Se volete la privacy, preparatevi a pagarla cara (Opinione)

Giuseppe Tripodi

Per anni abbiamo utilizzato un gran numero di servizi convinti che tutto fosse gratis, che tutto ci fosse dovuto: GMail, Google Foto e Facebook sono solo un piccolo esempio delle app installate sui dispositivi di tutto il mondo, che forniscono servizi incredibili chiedendo in cambio solo una cosa: i dati personali.

Il business dei dati, su cui si basa la profilazione personale e il marketing mirato, sta lì da parecchio tempo e negli anni è cresciuto sempre di più, nella totale noncuranza di buona parte delle persone. Cosa vuoi che sia avere un po’ di pubblicità mirata? È una comodità, non un problema. Poi, però, è arrivato lo scandalo Cambridge Analytica a ricordare a tutti che il business dei dati personali può avere un costo reale, delle conseguenze sul mondo.

E allora qualcuno si è fatto qualche domanda in più.

Lo scandalo di Cambridge Analytica ha portato Zuckerberg a dover rispondere della gestione dei dati personali davanti al Senato degli USA e al Parlamento Europeo. Foto via: CNN

Intendiamoci, chi è consapevole di come funziona questo business e sceglie deliberatamente di pagare i servizi con i propri dati personali non ha molto da temere: basta essere coscienti che tutto ciò che si vede online, dalla pubblicità ai suggerimenti per gli acquisti, dai risultati delle ricerche Google ai post politici su Facebook, non è casuale, ma frutto di un’incredibile profilazione personale (tanto azzeccata che a qualcuno sembra addirittura di essere ascoltato).

Ma cosa succede se da domani decidete di farla finita con questo data busines e di tutelare la vostra privacy online? In primo luogo, preparatevi a rispondere alla schiera di tutti quelli che ma cos’hai da nascondere?, convinti che solo i serial killer possano essere interessati ad avere maggiore riservatezza. Oltre questo, preparatevi anche a cambiare radicalmente le vostre abitudini, magari seguendo uno dei numerosi tutorial online.

Ma cambiare le proprie abitudini e installare qualche plugin potrebbe non bastare, perché uno degli stumenti maggiormente responsabili della profilazione personale è sempre con noi, nelle nostre tasche. Navighiamo online con lo smartphone, guardiamo le mappe sullo smartphone, manteniamo le relazioni con lo smartphone e, se per fare tutto questo utilizziamo strumenti di Google, Facebook o Amazon, la battaglia è persa in partenza.

Poi è ovvio, c’è anche modo di usare Android curandosi della propria privacy: basta acquistare uno dei rarissimi modelli di smartphone sprovisti di servizi Google, oppure estirpare tutte le app di BigG grazie al root o anche installare una custom rom senza le GApps. Poi cercare strumenti alternativi, usare F-Droid come store per le app, Firefox (con le giuste estensioni) come browser, DuckDuckGo come motore di ricerca, eccetera eccetera. Tutte cose interessanti e fattibili per gli utenti appassionati del settore, ma che risultano virtualmente impossibili per la casalinga di Voghera, per chi vuole semplicemente usare uno strumento senza perderci troppo tempo.

Oppure potete comprare un iPhone.

Ovviamente adottare iOS non è sufficiente ad evitare la profilazione (se continuate ad utilizzare Facebook, Google e compagnia, poco cambia), ma da anni Apple fa della privacy uno dei suoi punti di forza: c’è un’intera sezione del sito ufficiale in cui la società di Cupertino racconta per filo e per segno come tuteli i dati personali, non vendendoli ad aziende di terze parti.

Alcuni dei punti evidenziati da Apple sulla pagina Privacy. Chissà a chi saranno rivolte le frecciatine?

Nell’ultimo WWDC, Apple ha rincarato la dose: dal palco Craig Federighi ha annunciato che la prossima versione di Safari per Mac bloccherà i sistemi di tracking, per tutelare la privacy degli utenti. Federighi non è andato per il sottile e le allusioni a Facebook sono tutt’altro che velate.

Apple's new Safari feature

How Apple wants to protect you from Facebook.

Pubblicato da The Verge su lunedì 4 giugno 2018

 

We’ve all seen these like buttons and share buttons, and these comment fields. It turns out these can be used to track you, wether you click on them or not. And so this year, we are shutting that down.

Ovviamente, questa non è la soluzione a tutti i mali del mondo ma solo una piccola, importante presa di posizione, che va ad aggiungersi a tutti gli altri accorgimenti della mela in termini di privacy.

Nella conferenza stampa che si è tenuta dopo il WWDC, ad esempio, Tim Cook ci ha tenuto a precisare che Apple non è mai stata interessata al business dei dati persoanli, specificando di non aver mai ricevuto o richiesto dati personali degli utenti da parte di Facebook.

D’altra parte, in un’intervista alla CNN, lo stesso Tim Cook ha detto di considerare la privacy un diritto umano fondamentale, spiegando come questa percezione sia uno dei cardini di Apple.

