

Zigbee e Z-Wave sono tecnologie molto apprezzate e la prima, che è aperta, ha anche un consorzio di aziende che lo supportano. Nella quasi totalità dei casi però comunque queste tecnologie chiamate in causa non permettono una compatibilità assoluta. Come avrete visto dalle confezioni di questi prodotti viene spesso indicata la chiara compatibilità con i vari servizi di controllo domestico: Google Home, Amazon Alexa, Apple HomeKit e Samsung SmartThings. E non è affatto scontato che tutti questi servizi siano compatibili con i vari prodotti. Questo nonostante Wi-Fi, Zigbee e Z-Wave siano molto diffuse e universalmente accettati come uno standard.

Questo perché in certi casi ci vogliono delle certificazioni (vedi HomeKit) e in generale perché gli sviluppatori devono creare codice e "skill" per vari servizi e poi mantenerle anche aggiornate. Chi compra oggi un prodotto domotico sa bene che è impossibile comprarlo a scatola chiusa senza prima verificare l'effettiva compatibilità con il proprio ecosistema di riferimento.

Perché anche questo è il punto: ciascuno ha il suo "mondo" di appartenenza (fra quelli elencati sopra) e sono pochissimi a usare direttamente le app del venditore, che poi fra le altre cose sono tante e diverse e non parlano mai fra di loro.

Thread

Eve racconta la tecnologia Thread

Il primo tassello per risolvere questi problemi si chiama Thread. È una tecnologia che ha moltissimo in comune con Zigbee, tanto da condividere anche lo stesso standard wireless di comunicazione. Allo stesso modo di Zigbee, anche con Thread i vari dispositivi fungono da ponte per creare una rete mesh e allo stesso modo facilitano connessioni a bassissima latenza e bassi consumi.

In più lavora sul protocollo TCP/IP. Questo permette agli sviluppatori di lavorare sull'IPv6 ovvero in modo più standardizzato e più agevole.

Proprio come Zigbee anche qui abbiamo a che vedere con il concetto di hub, che si chiama nello specifico border router. Un border router può essere letteralmente qualsiasi dispositivo alimentato a corrente, come per esempio un Google Nest Hub di seconda generazione o un Apple HomePod Mini. Non sono due nomi a caso, ma sono due prodotti che effettivamente sono già degli hub compatibili con Thread. Rispetto a Zigbee qui possiamo avere più border router per creare ridondanza nel caso uno smettesse di funzionare.

Esistono già prodotti compatibili Thread e alcune aziende hanno anche rilasciato o rilasceranno aggiornamenti, ma essendo Thread un livello hardware è molto difficile che un gran numero di prodotti venga aggiornato da Zigbee a Thread, visto che questo aggiornamento avrebbe dovuto essere previsto fin dall'inizio.

Matter

Quando parliamo di una vera rivoluzione per l'utente finale però parliamo di Matter, creato dalla Connectivity Standards Alliance, ex Zigbee Alliance. Di questa alleanza fanno parte tutte le aziende più rilevanti del mondo della casa smart e fra queste proprio le quattro big che abbiamo citato in precedenza: Google, Amazon, Apple e Samsung.

Tutte hanno quindi accettato di portare lo sviluppo della casa domotica nella direzione di Matter. E molte hanno anche già rilasciato prodotti che garantiscono il supporto a Matter per il futuro. Al momento in cui scriviamo infatti non esistono prodotti già funzionanti con Matter che deve ancora essere certificato e standardizzato in via definitiva. Ce ne saranno però nel corso del 2022. Quello che però è già certo è che tante aziende hanno promesso un aggiornamento software per permettere ai propri hub e dispositivi di funzionare con Matter.

Matter è il livello software di questa rivoluzione della smarthome, proprio come Thread era in parte la rivoluzione al livello hardware. Matter funziona tramite il protocollo IPv6 e pertanto dal punto di vista hardware si appoggerà su Wi-Fi e Thread (e dalle voci probabilmente anche ethernet). I dispositivi che di fatto saranno aggiornabili sono quindi quelli che sfruttano una di queste due tecnologie. Matter potrà sfruttare anche il Bluetooth LE per la prima associazione, ma non per l'utilizzo quotidiano.

Quali sono in vantaggi di Matter?

  • I prodotti devono essere certificati una volta sola
  • Gli utenti non dovranno più preoccuparsi del proprio ecosistema, visto che tutti gli ecosistemi supporteranno Matter
  • Gli sviluppatori dovranno lavorare su un solo standard
  • Gli sviluppatori potranno comunque aggiungere funzioni non-standard oltre a Matter per garantire una loro unicità

E che Matter sia il futuro lo si capisce anche dalla scelta di Apple di (probabilmente) abbandonare del tutto HomeKit in favore di Matter. Apple ha dimostrato sì che con il suo modello di prodotti certificati è valido (visto che Matter funziona proprio così), ma allo stesso tempo ha implicitamente ammesso che non lavorare in sincronia con le altre aziende avrebbe rallentato il suo sviluppo. Allo stesso modo le altre aziende hanno capito che l'assenza di uno standard unico certificato non avrebbe garantito loro un "controllo qualità" e compatibilità sui gadget in commercio.

Un vantaggio secondario sarà anche quello di poter far "parlare" fra di loro i vari prodotti domotici. Sebbene non direttamente (almeno per ora) l'utilizzo di un unico standard permetterà ad alcuni ecosistemi di creare automazioni degne della vera domotica sfruttando il fatto che tutti i prodotti parleranno tutti lo stesso linguaggio. Un po' come fa oggi in buona parte Samsung con SmartThings o chi decide di affidarsi a Home Assistant.

Conclusioni

Se il nostro articolo dovesse aver raggiunto lo scopo avrete sicuramente capito come Thread e soprattutto Matter saranno il futuro della domotica. Probabilmente ad un certo punto diventeranno termini quasi inutili quando "tutto" sarà su Matter e l'unica cosa che l'utente dovrà decidere sarà solo quale ecosistema abbracciare. O anche più di uno, visto che tutti lavoreranno in sintonia sugli stessi prodotti "standard".

Chi ha costruito una casa domotica con i prodotti Wi-Fi, se ci sarà la volontà dell'azienda produttrice, questi potranno funzionare anche con Matter, mentre per i prodotti Zigbee e Z-Wave ci sarà quasi di sicuro la necessità di continuare ad usare un hub compatibile Matter che faccia da intermediario. Philips ha già dichiarato che aggiornerà il suo Hue Hub in tal senso e anche Samsung parlando della sua tecnologia Edge (ovvero con funzionamento locale e non cloud) ha detto che il tutto sarà compatibile anche con Matter.

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