Google Nest Audio ufficiale: Google Home in sterofonia

Emanuele Cisotti -

Era da tanto che si parlava del successore del Google Home, uno dei più famosi e iconici smart speaker domotici che siamo mai stati lanciati e il primo in assoluto ad essere arrivato nel mondo casalingo di Google Assistant. E parliamo di ben 4 anni fa. In quattro anni succedono tante cose, soprattutto nel mondo della tecnologia e il nuovo Home fa adesso parte della famiglia unificata di Google Nest e ha un nuovo punto d’onore: la qualità audio.

Per questo il nuovo smart speaker di Google si chiama Nest Audio ed è stato appena presentato durante una serata di lanci online da parte di Google dove abbiamo scoperto anche la nuova Google TV e i nuovi Pixel 4A 5G e Pixel 5.

Nest Audio si distingue da subito per un design completamente rinnovato (e già svelato da Google addirittura a luglio) che ricalca in modo più fedele gli altri prodotti della famiglia Nest, soprattutto il nuovo Nest Mini e Home Max. Il prodotto è infatti interamente rivestito in tessuto ed è ora di un formato più squadrato. Sono sempre presenti i led di stato e la parte superiore è ancora sensibile al tocco per attivare l’assistente o regolare il volume.

Ma come dicevamo il suo vanto è la qualità audio. Google parla di un audio “pieno, chiaro e naturale”. Nest Audio equalizza in automatico il suono affinché sia bassi, che medi e anche gli alti abbiano tutti il loro spazio. I bassi saranno presenti e le voci avranno più profondità. Un nuovo tweeter da 19 mm ridisegnati permetteranno di avere poi una maggiore chiarezza audio e l’ottimizzazione della griglia e dei materiali permetteranno di farlo senza distorsioni. Per garantire un suono come l’artista l’ha pensato si è poi lavorato sul minimizzare la compressione per preservare la gamma dinamica. Il suo si adatterà poi non solo al tipo di contenuto riprodotto, ma anche in base ai rumori casalinghi, affinché sia sempre possibile ascoltare musica, news o podcast con chiarezza.

Nest Audio può essere utilizzato in coppia con un altro prodotto gemello e creare quindi un effetto stereofonico decisamente più realistico e avvolgente. Nell’app di Google Home è presente un’opzione per accoppiare in stereo due Nest Audio. Aggiornato: non è una funzione esclusiva di questo prodotto, ma era già presente sugli altri prodotti Home/Nest.

Come anche gli ultimi Nest Mini, anche Nest Audio integra il chip per il machine learning che permette di eseguire comandi localmente e quindi più velocemente per alcune funzioni. A partire dagli USA anche i comandi per la riproduzione musicale godranno dell’utilizzo di questo componente.

Nest Audio sarà disponibile sullo store Google in cinque colori (di cui solo due disponibili in Italia) dal prossimo 5 ottobre al prezzo di 99€.

  • Okazuma

    Io lo trovo esteticamente orrendo

  • ermo87

    Ma non è che la stereofonia è chissà quale novità, con due speaker della stessa tipologia si poteva fare anche prima

    • Esattamente quello che stavo per scrivere

    • Okazuma

      Esistono molte casse che vendute singolarmente e poi collegate (anche wireless) diventano stereofoniche ma utilizzare 2 casse uguali ma che nn prevedono un collegamento tra loro, ti dà 2 fonti sonore identiche da punti diversi ed è diverso da suoni stereofonico.
      In stereofonia non hai sempre suoi simmetrici nei 2 canali e se fai come dici tu, questa cosa la perdi

      • ermo87

        Con qualsiasi coppia di Google Home è sempre stata stereofonia vera, con canale dx e canale sx non solo alti/bassi o fonti identiche, ovviamente deve essere previsto dalla traccia in riproduzione ma almeno lo stereo penso lo prevedano tutte oggigiorno.

        • Okazuma

          Dal tuo primo commento avevo capito ti riferissi a casse generiche che non prevedono questo collegamento specifico
          Ovviamente se prendi 2 casse che lo prevedono hai la stereofonia
          Ripeto, avevo capito di riferissi a casse identiche ma non collegabili tra loro

          • ermo87

            Rileggendolo avevo capito il fraintendimento, avevo sottointeso la cosa dato l’articolo su google home

    • Hai ragione, ho corretto 🙂