A tal proposito, nella prima beta di iOS 12 sembra che Apple abbia anche risolto un problema che permetteva di eseguire attacchi brute force sul PIN di sblocco, tagliando le gambe alla società di sicurezza che aveva sfruttato questa falla per sbloccare il famigerato iPhone di San Bernardino.

Insomma, la società di Cupertino ha deciso di tracciare una linea di demarcazione netta: da una parte ci sono tutte le società che vendono i vostri dati personali, dall’altra c’è Apple che li tutla e ne fa anche una questione ideologica.

D’altra parte, se Apple non vende i dati personali degli utenti non lo fa (solo) per ragioni ideologiche, ma perché non è il suo modello di business. La società della mela ha costruito un solido rapporto di fiducia con i suoi utenti, che gli permette di vendere a caro prezzo i suoi prodotti e fare ampissimi margini di guadagno dalla vendita di hardware e software.

Quanto costa, quindi, la privacy di Apple? Vi bastano 1.189€ per comprare un iPhone X. Poi, se volete conservare tutti le foto in cloud e fare a meno di Google Foto, aggiungeteci 10€ al mese per 2TB di iCloud. E comunque si sa che i prodotti della mela danno il meglio solo se usati in combinazione, quindi mettete in conto anche un 2.899€ per un Macbook Pro 15″.

Intendiamoci: ovviamente qui stiamo parlando di costi per il non plus ultra e, volendo, si può risparmiare qualcosa (magari con i modelli precedenti) ma, a prescindere da tutto, che Apple abbia deciso di prendere una posizione così netta sulla privacy e di farne un cavallo di battaglia dei suoi prodotti e servizi è un bene per tutti.

È un bene per la società che ha un valore aggiunto non da poco, è un bene per i suoi utenti che possono godere di tutta l’attenzione possibile per i dati personali ed è un bene anche per chi non utilizza dispositivi Apple, che beneficerà indirettamente di questa maggiore attenzione sul tema.

Quel che rimane, però, è che se non siete degli smanettoni, se volete la privacy, dovrete pagarla cara. E con questo non intendo tanto far le pulci ad Apple, quanto evidenziare come – attualmente – non esistano soluzione economiche  per chi vuole mantenere la propria riservatezza senza spendere un capitale.

Un po’ triste, considerando che qualcuno ne parla (legittimamente) come un diritto umano fondamentale.

Crediti immagine: induced.info

  • Mauricio

    L’alternativa al “nudo in piazza” non dovrebbe essere la “gabbia dorata”.
    Spendere 1.200€ per un telefono e poi rimanere comunque su FB, Intagram ecc non mi sembra la cosa più intelligente da fare. Poi con il computer il discorso cambia, il livello di tracciamento è molto diverso oltre al fatto di aver maggiori possibilità di controllo.
    L’ideologia Apple non credo sia proteggere la privacy degli utente ma arroccarli in un ambiente chiuso dove le cose funzionano bene solo se tutto è dello stesso marchio, in modo che poi se devono comprare qualche servizio o contenuto lo deve comprare da Apple, o fuori ma con la commissione Apple.
    È pura follia credere che la soluzione dei nostri diritti digitali sia affidarsi ad una azienda, che controllando tutti i tuoi accessi al mondo, fa il bello e il cattivo tempo.

  • m Arch Tom’s on Bar N Ass

    DRAFT

    la tutela della privacy non esiste !
    imprese e governi non possono sottrarsi dall’esercitare quella responsabilita’ ( tra le cinque responsabilita’ di impresa ) per tutelare cittadini e la societa’ ( o le societa’ in EU. )

    il solo modo per “tutelarsi” e’ aderire ad un comportamento quando utilizziamo internet e senza mai rilasciare dati autentici su noi stessi, ad eccezione di quei casi ove non sia possibile evitarlo e per esempio quando acquistiamo su internet, pagando tramite carta di credito e con spedizione ad indirizzo o recapito postale ( molti acquisti possono poi essere recapitati presso centri di raccolta ma utilizzare carta di credito per il pagamento spesso implica dover anche fornire un indirizzo che sia congruente con il CAP dell’intestatario della carta di credito. )

    detto cio’,
    il semplice utilizzo della linea telefonica identifica l’intestatario della linea e presso molti dei siti ” ufficiali ” che , per esempio, appena qualche decennio fa’ erano stati coinvolti in uno scandalo che li riteneva responsabili di identificare e registrare il numero di telefono di chi visita o utilizza il sito web.

    E’ pertanto quasi impossibile essere completamente anonimi su internet ma non e’ detto che sia un elemento sfavorevole in merito alla privacy o alla possibilita’ di ricevere propaganda personalizzata anche per campagna elettorale.

