Gli italiani e la smart home: tra opportunità e timori

L'indagine di Altroconsumo
Gli italiani e la smart home: tra opportunità e timori
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Complice anche la pandemia, il mercato dei dispositivi smart per la casa (smart home) ha visto un'improvvisa impennata negli ultimi tempi, con numeri che arrivano a 650 milioni di euro. Il noto sito Altroconsumo ha quindi analizzato il fenomeno con un rapporto per stabilire come gli italiani vivano il fenomeno.

L'indagine, effettuata su un campione di 1.817 persone, si è svolta su diversi punti. La prima domanda era se gli intervistati avessero in casa almeno un oggetto con funzionalità intelligente (esclusi smartphone e tablet). Dai dati raccorti dall'Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano è risultato che il 46% degli italiani possiede almeno un dispositivo "smart", ovvero connesso alla rete.

  • le smart TV sono i dispositivi più comuni (72%)
  • poi gli assistenti vocali (Alexa, Google Home, Siri) in grado di comandare gli oggetti domestici tramite la rete wi-fi con il 29%
  • stampanti e lampadine smart (rispettivamente 23% e 20%)
  • a seguire gli elettrodomestici connessi tra cui, lavatrice (17%), frigorifero (13%) e lavastoviglie (10%)

 

Successivamente, il rapporto considera l'importanza delle funzioni smart in fase di acquisto. Da qui emerge che più della metà degli intervistati scelgono nuovi prodotti perché smart (soprattutto telecamere di sicurezza, assistenti vocali e termostati). In generale, gli utenti apprezzano i dispositivi smart per ottimizzare il risparmio energetico (lampadine, termostati), ma 6 su 10 non trovano tali funzioni utili per gli elettrodomestici

Ovviamente l'analisi riscontra anche delle ombre per la smart home. Da un lato un terzo dei consumatori riscontra problematiche funzionali, soprattutto per TV, stampanti e asciugatrici, principalmente per il controllo tramite app (43%), connessione Wi-Fi (36%) e software (32%). I disservizi sembrano essere principalmente causati da una frammentazione del software (problematica che si spera verrà risolta con il nuovo standard Matter - vedete riquadro sopra).

L'altra questione riguarda la privacy. Il 69% degli intervistati dichiara infatti di temere che i propri dati cadano nelle mani di aziende private (il 53% nelle mani di enti statali), e su questo ovviamente i produttori devono ancora fare molto per recuperare la fiducia dei cittadini.

Fonte: Altroconsumo
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