La smart home è rotta (e qualcuno deve aggiustarla in fretta)

Emanuele Cisotti
Emanuele Cisotti Tech Master
La smart home è rotta (e qualcuno deve aggiustarla in fretta)

Poco più di un anno fa realizzavo un video dove vi raccontavo dei 132 dispositivi domotici nella mia casa. Da quel giorno, come potete immaginare, sono cresciuti ancora e, benché casa mia sia molto lontana da alcune case hi-tech in circolazione, è sicuramente una di quelle dove passano più dispositivi per la smart home.

Se anche voi siete curiosi di quali sono i migliori prodotti per la casa e non solo potete dare un occhio alla nostra lista di consigli per gli acquisti.

Un po' è perché provo questi dispositivi per lavoro e un po', come è facile immaginare, è per puro amore e passione per questo mondo. Non tutto quello che io ho installato in casa è davvero utile e soprattutto non tutto è utile per chiunque, ma sicuramente si vedono molti spunti interessanti per una casa davvero intelligente e che possa in molti ambiti aiutare le persone a vivere meglio, con meno pensieri e magari risparmiando qualcosa (almeno sulle bollette, non certo sui dispositivi).

Non tutto è rose e fiori e questo ovviamente viene evidenziato in ogni singola recensione qui su SmartWorld, ma di recente ho avuto la sensazione che qualcosa stesse cambiando in tutto l'ecosistema. Tutta la mia casa smart, che solo fino ad un anno fa sembrava in splendida forma, sembra adesso avere delle fondamenta meno robuste, nonostante questo 2023 sia stato l'anno del timido arrivo di Matter.

Alcune cose hanno iniziato a funzionare meno bene e sicuramente il fatto di avere tanti prodotti diversi aumenta le possibilità che qualcosa non funzioni, ma al tempo stesso il numero di problemi che ho incontrato in 365 giorni mi ha spinto a pensare che ci fosse qualcosa di più di una coincidenza. Che qualcosa alla base, e non solo, stava iniziando a perdere di solidità. Sicuramente il già citato Matter in questi primi mesi non sembra aver davvero dato un contributo positivo e anzi, sembra quasi solo una bella etichetta da schiaffare sulle confezioni, ma poche aziende si sono prese la briga di sfruttarlo davvero come tecnologia di interconnessione.

Tutto è iniziato più di un anno fa quando le mie telecamere Nest hanno iniziato a disconnettersi continuamente dalla rete Wi-Fi. Mi si è aperto un mondo di post su Reddit in cui ho realizzato che il problema poteva forse risiedere nell'aggiornamento del firmware del mio Fritz!Box 7590 AX. Anche la serratura Nuki aveva problemi ed era proprio per colpa di questo aggiornamento del router. In questo caso Nuki ha rilasciato un firmware che ha risolto il problema, che quindi è durato il tempo di una ricerca sul web, mentre non c'è stato nulla da fare con le telecamere Nest, che mi hanno solo fatto scontrare con un'assistenza di Google da brividi e con l'impossibilità di avere vero aiuto. Dopotutto però la colpa era del router AVM. La combinazione di dispositivi varia però così tanto fra utente e utente che è praticamente impossibile trovare aiuto per la propria situazione sul web.

Ho "semplicemente" cambiato router, ma purtroppo i problemi non sono finiti qui.

L'assistente Google sembra essere regredito negli ultimi anni, tanto che il problema che impedisce su alcuni dispositivi, a rotazione, in modo ininterrotto da questa estate, di impostare promemoria vocalmente è ancora presente. Giusto stasera ho dovuto provare prima con Nest Audio, poi con lo smartwatch e infine con lo smartphone (l'unico che funziona sempre) a impostare un banale promemoria. Se non funziona per cose così banali come possiamo pretendere che funzioni per gestire davvero una smart home?