    Identificarsi o essere identificati mentre navighiamo o sfogliamo le pagine in rete o mentre ne utilizziamo alcuni aspetti e applicazioni, possono divenire tuttavia un ostacolo e si puo’ altresi’ anche divenire obiettivo di ” comunita’ mafiose ” o di stampo mafioso ( praticamente tutti quelli che lavorano nelle telecomunicazioni e che si occupano di osservazione e analisi del traffico in rete ) e che si adoperano in favore di attivita’ illecite quali la persecuzione ed anche intimidazione e ancora le altre ben piu’ gravi istanze di attivita’ criminali quali frode, truffa e furto di identita’ etc etc …

    Apple prima fra tutte e nonostante si presenti con una propaganda negli states per tutelare consumatori e la loro privacy, in irlanda EIRE ( ma anche in italia e polonia e spagna e ovunque ci siano cattolici e catto-comunisti nelle societa’ controllate in europa ) ovvero il primo, forse, stato membro dell’unione per riciclaggio di denaro sporco e associazione a delinquere di stampo mafioso, con una piccola comunita’ di appena qualche milione di abitanti e che si adopera in modo molto attivo con attivita’ criminali quali l’estorsione e secondo metodi che ricalcano quanto avviene anche a carico di siciliani immigrati nel nord-italia.
    In Irlanda, per esempio, apple si adopera per esercitare controllo ( control freaks ) anche su cittadini in territori dell’unione e che non intendono condividere nulla con gli irlandesi e che procedono con estorsione ( tutelati dalla chiesa cattolica in irlanda ) e intimidazione e spesso ricatto ai danni di utilizzatori di internet e prodotti di apple tuttavia ignari delle reali e autentiche ragioni per quanto sta’ accadendo loro.

    DRAFT

  • PIxVU

    la tutela della privacy non esiste !

    imprese e governi non possono sottrarsi dall’esercitare quella responsabilita’ ( tra le cinque responsabilita’ di impresa ) per tutelare cittadini e la societa’ ( o le societa’ in EU. )

    il solo modo per “tutelarsi” e’ aderire ad un comportamento quando utilizziamo internet e senza mai rilasciare dati autentici su noi stessi, ad eccezione di quei casi ove non sia possibile evitarlo e per esempio quando effettuiamo acquisti in rete, pagando con carta di credito e programmando la spedizione fornendo indirizzo o recapito postale ( molti acquisti possono poi essere recapitati presso centri di raccolta ma utilizzare la carta di credito per il pagamento richiede, spesso, di dover anche fornire un indirizzo che sia congruente con il CAP dell’intestatario dello strumento di pagamento. )

    detto cio’,
    il semplice utilizzo della linea telefonica identifica l’intestatario della linea e presso molti dei siti ” ufficiali ” che , per esempio, appena qualche decennio fa’ erano stati coinvolti in uno scandalo che li riteneva responsabili di identificare e registrare il numero di telefono di chi visita o utilizza il sito web.

    E’ pertanto quasi impossibile essere completamente anonimi su internet ma non e’ detto che sia un elemento sfavorevole in merito alla privacy o alla possibilita’ di ricevere propaganda personalizzata anche per campagna elettorale.

    Identificarsi o essere identificati mentre navighiamo o sfogliamo le pagine in rete o mentre ne utilizziamo alcuni aspetti e applicazioni, possono tuttavia essere un ostacolo e si puo’ altresi’ anche divenire obiettivo di ” comunita’ mafiose ” o di stampo mafioso ( praticamente tutti quelli che lavorano nelle telecomunicazioni e che si occupano di osservazione e analisi del traffico in rete ) e che si adoperano, poi, in favore di attivita’ illecite quali la persecuzione ed anche intimidazione e ancora le altre ben piu’ gravi istanze di attivita’ criminali quali frode, truffa e furto di identita’ etc etc …

    Apple prima fra tutte e nonostante si presenti con una propaganda negli states per tutelare consumatori e la loro privacy e poiché l’irlanda, EIRE, ( e anche in italia e polonia e spagna e ovunque, in europa, ci siano cattolici e catto-comunisti in societa’ controllate di apple ) e’ il primo stato membro dell’unione per volumi di affari per riciclaggio di denaro sporco e per estensione di associazione a delinquere di stampo mafioso, con una piccola comunita’ di appena qualche milione di abitanti ma molto attiva nell’adoperarsi in favore di attivita’ criminali quali l’estorsione e secondo metodi che ricalcano quelle attivita’ della criminalita’ organizzata proprie di quel malcostume che e’ anche di siciliani immigrati ( anche in nord-italia. )

    In Irlanda, per esempio, apple si adopera per esercitare controllo ( control freaks ) su cittadini nei territori dell’unione e ancora su cittadini dell’ EU che non intendono condividere nulla con gli irlandesi ( EIRE ) e che procedono con estorsione ( tutelati dalle sedi irlandesi della chiesa cattolica ) e intimidazione e spesso ricatto ai danni di utilizzatori di internet e di prodotti di apple, tuttavia ignari delle reali e autentiche ragioni di quanto sta’ accadendo loro.

