La cosa migliore che ho fatto ad IFA è stata girare da turista

Emanuele Cisotti -

Ormai sono 5 anni che partecipo ad IFA, non tantissimi, ma abbastanza per iniziare a dare un senso alla disposizione dei padiglioni, in una fiera dove in quanto a disposizione degli stand regna il caos e dove l’unico argomento di conversazione a lungo termine è “quella volta che non riuscivo a trovare l’uscita/l’ingresso allo stend X.X”.

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È una fiera immensa, una delle più grandi (di qualsiasi tipo) a cui sia mai stato e questo per una redazione di tecnologia vuol dire doversi organizzare bene, fissare gli appuntamenti in modo sistematico e poi tenere sempre d’occhio il tempo che scorre, perché dopo poco si dovrà correre via ad un altro stand. Sono 5 anni che partecipo ad IFA e per la prima volta nella mia vita ho partecipato ad una fiera di tecnologia (vera) da spettatore, tornandoci come turista assieme alla mia ragazza e due amici, approfittando del fatto che ad IFA è possibile entrare semplicemente acquistando il biglietto d’ingresso.

È stata un’esperienza diversa che mi ha ricordato prima di tutto perché ho iniziato a fare questo lavoro e perché la tecnologia mi affascina così tanto. Ho trovato il tempo giusto da dedicare non solo al singolo prodotto ma anche allo stand stesso scoprendo delle demo e delle esperienze per pubblico che non avevo mai fatto. Allo stand Samsung sono salito su di una moto spaziale e sono sfrecciato via da chi mi sparava da ogni direzione, sfruttando un avanzato mix di dispositivi per la realtà virtuale. Allo stand Sony ho perso qualche minuto in più a bordo di un aereo di legno per provare le nuove cuffie a cancellazione del rumore, subito dopo invece essermi fatto scuotere da Muteki e dalle nuove casse impilabili dell’azienda giapponese. Ho anche avuto la possibilità di fermarmi a chiacchierare una decina di minuti con persone che solitamente sento solo per e-mail e che in fiera al massimo posso concedermi il lusso di salutare con un distratto “Ehi! Come va? Anche te non trovi la strada?”.

L’indubbio vantaggio è stato quello di aver comunque avuto il tempo di conoscere i prodotti prima di quel giorno e anzi ne ho approfittato per farmi Cicerone all’interno della fiera e sostituendo tutte le graziose ragazze agli stand per raccontare al resto del mio gruppo quali fossero le mirabolanti novità del nuovo prodotto di turno (per la cronaca tutti hanno amato il nuovo taccuino smart di Moleskine). E davanti al loro interessamento e stupore mi sono anche ricordato di com’è vivere la tecnologia in modo più “normale” e non esserne avvolti ogni secondo della propria vita, tanto da stupirsi sempre meno davanti alle innovazioni (quanti di voi si sono già abituati agli schermi senza bordi? Ecco, figuratevi io).

Quando il lavoro è la propria passione può capitare di assuefarsi e dimenticarsi come è nato tutto, rimanendo sempre curiosi quando si parla di tecnologia ma vendendo sfumare leggermente la fiamma che si era accesa durante la nostra gioventù. Se volessimo trarne una morale da tutto ciò sarebbe: andate ad IFA almeno una volta nella vita, magari durante la settimana (quando gli addetti ai lavori e i giornalisti saranno già tornati a casa), e approfittatene magari per coniugare un giro nella capitale tedesca.