Android 13 è un Android 12 con più kill in background

Nicola Ligas
Nicola Ligas Tech Master
Android 13 è un Android 12 con più kill in background

Android è un sistema operativo con quasi 14 anni di storia: aspettarsi stravolgimenti ad ogni nuova release sarebbe impensabile, soprattutto da quando Google ha deciso di rilasciare ogni anno nuova versione, eppure questo Android 13 mi è parso particolarmente iterativo rispetto al precedente, per non dire peggiorativo. Ma andiamo con ordine.

Il changelog di Android 13

Come ogni buon aggiornamento che si rispetti, anche quello ad Android 13 arriva accompagnato da un breve elenco di novità, che potete vedere anche nella galleria qui sotto. In particolare Google ha posto l'accento sui seguenti 5 cambiamenti:

  • Icone delle app a tema espanse che si abbinano ai colori dello sfondo del tuo telefono
  • Un media player aggiornato con copertina dell'album e una simpatica barra di riproduzione
  • Assegna impostazioni di lingua diverse alle singole app
  • Maggiore controllo sulle notifiche inviate dalle app
  • Riproduci in streaming le app di messaggistica direttamente su Chromebook

Visti così sono già di per sé cambiamenti piuttosto minori, che nessuno si sarebbe stupito se fossero arrivati con un semplice aggiornamento di Android 12.

Le uniche vere novità sono la possibilità di assegnare una lingua diversa a ciascuna app (oggettivamente una bella funzione, ma che probabilmente sarà sfruttata da un ristretto numero di utenti) e lo streaming su Chromebook (a sua volta limitato/legato al possesso del Chromebook stesso).

Le icone a tema erano e restano una beta, con tantissime app, anche di Google (guardate Analytics e Wallet negli screenshot sotto) che ancora non le supportano. Il media player è lo stesso di prima, solo con la barra di progresso a ondulata, ed i controlli sulle notifiche già erano molto capillari.

L'over-kill di Android 13

La vera "novità" di Android 13, che ho notato fin da subito rispetto ad Android 12, è però un'eccessiva tendenza a killare le app in background. La mia esperienza si riferisce ad un Pixel 6 Pro, uno smartphone con 12 GB di RAM, che sono quindi sufficienti a tenere aperte diverse applicazioni.

Non sto parlando di un kill indiscriminato di qualsiasi applicazione, ma comunque di un comportamento più aggressivo di quello adottato da Android 12, probabilmente in un'ottica di migliorare l'autonomia e/o le prestazioni del sistema.

La cosa diventa particolarmente evidente con i giochi. Diablo Immortal (oggettivamente esigente in termini di risorse) viene riavviato ogni singola volta che uscite dall'app. Basta anche solo tornare alla home, e provando a riavviare il gioco questo partirà da zero. Con Android 12 invece riuscivo a rispondere a dei messaggi, o ad aprire Gmail, e poi a riprendere la partita da dove l'avevo lasciata.

Ovviamente la cosa non è altrettanto evidente con giochi/app meno esigenti, ma è il paragone con Android 12, che ho usato per mesi e mesi sullo stesso telefono, a renderla più palese.

Tutto qui? Non manca nulla?

No, ovviamente Android 13 non si esaurisce certo con quelle 5 "novità" viste sopra, tanto che Google ha realizzato un bel sito per illustare quelle più pratiche, ma sarebbe poi riduttivo e sbagliato confinare una nuova release del sistema operativo alle sole cose ben visibili dall'utente.

Ci sono oltre 150 fix, dei quali abbiamo già parlato in questo articolo, e l'implementazione di nuovi protocolli, formati audio e altro che vadano a migliorare la user experience in generale. Inoltre ci sono anche novità di prossimo arrivo, che per qualche motivo non sono state incluse in questo rilascio un po' anticipato, rispetto ai tempi canonici (2 mesi prima rispetto al 2021).

Al contempo però ci sono anche funzioni che mancano. Sto parlando in particolare della game dashboard, che al momento è inaccessibile su Android 13 perché rimossa dal sistema operativo e ricollocata in Play Services (c'è un intero thread su Reddit al riguardo); fatto sta che al momento, cercando anche solo di impostare automaticamente il "non disturbare" all'avvio di un gioco, le impostazioni di sistema vanno in crash (screenshot a riprova qui sotto).

L'impressione insomma è che Google, per ragioni a noi ignote, abbia un po' voluto accelerare il lancio di Android 13, che si è trovato così da una parte non ancora completamente stabile, e al contempo anche privo di ulteriori novità che avrebbero potuto rimpolpare quello sparuto changelog di cui sopra.

Non sarà mai più il tempo delle rivoluzioni del passato, e questo in fondo va anche bene, ma ciò non toglie che si possa sperare in qualcosa di più, no? Come sempre lo spazio dei commenti è aperto perché possiate raccontarci la vostra esperienza.

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