    DRAFT

  • PIxVU

    @Ugly_Mau:disqus

    L’ideologia Apple non credo sia proteggere la privacy degli utente ma arroccarli in un ambiente chiuso….

    un ambiente chiuso e imperscrutabile tale da continuare indisturbati, portando avanti l’ideologia Apple : ” i dati personali non ve li rivendo perché li utilizziamo noi ( apple ) per favoreggiamento e concorso in reato ai fini di estorsione, frode e furto di identità, intimidazione, persecuzione, ricatto nonche’ riciclaggio di denaro sporco…. se rivendessimo o divulgassimo dati personali, sarebbe troppo facile, per magistratura e procure, risalire a apple e a quell’associazione a delinquere di stampo mafioso, a fronte di segnalazione ( esposto presso le procure di stato ) e in seguito ad eventi del reato , effetti che annientano le vite di chi utilizza beni e servizi distribuiti da apple. “

  • Ciaoiphone4

    AndroidWorld @GiuseppeTripodi: se fossi in voi rimuoverei 3 commenti che mi sembrano contrari al buon senso dei vostri siti internet e possono rovinarvi la reputazione. Citano cose che non c’entrano nulla, inserite solo per far flame e mostrarsi nella loro ignoranza.

  • PIxVU

    Ciaoiphone4

    AndroidWorld @GiuseppeTripodi: se fossi in voi rimuoverei 3 commenti che mi sembrano contrari al buon senso dei vostri siti internet e possono rovinarvi la reputazione. Citano cose che non c’entrano nulla, inserite solo per far flame e mostrarsi nella loro ignoranza.

    sei l’unica, pero’, che ha commentato ( post ) pronunciandosi in modo contrario.

    ti faccio notare che il post e’: ” un nemmeno troppo velato spot pubblicitario per stimolare acquisto di prodotti ( beni e servizi ) con marchio apple ” e pertanto la replica nel dibattito e’ assolutamente ” on-topic. ”

    … che, poi, voi di apple ( o supporter di apple ) siate stati istruiti per ” negare sempre anche l’evidenza ” e per non darVI mai ” la zappa sui piedi ” ovvero, non potrete mai sostenere opinione che e’ contraria al vostro interesse di commercianti per rivendere e diffondere il marchio apple e incassare ricavi…. e’ certamente accettabile.
    Cio’ che ( in EU ) e’ tuttavia inaccettabile sono istanze di reato e attività criminali ai fini di tutelare un business illecito ( peraltro già sanzionato dagli istituti competenti dell’UE e con una multa da €12B )
    saluti

  • PIxVU

    @ciaoiphone4:disqus

    AndroidWorld @GiuseppeTripodi: se fossi in voi rimuoverei 3 commenti che mi sembrano contrari al buon senso dei vostri siti internet e possono rovinarvi la reputazione. Citano cose che non c’entrano nulla, inserite solo per far flame e mostrarsi nella loro ignoranza.

    sei l’unica, pero’, che ha commentato ( post ) pronunciandosi in modo contrario.

    ti faccio notare che il post e’: ” un nemmeno troppo velato spot pubblicitario per stimolare acquisto di prodotti ( beni e servizi ) con marchio apple ” e pertanto la replica nel dibattito e’ assolutamente ” on-topic. ”

    … che, poi, voi di apple ( o supporter di apple ) siate stati istruiti per ” negare sempre anche l’evidenza ” e per non darVI mai ” la zappa sui piedi ” ovvero, non potrete mai sostenere opinione che e’ contraria al vostro interesse di commercianti per rivendere e diffondere il marchio apple e incassare ricavi…. e’ certamente accettabile.

    Cio’ che ( in EU ) e’ tuttavia inaccettabile sono istanze di reato e attività criminali ai fini di tutelare un business illecito ( peraltro già sanzionato dagli istituti competenti dell’UE e con una multa da €12B )

    saluti

  • PIxVU

    la tutela della privacy non esiste !

    imprese e governi non possono sottrarsi dall’esercitare quella responsabilita’ ( anche tra le cinque responsabilita’ di impresa ) per tutelare cittadini e la societa’ ( o le societa’ in EU. )

    Possiamo comunque ” tutelarci “. aderendo ad un comportamento quando utilizziamo internet e senza mai rilasciare dati autentici su noi stessi, ad eccezione di quei casi ove non sia possibile evitarlo e per esempio quando effettuiamo acquisti in rete, pagando con carta di credito e programmando la spedizione fornendo indirizzo o recapito postale ( molti acquisti possono anche essere recapitati presso centri di raccolta ma utilizzare la carta di credito per il pagamento richiede, spesso, l’obbligo di inserire un indirizzo che deve essere congruente con il CAP del recapito di residenza per l’intestatario dello strumento di pagamento. )

    detto cio’,
    il semplice utilizzo della linea telefonica identifica l’intestatario ( della linea ) e presso molti dei siti ” ufficiali ” che , per esempio, appena qualche decennio fa’ erano anche stati coinvolti in uno ” scandalo ” che li riteneva responsabili di identificazione e registrazione del numero di telefono dei visitatori o utilizzatori del sito web.

    E’ pertanto quasi impossibile essere totalmente anonimi su internet ma non e’ detto che sia un elemento sfavorevole per la privacy o in merito la possibilita’ di ricevere propaganda personalizzata anche per campagna elettorale.

