Gli italiani “scoprono” la domotica: i prodotti trending del 2020

Enrico Gargiulo -

Amiamo parlare dei prodotti più che del loro mercato, ma crediamo sia interessante osservarne l’andamento, magari anche per ipotizzare come potrà evolversi nel futuro prossimo. Oggi lo facciamo avvalendoci dei dati dell’Osservatorio “Internet of Things” della School of Management del Politecnico di Milano e cercando di non trasformare quest’articolo in una serie illimitata di numeri e dati, ai quali comunque, qualora voleste approfondire l’argomento, potrete accedere tramite il link in calce.

Il 2020 è stato un anno anomalo perché ha stravolto il concetto di quotidianità e ci ha portati a dare un’importanza sempre maggiore alla nostra casa. Questo ha portato molte più persone ad avvicinarsi alla domotica, tanto che ora il 69% dei consumatori italiani ne ha sentito parlare almeno una volta. Tra questi, circa l’82%, è composto da giovani tra i 18 e i 34 anni. Aumenta il numero di persone in possesso di almeno un oggetto smart e benché siano in crescita le vendite di smart speaker, sono ancora pochissimi, solo 14%, gli utenti ad utilizzarli per controllare altri dispositivi connessi alla rete.

Com’era prevedibile, ad essere favoriti sono stati i canali di vendita online, tanto che svariati negozi al dettaglio hanno cominciato ad affacciarsi all’eCommerce e ne hanno beneficiato, riuscendo in buona parte a sopperire alla drastica diminuzione di acquisti effettuati presso la sede fisica. L’attenzione alla salute, o anche alle finanze in questi periodi non semplici per tutti, sta portando molti clienti a provvedere in prima persona all’installazione dei nuovi dispositivi evitando di richiedere interventi dei tecnici.

Cresce il mercato degli elettrodomestici, trainato da robot aspirapolvere e purificatori d’aria, nuovi protagonisti indiscussi del settore, seguiti poi da caldaie, termostati e condizionatori smart, a loro volta favoriti dagli incentivi di Superbonus ed Ecobonus. Casse e lampadine mantengono la loro piccola fetta di mercato, sostenuta anche dagli svariati bundle che spesso le vedono coinvolte.

Intanto continua l’interesse delle grandi aziende alla standardizzazione delle tecnologie di integrazione. Risulta sempre più necessario, infatti, che sia i dispositivi che i rispettivi cloud, pur avendo produttori diversi, riescano a comunicare tra loro. A questo stanno lavorando il gruppo di lavoro CHIP (Connected Home ove IP), guidato da ZigBee Alliance e sostenuto da Amazon, Apple e Google, e il consorzio OCF (Open Connectivity Foundation), guidato da Electrolux, LG, Qualcomm e Samsung.

Qualora foste interessati ad approfondire l’argomento, vi rimandiamo al Comunicato stampa dell’Osservatorio “Internet of things”.