Come si usa l'inchiostro digitale: cos'è e quando sfruttarlo

In questa guida vedremo cos'è l'inchiostro digitale e come si usa, considerati anche i molteplici contesti in cui opera
Come si usa l'inchiostro digitale: cos'è e quando sfruttarlo
SmartWorld team
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In un'epoca in cui la digitalizzazione ha subìto una forte spinta grazie alla combinazione di hardware e software sempre più complessi ed efficienti, i sistemi di inchiostro digitale continuano ad avere un ruolo di prim'ordine a vari livelli, da quello prettamente scolastico ai contesti aziendale fino ad influenzare anche la vita di tutti i giorni.

Parlare, infatti, di inchiostro digitale è ormai diventato di uso comune. Si pensi, ad esempio, ai documenti firmati digitalmente e inviati per posta elettronica. Un procedimento che costituisce l'emblema della digitalizzazione e che per certi versi rende improbo, in quanto a rapidità e semplicità, il confronto con il più classico invio cartaceo.

Anche il settore scolastico ha subìto l'influenza delle tecnologie che stanno alla base dell'inchiostro digitale, soprattutto negli ultimi anni.

Considerata quindi la popolarità della tematica, può essere utile dedicare qualche battuta sull'argomento, spiegando in primo luogo cos'è l'inchiostro digitale e quali sono le tecnologie su cui esso si basa. Prima di iniziare, vogliamo invitarvi a leggere la nostra guida su come scansionare documenti su iPhone e iPad, altro manifesto della digitalizzazione applicata alla produttività: in questo approfondimento, infatti, vi abbiamo spiegato come firmare un documento con iPhone e trasformare un modulo cartaceo in un documento digitale da condividere o archiviare.

Indice

Cos'è l'inchiostro digitale

Inchiostro digitale
Fonte: Unsplash

Seppur di stretta attualità, la parola inchiostro digitale ha un'origine ben radicata negli anni. I primi riferimenti risalgono addirittura agli anni '90, quando questo termine incominciava a diventare di uso corrente per indicare quei terminali elettronici portatili (più precisamente, i palmari) utilizzati in alcuni contesti produttivi, come ad esempio la firma per certificare l'avvenuta ricezione di pacchi o la validazione degli acquisti effettuati con carta di credito.

Negli anni successivi, il termine inchiostro digitale si è imposto nel linguaggio comune parallelamente alla crescita della digitalizzazione, trovando larga diffusione in situazioni diverse e di stretta attualità: pensiamo, su tutti, agli appunti digitali e all'immissione di dati, incamerati anch'essi in formato digitale, mediante l'utilizzo di tablet, smartphone ed e-Reader.

Possiamo pertanto definire l'inchiostro digitale come una forma o un insieme di tecnologie che, sfruttando congegni basati sull'hardware e sul software, consentono di aggiungere elettronicamente grafia e disegni a documenti digitali, visualizzandone il risultato su un monitor.

In linea generale, un sistema di inchiostro digitale fa spesso uso di una speciale penna digitale per registrare elettronicamente tutto ciò che viene scritto su carta digitale, sfruttando specifiche applicazioni o programmi dedicati allo scopo, come quelli ad esempio per prendere appunti tramite smartphone, computer o tablet.

Come ricordato all'inizio, l'inchiostro digitale si è rivelato particolarmente utile nel contesto scolastico: i docenti, infatti, possono sfruttarne i vantaggi per rendere più interattive le lezioni con i propri alunni.

Efficace, in questo caso, è la lavagna interattiva multimediale, conosciuta anche con l'acronimo "LIM", introdotta nel 2006 (seppur non ancora generalizzata) e caratterizzata da una superficie interattiva su cui è possibile scrivere, disegnare, riprodurre contenuti multimediali od allegati, per effetto di appositi software di presentazione. I contenuti visualizzati ed elaborati sulla lavagna potranno essere quindi digitalizzati grazie a un software di presentazione appositamente dedicati.