Google Assistant negli ultimi mesi ha però dato il peggio: Nest Hub Max ha rimosso la funzione di pausa con i gesti, per poi reintrodurla mesi dopo senza alcuna logica. Lo stesso dispositivo poi per alcuni giorni, senza che nessuno vi interagisse, esclamava "si è verificato un problema riprova tra qualche secondo" quando si era nelle vicinanze. Si sentiva solo?

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato quando era diventato impossibile comandare una lampadina Xiaomi tramite Google Home.

L'ho rimossa dall'app Xiaomi e l'ho sostituita con un'altra lampadina. Peccato che da Google Home non sia mai sparita e che risulti semplicemente offline, con tanto di promemoria vocale che ricorda che quella luce non può essere controllata ogni volta che si prova a spegnere le luci di tutta la stanza. L'assistenza Google, dopo avermi fatto fare le prove più stupide possibili, ha concluso con:

08:49:21 Boris: Se non riusciamo ad eliminare i dispositivi in questo modo, se non desidera dissociare il suo account, dovrà semplicemente pazientare e aspettare che i suoi dispositivi scompaiano

08:49:51 Emanuele Cisotti: sono passate 3 settimane

L'assistenza Xiaomi è stata ancora più tragicomica. Dopo avergli spiegato che il problema era che un prodotto che non c'era più nell'app Xiaomi ma c'era ancora in quella Google Home e dopo aver assecondato ogni loro inutile step di controllo ha festeggiato in chat il successo dell'operazione, forse senza rendersi conto che la soluzione proposta era scollegare l'account Xiaomi da Google Home definitivamente perdendo così il controllo su tutti i loro prodotti.

Certo Loredana. Ottimo. Ora posso buttare tutti i prodotti Xiaomi visto che non mi servono più?

Per non parlare dei messaggi con Google che finiscono in un loop infinito. O prese in giro come quella che Nicola ha registrato in un audio:

Alcuni dispositivi Google poi sono diventati parzialmente sordi per alcune settimane. Prima Nest Audio e poi il mio LG XBOOM WK7. Per mesi tutti i miei dispositivi Google non riuscivano a comprendere il comando "spegni led mansarda". Veniva interpretato, ho poi controllato nella cronologia, come "spegni led mansa". Nell'80% dei casi, anche quando veniva scandito lentamente, anche per più volte di fila. Per non parlare della chiusura degli avvolgibili che per un periodo si è spesso tradotta in un "controlla queste immagini".

Alexa in termini di velocità, grazie ai suoi dispositivi Echo ha messo rapidamente in imbarazzo la soluzione di Google, a dimostrazione che se di un prodotto fai un tuo core business questo può anche funzionare molto bene. Se non fosse che anche Alexa ha i suoi problemi: la gestione dei prodotti tramite skill è ancora farraginosa rispetto all'integrazione con Google e l'invadenza di alcune pubblicità, sopratutto sugli Echo con display non è il massimo.

Fra le problematiche riscontrate in questi mesi c'è poi davvero di tutto. "Riproduci Calvin Harris" mandava in riproduzione l'artista omonimo di musica jazz da 3.500 ascoltatori mensili e non il dj superstar da 62 due milioni di ascolti nello stesso periodo. La routine che accende la luce all'ingresso quando il sensore Philips riconosce movimento (tutto attraverso SmartThings) ha smesso di funzionare per la seconda volta. Nuki è letteralmente impazzito e ha deciso che bloccare la porta era l'unico scopo della sua vita (qui l'assistenza ha prontamente sostituito il dispositivo).

E ora? E ora si aspetta, come consigliava l'assistenza Google. Si aspetta che Matter faccia il suo decorso. La aziende però devono smettere di inseguire chatbot e AI e concentrarsi sui servizi di cui le persone hanno bisogno oggi. Ma deve succedere in fretta, prima che gli utenti perdano fiducia nelle possibilità della smart home. E chissà che questo 2024 non sia l'anno giusto in cui tutto si risolverà da solo.

E anche la luce "libreria" offline sparirà nell'oblio.

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