5 motivi per odiare la Touch Bar sui nuovi MacBook Pro

Emanuele Cisotti -

Ebbene sì, ho fatto il salto nel vuoto e ho acquistato un nuovo MacBook Pro da 15 pollici nella sua unica variante con Touch Bar. Non starò qui a discutere cosa mi ha spinto a farlo e come mi sto trovando con questo dispositivo ma voglio concentrarmi solo e soltanto sulla Touch Bar.

Questo perché dopo una fase iniziale in cui mi sono detto che i contro sarebbero stato presto controbilanciati da innovative funzionalità ancora non scoperte. Così purtroppo non è stato. Dopo un periodo iniziale in cui ho imparato a premere il tasto esc senza sentire alcun feedback ho scoperto che questo è solo uno degli svantaggi della nuova Touch Bar e provo a spiegarvi il perché.

La Touch Bar è divisa in tre parti, una che contiene il tasto Esc, una dedicata all’app in primo piano e una dedicata ai controlli di sistema in primo piano. Ci sono 4 “slot” che potete personalizzare a scelta in quest’ultima sezione. Nel mio caso ho scelto luminosità, volume, tasto per silenziare e tasto per gli screenshot.

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Come detto quando aprite un’applicazione con il supporto alla Touch Bar la sezione centrale prende vita. Questo per esempio è il finder (ovvero il file manager, per chi è a digiuno di macOS).

Nota: tutti i segni rossi sono stati aggiunti successivamente da noi per evidenziare le aree di cui parliamo.

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I comandi aggiuntivi

Il primo problema è relativo a tutti quei tasti che ora non sono più presenti nella Touch Bar, come i controlli multimediali o il tasto del Launchpad da me compianto (per fortuna c’è la gesture sul trackpad).

Come detto potete personalizzare i quattro tasti all’estrema destra ma possono non bastare, sopratutto considerando che le mie prime 3 scelte siano condivise con la quasi totalità degli utenti macOS. Tutte le altre voci, comunque personalizzabili, le trovate premendo sulla piccola freccia alla sinistra di questi quattro bottoni.

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Come avrete forse già notato qui nasce la prima incongruenza. Adesso al posto del tasto Esc c’è la X che serve a ridurre nuovamente questo pannello. Se quindi la vostra memoria vi farebbe pensare che all’estrema sinistra ci sarà ad aspettarvi sempre il tasto Esc, così invece non è. Non potrete quindi essere sempre certi che un tasto fondamentale come quello sia sempre dove ve lo aspettiate. Non potrete neanche fare affidamento sul fatto che la barra che si espande rimanga sempre aperta, perché appena passerete ad una qualsiasi altra app con il supporto alla Touch Bar questa mostrerà i suoi comandi e quindi il menù di cui stiamo parlando sarà automaticamente chiuso.

Le funzioni inutili

Il problema che chiunque avrà probabilmente immaginato fin dal primo momento è che la stragrande maggioranza delle app che hanno il supporto alla touch bar non offre funzioni davvero utili o comunque offre funzionalità che chi già sa usare un computer (anche non Apple) sa compiere molto meglio con gli strumenti già presenti (fra tutti il cursore del mouse ed il trackpad). La massima sintesi di questo è il suggerimento delle parole delle app di scrittura.

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Nessun utente già avvezzo all’utilizzo di un computer userebbe mai questa funzionalità. Apple si è sicuramente portata avanti per gli utenti neofiti che arriveranno nei prossimi anni, ma per adesso è l’emblema dell’inutilità.

I controlli rapidi

Cambiare la luminosità o il volume del proprio Mac, prima della Touch Bar era un’operazione semplice, come su qualsiasi altro pc. Questo era poi reso particolarmente bene da Apple grazie ad un perfetto numero di livelli intermedi fra cui variare questi due valori. Adesso premere sul tasto della luminosità o del volume attiva invece uno slider. Cercare di regolare la luminosità con la stessa precisione di prima nello stesso tempo è diventato praticamente impossibile.

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Una volta attivato lo slider premere alle due estremità permette di regolarlo a “scatti” come prima, ma questo vi costringerà comunque a tenere un occhio sulla Touch Bar per essere sicuri di centrare il tasto e uno sullo schermo per verificare di essere soddisfatti della regolazione.

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Non c’è un feedback

Pensare che Apple abbia implementato il suo portentoso feedback aptico nel nuovo trackpad dei MacBook, nel nuovo iPhone, nell’Apple Watch e non alla Touch Bar è un forte dispiacere. Premere il tasto Esc e non avere nessun tipo di feedback fisico è un po’ come scoppiare una pallina del pluriball e scoprire che era già schiacciata.

Non c’è uniformità fra i prodotti

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Aver aggiornato il MacBook Pro, ma non aver incluso sul mercato una tastiera wireless per Mac Pro e iMac è una mossa poco lungimirante. Certo chi ha acquistato la nuova Magic Keyboard ricaricabile a 119€ non sarà felice, ma al tempo stesso imparare ad usare i nuovi (anche comodi) controlli di Photoshop sul MacBook Pro e non trovarli sul proprio dispositivo in ufficio è un controsenso.

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Per concludere la nuova Touch Bar ha vari problemi. Molti non risolvibili o risolvibili solo con una seconda edizione di questo prodotto. È poi improbabile un ripensamento dell’azienda che sicuramente spingerà sulla Touch Bar per i prossimi anni. Chi vi scrive sta iniziando ad apprezzare alcune peculiarità di questo sistema e il fatto che ci siano 5 grosse falle non significa che comunque la Touch Bar non abbia delle grosse potenzialità. Come al solito Apple ha detto la sua e saranno gli sviluppatori a dover trovare il modo per rendere questo sistema “grande”. Nell’attesa potete sempre guardare Nyan Cat che emana arcobaleni.