Eppure, l'uso delle tecnologie legate all'inchiostro digitale sta tuttavia estendendosi in tanti altri settori, come ad esempio quello aziendale e quello medico. Grazie ai suoi plurimi vantaggi, l'inchiostro digitale permette infatti di risparmiare carta e rende più efficiente ed efficace la raccolta e la conservazione (oltre che il recupero al bisogno) di informazioni.

Nell'ambito scolastico, un programma diffuso che valorizza il concetto di inchiostro digitale è sicuramente Smart Notebook, un software che ha lo scopo di trasformare il dispositivo in un vero e proprio quaderno digitale dove raccogliere appunti, ricerche e illustrazioni.

Smart Notebook offre al suo interno vari strumenti all'insegna della versatilità. È possibile, ad esempio, creare tabelle e utilizzare strumenti molto popolari nei banchi delle aule scolastiche come il compasso, il goniometro, il righello e la squadretta. È possibile pure disegnare tratti a mano libera, regolando colori, intensità e trasparenza del tratto, oltre che scegliere la tipologia di penna (una matita, una penna standard o un evidenziatore.).

La vocazione "smart" del programma è rappresentata dalla combinazione degli elementi appena citati con componenti più dinamici come le immagini o i video presenti sul web, registratori e grafici GeoGebra, un software utilizzato per l'apprendimento della matematica.

Parlando invece di programmi più generalizzati, non bisogna dimenticare la presenza del software OneNote, molto utilizzato per prendere note e appunti e con svariate funzioni di inchiostro digitale pensate soprattutto per i tablet PC.

Inchiostro digitale: tablet

Inchiostro digitale
Fonte: Unsplash

Se finora abbiamo parlato di Smart Notebook, strumenti molto efficace nei contesti scolastici, non possiamo dedicare qualche battuta sugli elementi di tipo hardware che hanno contribuito a generalizzare le tecnologie di inchiostro digitale.

Sul mercato ne esistono diverse, ma tra quelle più comuni non si può non citare la tavoletta grafica abbinata a un computer. Per chiarire meglio il discorso, si tratta di uno strumento munito di un pennino che si collega al PC tramite porta USB o in alcuni casi in wireless e, sfruttando la superficie attiva, consente di controllare il movimento del puntatore sullo schermo del computer.

Un'altra soluzione molto popolare è rappresentata dai tablet. Questo dispositivo, infatti, può essere associato ad una speciale penna digitale che permette di prendere appunti e disegnare sfruttando speciali applicazioni.

A tal proposito, bisogna precisare che le funzionalità di inchiostro digitale dipendono dal tipo di tecnologia utilizzata e qui occorre fare un accenno al digitalizzatore, vale a dire quel dispositivo che permette di riconoscere la posizione della penna o delle dita sullo schermo.

Le tecnologie su cui si basano i digitalizzatori sono diverse. Ad esempio, i dispositivi con digitalizzatore attivo, come ad esempio i tablet Windows della gamma Microsoft Surface o i vecchi smartphone Samsung della serie Galaxy Note, offrono il vantaggio di restituire un risultato più accurato e preciso, fornendo informazioni aggiuntive come la quantità di pressione esercitata sullo schermo e vantando inoltre un sistema di palm rejection, che non tiene conto dei tocchi involontari del palmo della mano sul display.

Pertanto, i dispositivi che sono provvisti di questa tecnologia sono in grado di riconoscere il livello di pressione sullo schermo, con il risultato di diversificare lo spessore e l'intensità del tratto.

Di contro, la tecnologia di digitalizzazione passiva è più generalizzata ma offre tuttavia un risultato meno preciso, tenuto conto anche dell'impossibilità di appoggiare il polso sullo schermo durante la scrittura.

I dispositivi con display capacitivo, ormai sempre più diffusi sul mercato, permettono di aggiungere la funzionalità di scrittura via penna, ma con risultati certamente non paragonabili, in quanto a precisione, rispetto ai dispositivi ottimizzati già "all'origine".

Sul mercato, ad esempio, esistono penne note come "capacitive" (essendo appunto compatibili con display touch), pensate più per un utilizzo "generale": la minor precisione e l'assenza di pressione rende infatti meno naturale e apprezzabile l'esperienza di scrittura, e con ciò giustificando pertanto il costo economico che caratterizza questi accessori.

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