    Identificarsi o l’essere identificati mentre navighiamo o sfogliamo le pagine in rete o mentre ne utilizziamo alcuni aspetti e applicazioni, possono tuttavia far sorgere ostacolo che e’ poi motivo opposto all’esplicazione di facoltà e per ridurne notevolmente l’efficacia, si puo’, altresì, divenire anche parte di ” obiettivi ” di ” comunita’ mafiose ” o di stampo mafioso ( praticamente tutti quelli che in irlanda [EIRE], italia, polonia, spagna lavorano nell’ambito delle telecomunicazioni e che si occupano di osservazione e analisi del traffico in rete ) e che si adoperano, poi, in favore di attivita’ illecite quali la persecuzione ed anche intimidazione e ancora… in favore di altre ben piu’ gravi istanze di attivita’ criminali quali la frode, furto di identità, truffa etc etc …

    Apple prima fra tutte e nonostante si presenti con una propaganda negli states per tutelare consumatori e la loro privacy.

    l’irlanda, EIRE, ( e anche italia e polonia e spagna e ovunque, in europa, si ritrovino cattolici e catto-comunisti in societa’ controllate di apple ) e’ il primo stato membro dell’unione per volumi di affari collegati al riciclaggio di denaro sporco; per estensione di associazione a delinquere di stampo mafioso. una piccola comunità, appena qualche milione di abitanti che si adoperano spesso in favore di attività criminali quali l’ estorsione, seguendo metodi propri di quella criminalita’ organizzata e di quel malcostume che e’ anche di immigrati siciliani ( e immigrati anche anche in nord-italia. )

    In Irlanda, per esempio, apple si adopera per esercitare controllo ( control freaks ) e attraverso la tecnologia che permette di invadere la privacy di cittadini nei territori dell’unione e ancora di cittadini dell’EU che non intendono condividere con gli irlandesi ( EIRE ) e che procedono con estorsione ( tutelati dalle sedi irlandesi della chiesa cattolica ) e intimidazione, non ultimo il ricatto ai danni di utilizzatori della rete internet e utilizzatori di prodotti a marchio apple e, tuttavia, ignari delle reali e autentiche motivazioni che sono determinanti per quegli eventi del reato, effetti che annientano le vite di quegli stessi utilizzatori.

  • m Arch Tom’s on Bar N Ass

    la tutela della privacy non esiste !
    imprese e governi non possono sottrarsi dall’esercitare quella responsabilita’ ( anche tra le cinque responsabilita’ di impresa ) per tutelare cittadini e la societa’ ( o le societa’ in EU. )
    Possiamo comunque ” tutelarci “. aderendo ad un comportamento quando utilizziamo internet e senza mai rilasciare dati autentici su noi stessi, ad eccezione di quei casi ove non sia possibile evitarlo e per esempio quando effettuiamo acquisti in rete, pagando con carta di credito e programmando la spedizione fornendo indirizzo o recapito postale ( molti acquisti possono anche essere recapitati presso centri di raccolta ma utilizzare la carta di credito per il pagamento richiede, spesso, l’obbligo di inserire un indirizzo che deve essere congruente con il CAP del recapito di residenza per l’intestatario dello strumento di pagamento. )
    detto cio’,
    il semplice utilizzo della linea telefonica identifica l’intestatario ( della linea ) e presso molti dei siti ” ufficiali ” che , per esempio, appena qualche decennio fa’ erano anche stati coinvolti in uno ” scandalo ” che li riteneva responsabili di identificazione e registrazione del numero di telefono dei visitatori o utilizzatori del sito web.
    E’ pertanto quasi impossibile essere totalmente anonimi su internet ma non e’ detto che sia un elemento sfavorevole per la privacy o in merito la possibilita’ di ricevere propaganda personalizzata anche per campagna elettorale.
    Identificarsi o l’essere identificati mentre navighiamo o sfogliamo le pagine in rete o mentre ne utilizziamo alcuni aspetti e applicazioni, possono tuttavia far sorgere ostacolo che e’ poi motivo opposto all’esplicazione di facoltà e per ridurne notevolmente l’efficacia, si puo’, altresì, divenire anche parte di ” obiettivi ” di ” comunita’ mafiose ” o di stampo mafioso ( praticamente tutti quelli che in irlanda [EIRE], italia, polonia, spagna lavorano nell’ambito delle telecomunicazioni e che si occupano di osservazione e analisi del traffico in rete ) e che si adoperano, poi, in favore di attivita’ illecite quali la persecuzione ed anche intimidazione e ancora… in favore di altre ben piu’ gravi istanze di attivita’ criminali quali la frode, furto di identità, truffa etc etc …
    Apple prima fra tutte e nonostante si presenti con una propaganda negli states per tutelare consumatori e la loro privacy.
    l’irlanda, EIRE, ( e anche italia e polonia e spagna e ovunque, in europa, si ritrovino cattolici e catto-comunisti in societa’ controllate di apple ) e’ il primo stato membro dell’unione per volumi di affari collegati al riciclaggio di denaro sporco; per estensione di associazione a delinquere di stampo mafioso. una piccola comunità, appena qualche milione di abitanti che si adoperano spesso in favore di attività criminali quali l’ estorsione, seguendo metodi propri di quella criminalita’ organizzata e di quel malcostume che e’ anche di immigrati siciliani ( e immigrati anche anche in nord-italia. )
    In Irlanda, per esempio, apple si adopera per esercitare controllo ( control freaks ) e attraverso la tecnologia che permette di invadere la privacy di cittadini nei territori dell’unione e ancora di cittadini dell’EU che non intendono condividere con gli irlandesi ( EIRE ) e che procedono con estorsione ( tutelati dalle sedi irlandesi della chiesa cattolica ) e intimidazione, non ultimo il ricatto ai danni di utilizzatori della rete internet e utilizzatori di prodotti a marchio apple e, tuttavia, ignari delle reali e autentiche motivazioni che sono determinanti per quegli eventi del reato, effetti che annientano le vite di quegli stessi utilizzatori.

