Siamo stati da Amazon Go: è il futuro dei supermercati (o forse no?) (opinione)

Matteo Bottin -

Se non conoscete Amazon Go, non dovete assolutamente vergognarvi: d’altronde stiamo parlando di alcuni negozi (ovviamente creati da Amazon) disponibili solo negli Stati Uniti, i quali sembrano essere poco conosciuti anche dalle persone che ci abitano nei dintorni. Due di questi negozi si trovano a New York, e dato che ci trovavamo in città non potevamo non farci un salto.

In cosa differisce Amazon Go rispetto ai “normali” supermercati? Semplice: non ci sono casse. Entri, prendi quello che vuoi ed esci senza passare da alcuna cassa. Magia? No, solamente tecnologia.

Il suo funzionamento è molto semplice: si scarica l’applicazione Amazon Go sul telefono, si fa il login e si ottiene un bel codice QR. Con questo codice ci si avvicina a dei tornelli all’entrata del negozio e lo si scansiona. I tornelli si apriranno automaticamente e sarà possibile fare shopping.

Dentro al negozio si può prendere dagli scaffali qualsiasi prodotto ci interessi. Questo verrà posto all’interno di un “carrello virtuale”. Riporre lo stesso prodotto al suo posto lo rimuove dal carrello. Finito lo shopping, basta passare per i tornelli d’uscita. Nessuna cassa, nessuna fila.

Il sistema processerà il pagamento degli articoli presi e scalerà automaticamente l’importo dalla carta di credito associata all’account. Dopo qualche minuto vi arriverà la notifica con la vostra ricevuta: questa conterrà gli articoli comprati, le tasse e anche il tempo impiegato all’interno del negozio.

Ovviamente non si tratta di un qualche trucco paranormale, ma di una tecnologia già implementata in tanti ambiti, soprattutto all’interno di magazzini, ma che viene riproposta anche in Amazon Go: all’entrata del negozio un sistema rileverà le nostre fattezze e le collegherà al nostro carrello virtuale. Ogni qualvolta noi preleveremo un oggetto dagli scaffali, il sistema ci riconoscerà e sarà in grado di inserire il prodotto nel carrello.

Ma non è finita qui: più persone possono entrare con lo stesso codice QR: il sistema riconoscerà tutte le persone e ognuna sarà in grado di aggiungere prodotti al carrello. Dunque, tranquilli, potete continuare ad accompagnare vostra mamma a fare la spesa.

Il sistema di Amazon Go sembra affidabile. Le poche volte che sono entrato nel negozio c’era poca gente, e dunque non posso essere sicuro che funzioni anche in supermercati molto affollati, ma ho provato a depistarlo senza successo: mi sono sporto sugli scaffali per prendere un oggetto, ho fatto “una finta” toccando un prodotto e lasciandolo al suo posto e ho riposto più di un un oggetto. Il sistema non ha mai fallito, ed infatti non mi ha addebitato nulla di diverso da quello che ho effettivamente acquistato.

Amazon Go è il futuro della vendita al dettaglio?

Sembra tutto perfetto, perché non viene implementato all’interno di tutti i negozi del mondo? Tralasciando il problema principale, ovvero i costi di installazione (nella prima foto della galleria qui sopra potete notare tantissime telecamere installate a soffitto), il sistema non è perfetto, e ha alcuni limiti di usabilità.

Un esempio lampante è la dimensione del negozio: a New York sia l’Amazon Go di midtown che quello di downtown sono minuscoli, piccoli anche per gli standard di Manhattan. Non è possibile inserire troppi prodotti perché è difficile gestirli informaticamente.

“Scusi, giovanotto, lei che è alto mi può prendere il pacco di pasta lì in alto?” Ecco, questa frase non la sentiremmo più: se voi doveste prendere il pacco di pasta per passarlo alla signora di turno, questo verrebbe inserito nel vostro carrello virtuale e vi trovereste a pagarlo. Può sembrare una cosa di poco conto, ma questa tecnologia dovrebbe essere implementata in ambiti utilizzati da moltissime persone non proprio avvezze alla tecnologia.

La privacy è veramente un problema?

Infine, c’è il discorso privacy. Ovviamente il sistema non differisce molto dall’inserire delle telecamere di videosorveglianza nei negozi, ma si parla di un monitoraggio più avanzato e più focalizzato sull’utente. Ne è prova il fatto che nella ricevuta trovate anche il tempo speso all’interno del negozio.

Personalmente non sono una di quelle persone che si preoccupa troppo di questo: sono consapevole che se usufruisco di un servizio gratuitamente il prodotto sono io, ma se il sistema funziona e mi semplifica la vita sono contento di usarlo.

Amazon Go è comodo? Assolutamente sì. Vorrei vederlo anche in Italia? Senza dubbio. Certo, non è il sistema migliore del mondo e servirà un po’ di training perché cambi il nostro modo di fare la spesa, ma credo possa essere una ottima opzione per il futuro della vendita al dettaglio. Andrà testato ancora a lungo, sarà una “rivoluzione” che non arriverà dall’oggi al domani e ci sono pro e contro in questa soluzione, ma penso possa affiancare efficacemente quello che già troviamo nei nostri negozi.