  • marcelo marc

    la tutela della privacy non esiste !

    imprese e governi non possono sottrarsi dall’esercitare quella responsabilita’ ( tra le cinque responsabilita’ di impresa ) per tutelare cittadini e la societa’ ( o le societa’ in EU. )

    Possiamo comunque ” tutelarci “. aderendo ad un comportamento quando utilizziamo internet e senza mai rilasciare dati autentici su noi stessi, ad eccezione di quei casi ove non sia possibile evitarlo e per esempio quando effettuiamo acquisti in rete, pagando con carta di credito e programmando la spedizione fornendo indirizzo o recapito postale ( molti acquisti possono anche essere recapitati presso centri di raccolta ma utilizzare la carta di credito per il pagamento richiede, spesso, l’obbligo di inserire un indirizzo che deve essere congruente con il CAP del recapito di residenza per l’intestatario dello strumento di pagamento. )

    detto cio’,
    il semplice utilizzo della linea telefonica identifica l’intestatario ( della linea ) e presso molti dei siti ” ufficiali ” che , per esempio, appena qualche decennio fa’ erano anche stati coinvolti in uno ” scandalo ” che li riteneva responsabili di identificazione e registrazione del numero di telefono dei visitatori o utilizzatori del sito web.

    E’ pertanto quasi impossibile essere totalmente anonimi su internet ma non e’ detto che sia un elemento sfavorevole per la privacy o in merito la possibilita’ di ricevere propaganda personalizzata anche per campagna elettorale.

    Identificarsi o l’essere identificati mentre navighiamo o sfogliamo le pagine in rete o mentre ne utilizziamo alcuni aspetti e applicazioni, possono tuttavia far sorgere ostacolo che e’ poi motivo opposto all’esplicazione di facoltà e per ridurne notevolmente l’efficacia, si puo’, altresì, divenire anche parte di ” obiettivi ” di ” comunita’ mafiose ” o di stampo mafioso ( praticamente tutti quelli che in irlanda [EIRE], italia, polonia, spagna lavorano nell’ambito delle telecomunicazioni e che si occupano di osservazione e analisi del traffico in rete ) e che si adoperano, poi, in favore di attivita’ illecite quali la persecuzione ed anche intimidazione e ancora… in favore di altre ben piu’ gravi istanze di attivita’ criminali quali la frode, furto di identità, truffa etc etc …

    Apple prima fra tutte e nonostante si presenti con una propaganda negli states per tutelare consumatori e la loro privacy.

    l’irlanda, EIRE, ( e anche italia e polonia e spagna e ovunque, in europa, si ritrovino cattolici e catto-comunisti in societa’ controllate di apple ) e’ il primo stato membro dell’unione per: volumi di affari collegati al riciclaggio di denaro sporco; per estensione di associazione a delinquere di stampo mafioso. una piccola comunità, appena qualche milione di abitanti che si adoperano spesso in favore di attività criminali quali l’ estorsione, seguendo metodi propri di quella criminalita’ organizzata e di quel malcostume che e’ anche di immigrati siciliani ( e immigrati anche anche in nord-italia. )

    In Irlanda, per esempio, apple si adopera per esercitare controllo ( control freaks ) e attraverso la tecnologia che permette di invadere la privacy di cittadini nei territori dell’unione e ancora di cittadini dell’EU che non intendono condividere con gli irlandesi ( EIRE ) e che procedono con estorsione ( tutelati da sedi della chiesa cattolica in irlanda ) e intimidazione, non ultimo il ricatto ai danni di utilizzatori della rete internet e utilizzatori di prodotti a marchio apple e, tuttavia, ignari delle reali e autentiche motivazioni che sono determinanti per quegli eventi del reato, effetti che annientano le vite di quegli stessi utilizzatori.

  • marcelo marc

    la tutela della privacy non esiste e poiche’ governi e imprese non potranno mai sottrarsi a quella responsabilita’ ( non potranno mai rifiutarsi di assumersi quella responsabilita’ tra le cinque responsabilita’ di impresa ) per tutelare cittadini e la societa’ ( o le societa’ in EU. )

    Possiamo comunque fare sforzi per ” tutelarci “. aderendo ad un comportamento quando utilizziamo internet e senza rilasciare mai dati autentici su noi stessi, ad eccezione di quei casi ove non sia possibile evitarlo e per esempio quando effettuiamo acquisti in rete, pagando con carta di credito e programmando la spedizione, fornendo indirizzo o recapito postale ( molti acquisti possono poi essere recapitati presso centri di raccolta ma utilizzare la carta di credito per il pagamento richiede, spesso, l’obbligo di inserire un indirizzo che deve essere congruente con il Codice di Avviamento Postale, CAP del recapito di residenza per l’intestatario dello strumento di pagamento. )

    detto cio’,
    il semplice utilizzo della linea telefonica identifica l’intestatario ( della linea ) e presso molti di quei siti ” ufficiali ” che circa vent’anni fa’, erano stati travolti da uno ” scandalo ” con accuse che ritenevano gli amministratori dei siti web, responsabili di aver identificato e archiviato numeri di telefono di ogni visitatore o utilizzatore del sito.

    E’ pertanto quasi impossibile essere totalmente anonimi su internet ma non e’ detto che sia un fattore sfavorevole per la privacy e nemmeno potrebbe esserlo in merito la possibilita’ di ricevere propaganda personalizzata per campagna elettorale.

    Identificarsi e l’essere identificati, mentre navighiamo o sfogliamo le pagine in rete o mentre ne utilizziamo alcuni aspetti e applicazioni, possono tuttavia far sorgere ostacolo che e’ motivo opposto all’esplicazione di facoltà e per ridurne notevolmente l’efficacia, si puo’, altresì, divenire anche ” obiettivi ” di ” comunita’ mafiose ” o di stampo mafioso ( praticamente tutti quelli che in irlanda [EIRE], italia, polonia, spagna lavorano nell’ambito delle telecomunicazioni e che si occupano di osservazione e analisi del traffico in rete ) e che si adoperano, poi, in favore di attivita’ illecite quali la persecuzione ed anche intimidazione e ancora… in favore di altre ben piu’ gravi istanze di attivita’ criminali quali la frode, furto di identità, truffa etc etc …

    Apple prima fra tutte e nonostante si presenti con una propaganda negli states per tutelare consumatori e la loro privacy.

    l’irlanda, EIRE, e’ il primo stato membro dell’unione per: volumi di affari collegati al riciclaggio di denaro sporco; per estensione di associazione a delinquere di stampo mafioso. una piccola comunità, appena qualche milione di abitanti che non di rado si adoperano in favore di attività criminali quali l’ estorsione, seguendo quei metodi propri della criminalita’ organizzata ( associazioni a delinquere ) e quel malcostume che e’ anche di immigrati siciliani ( e siciliani immigrati anche in nord-italia. )

    In Irlanda, per esempio, ( anche italia e polonia e spagna e ovunque, in europa, si ritrovino cattolici e catto-comunisti nelle imprese controllate di apple ) apple si adopera per esercitare controllo ( control freaks; maniaci del controllo ) e attraverso la tecnologia che permette di invadere la privacy di cittadini nei territori dell’unione e ancora di cittadini dell’EU che non intendono condividere con gli irlandesi ( EIRE ) e che procedono con estorsione e intimidazione ( tutelati dalle sedi della chiesa cattolica in irlanda ), non ultimo il ricatto ai danni di utilizzatori della rete internet e utilizzatori di prodotti a marchio apple e, tuttavia, ignari delle reali e autentiche motivazioni che sono determinanti per quegli eventi del reato, effetti che annientano le vite di quegli stessi utilizzatori.

  • marcelo marc

    la tutela della privacy non esiste e poiche’ governi e imprese non potranno mai sottrarsi a quella responsabilita’ per tutelare cittadini e la societa’ ( o le societa’ in EU. ) non potranno mai rifiutarsi di assumersi quella responsabilita’ tra le cinque responsabilita’ di impresa.

    Possiamo comunque fare sforzi per ” tutelarci ” aderendo ad un comportamento quando utilizziamo internet e senza rilasciare mai dati autentici su noi stessi. Ci sono circostanze tuttavia che rendono impossibile evitare di comunicare i nostri dati personali, per esempio quando effettuiamo acquisti in rete e pagando con carta di credito, programmando la spedizione e fornendo indirizzo o recapito postale ( molti acquisti possono poi essere recapitati presso centri di raccolta ma utilizzare la carta di credito per il pagamento richiede, spesso, l’obbligo di inserire un indirizzo che deve essere congruente con il Codice di Avviamento Postale, CAP del recapito di residenza per l’intestatario dello strumento di pagamento. )

    detto cio’,
    il semplice utilizzo della linea telefonica identifica l’intestatario ( della linea ) e presso molti di quei siti ” ufficiali ” che circa vent’anni fa’, erano stati travolti da uno ” scandalo ” con accuse che ritenevano gli amministratori dei siti web, responsabili di aver identificato e archiviato numeri di telefono di ogni visitatore o utilizzatore del sito.

    E’ pertanto quasi impossibile essere totalmente anonimi su internet ma non e’ detto che sia un fattore sfavorevole per la privacy e nemmeno potrebbe esserlo in merito la possibilita’ di ricevere propaganda personalizzata per campagna elettorale.

    • marcelo marc

      cont…
      Identificarsi e l’essere identificati, mentre navighiamo o sfogliamo le pagine in rete o mentre ne utilizziamo alcuni aspetti e applicazioni, possono tuttavia far sorgere ostacolo che e’ motivo opposto all’esplicazione di facoltà e per ridurne notevolmente l’efficacia, si puo’, altresì, divenire anche ” obiettivi ” di ” comunita’ mafiose ” o di stampo mafioso ( praticamente tutti quelli che in irlanda [EIRE], italia, polonia, spagna lavorano nell’ambito delle telecomunicazioni e che si occupano di osservazione e analisi del traffico in rete ) e che si adoperano, poi, in favore di attivita’ illecite quali la persecuzione ed anche intimidazione e ancora… in favore di altre ben piu’ gravi istanze di attivita’ criminali quali la frode, furto di identità, truffa etc etc …

      Apple prima fra tutte e nonostante si presenti con una propaganda negli states per tutelare consumatori e la loro privacy.

      l’irlanda, EIRE, e’ il primo stato membro dell’unione per: volumi di affari collegati al riciclaggio di denaro sporco; per estensione di associazione a delinquere di stampo mafioso. una piccola comunità, appena qualche milione di abitanti che non di rado si adoperano in favore di attività criminali quali l’ estorsione, seguendo quei metodi propri della criminalita’ organizzata ( associazioni a delinquere ) e quel malcostume che e’ anche di immigrati siciliani ( e siciliani immigrati anche in nord-italia. )

      In Irlanda, per esempio, ( anche italia e polonia e spagna e ovunque, in europa, si ritrovino cattolici e catto-comunisti nelle imprese controllate di apple ) apple si adopera per esercitare controllo ( control freaks; maniaci del controllo ) e attraverso la tecnologia che permette di invadere la privacy di cittadini nei territori dell’unione e ancora di cittadini dell’EU che non intendono condividere con gli irlandesi ( EIRE ) e che procedono con estorsione e intimidazione ( tutelati dalle sedi della chiesa cattolica in irlanda ), non ultimo il ricatto ai danni di utilizzatori della rete internet e utilizzatori di prodotti a marchio apple e, tuttavia, ignari delle reali e autentiche motivazioni che sono determinanti per quegli eventi del reato, effetti che annientano le vite di quegli stessi utilizzatori.

  • marcelo marc

    la tutela della privacy non esiste e poiche’ governi e imprese non potranno mai sottrarsi a quella responsabilita’ per tutelare cittadini e la societa’ ( o le societa’ in EU. ) non potranno mai rifiutarsi di assumersi quella responsabilita’ tra le cinque responsabilita’ di impresa.

    Possiamo comunque fare sforzi per ” tutelarci “, aderendo ad un comportamento quando utilizziamo internet, senza rilasciare mai dati autentici su noi stessi. Ci sono tuttavia circostanze che rendono impossibile evitare di comunicare i nostri dati personali, per esempio quando effettuiamo acquisti in rete e pagando con carta di credito, programmando la spedizione e fornendo indirizzo o recapito postale ( molti acquisti possono poi essere recapitati presso centri di raccolta ma utilizzare la carta di credito per il pagamento richiede, spesso, l’obbligo di inserire un indirizzo che deve essere congruente con il Codice di Avviamento Postale, CAP del recapito di residenza per l’intestatario dello strumento di pagamento. )

    detto cio’,
    il semplice utilizzo della linea telefonica identifica l’intestatario ( della linea ) e presso molti di quei siti ” ufficiali ” che, circa vent’anni fa’, erano stati travolti da uno ” scandalo ” con accuse che ritenevano gli amministratori dei siti web, responsabili di aver identificato e archiviato numeri di telefono di ogni visitatore o utilizzatore del sito.

    E’ pertanto quasi impossibile essere totalmente anonimi su internet ma non e’ detto che sia un fattore sfavorevole per la privacy o circa la possibilita’ di ricevere propaganda elettorale personalizzata,

    cont…

  • marcelo marc

    se fossi in voi rimuoverei 3 commenti che mi sembrano contrari al buon senso dei vostri siti internet e possono rovinarvi la reputazione. Citano cose che non c’entrano nulla, inserite solo per far flame e mostrarsi nella loro ignoranza.

    @pixvu:disqus Comment:
    sei l’unica che ha commentato ( post ) pronunciandosi in modo contrario e tuttavia ti faccio notare che il post e’: ” un nemmeno troppo velato spot pubblicitario per stimolare acquisto di prodotti ( beni e servizi ) che mostrano il marchio apple ” e la nostra replica, pertanto, e’ assolutamente ” pertinente. ”

    … che poi, voi di apple ( anche supporters di apple ) siate stati istruiti per ” negare sempre anche l’evidenza ” e per non darVI mai ” la zappa sui piedi ” ovvero, non potrete mai sostenere opinione che e’ contraria al vostro interesse di ” commercianti ” che intendono rivendere e diffondere il marchio apple ed incassarne ricavi… e’ certamente accettabile.

    ( in EU ) tuttavia e’ inaccettabile che vi siano istanze di reato e attività criminale atti a tutelare un business illecito e peraltro già sanzionato dagli istituti competenti dell’UE e con una multa da €12B.

    saluti