Le migliori alternative a Twitter

Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
Le migliori alternative a Twitter

Stanchi delle spunte blu, dei limiti di tweet o di altre novità del Twitter 2.0 dell'era Musk? Allora forse potrebbe interessarvi conoscere le migliori alternative a Twitter, perché il mondo non è fatto solo di cinguettii, ma ci sono anche toots e altri versi!

E se anche non doveste trovare tutte le funzioni che avete lasciato nella piattaforma blu, magari potreste scoprire un'app che offre qualcosa di cui non sapevate di aver bisogno. Quindi non perdiamo altro tempo ed esploriamo questa nuova frontiera del microblogging, un mondo come non mai in effervescenza, oltre a ricordarvi i nostri approfondimenti su Hive e Mastodon.

Le migliori alternative a Twitter

Threads (con asterisco)

Le migliori alternative a Twitter

È l'ultima arrivata in questo affollato settore, è piuttosto limitata e in Europa non è disponibile (ufficialmente) ma Threads è forse la vera alternativa a Twitter, quella in grado di mobilitare milioni di utenti e impensierire una piattaforma da 396,5 milioni di utenti attivi (dati del 2023).

Perché? Perché è di proprietà di Instagram, di cui sfrutta l'account per effettuare l'accesso, e in due giorni ha registrato numeri da capogiro, con 50 milioni di download. 

L'app, che vi permette di importare tutti gli account che seguire in modo da non doverli cercare e iniziare subito a usarla, offre funzionalità simili a Twitter, con feed di contenuti, popolato dai vostri account preferiti e da quelli proposti dall'algoritmo, e possibilità di mettere mi piace, rispondere, inviare messaggi e condividere post. 

I post di Threads (i thread), che compilerete dalla scheda centrale, possono essere mostrati a chiunque, ai follower o taggando qualcuno con una menzione "@", e offrono un limite di 500 caratteri

In tutto il mondo, l'app, che è completamente gratuita, è ormai considerata l'"anti-Twitter" per eccellenza, per popolarità, entusiasmo degli utenti e funzionalità, il che ha lasciato in secondo piano i problemi relativi alla privacy, motivo per cui non è conforme al GDPR e non è arrivata in Europa.

E che è anche il motivo per cui abbiamo scritto "con asterisco". 

Threads infatti non può essere installata da App Store e Google Play, ma non tutto è perduto.

Se avete un dispositivo Android, potete comunque installarla e iniziare a usarla, cosa che vi consigliamo di fare seguendo la nostra guida dedicata. Peri iPhone, invece, si poteva installare fino a poco fa l'app beta, ma al momento non accetta più iscritti. Ma non disperate: è sempre più probabile che in autunno iOS apra al sideload delle app (per volere dell'UE), quindi, per quanto difficile non è da escludere la possibilità di installare l'app come per Android. O Threads sistemerà prima i propri problemi con le regole dell'Unione Europea.

Mastodon

Le migliori alternative a Twitter

Mastodon è salita alla ribalta l'anno scorso, subito dopo l'acquisto di Musk da parte di Twitter, come una delle app preferite per accogliere gli esuli della piattaforma, soprattutto perché non ha padroni.

In realtà Mastodon non funziona proprio come Twitter, perché è open source, funziona tramite un sistema decentralizzato organizzato in server e non è in vendita.

La scelta dei server è molto importante, perché invece di trovare tutti gli utenti in un grande luogo, dovrete scegliere un server a cui unirvi per trovare persone con i vostri stessi interessi, e ognuno ha un moderatore e le sue regole. Inoltre anche la privacy funziona in un certo modo su Mastodon, e per quello vi rimandiamo alla nostra guida dedicata

Nondimeno, ci sono diverse somiglianze, perché potete condividere i vostri pensieri con altri utenti in tempo reale, l'interfaccia utente è molto simile a quella di Twitter, ci sono gli hashtag e i post, qui chiamati toots, hanno sempre un limite, qui di 500 caratteri. E se vi piacciono le notizie, c'è una sezione apposita.

Mastodon è una scelta per chi ha un certo tipo di consapevolezza e infatti gli utenti si contano nell'ordine del milione o anche meno (addirittura all'acquisto di Twitter da parte di Musk i server erano saltati per l'iscrizione contemporanea di qualche centinaio di migliaio di utenti).

Ma è comunque un modo valido di comunicare, e persino l'Unione Europea lo utilizza come canale ufficiale.

Infine, Mastodon non ha un'app unica da usare, ma potete scegliere quella che preferite (a differenza di Twitter). Qui potete trovare le migliori

Hive

Le migliori alternative a Twitter

Hive (qui trovate il nostro approfondimento) è un'altra piattaforma di microblogging molto popolare, con un'app molto ben fatta e alcune funzioni che richiamano a Myspace, come la possibilità di mettere un sottofondo musicale per chi visita il vostro profilo. 

L'app, gratuita e disponibile da poco anche per Android, ha un aspetto piuttosto simile a Twitter, ma a differenza di quest'ultima è completamente gratuita, non limita il numero di caratteri nei messaggi e non utilizza un algoritmo per il feed. Questo significa che i contenuti che vedete sono solo quelli degli account che vi interessano, rigorosamente in ordine cronologico. Inoltre Hive è accessibile solo da app e non da Web.

Il suo utilizzo è molto semplice, sicuramente più alla portata di tutti rispetto a Mastodon, ma le sue origini sono un po' più "opache", in quanto non si sa bene chi sia lo sviluppatore che l'ha creata. Nondimeno, la piattaforma, che offre la possibilità di accedere a una serie di contenuti, anche per adulti (c'è una modalità NSFW, not safe for work, che può essere abilitata) ha ora una base di quasi 2 milioni di utenti, il che non è male. 

Se siete interessati a Hive, vi rimandiamo alla nostra prova, mentre qui trovate i link per scaricarla da Google Play o App Store

Bluesky

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Bluesky Social è un po' una scommessa. L'app, diretta nientemeno che dal fondatore di Twitter Jack Dorsey (che l'ha finanziata addirittura quando dirigeva ancora Twitter), sembra ribattere colpo su colpo alla piattaforma di microblogging, ma c'è un dettaglio. Non è ancora stata lanciata ufficialmente ed è ancora in beta, con accesso limitato solo su invito.

L'obiettivo di Bluesky è creare un protocollo che non sia controllato da una singola azienda o organizzazione, ma una serie di protocolli, standard e software open-source che consentiranno agli sviluppatori di costruire piattaforme di social media decentralizzate che possano interagire tra loro senza soluzione di continuità. Un po' come Mastodon, ma si basa sul nascente protocollo AT.

A pieno ritmo, Bluesky Social si propone di mitigare le questioni relative alla censura, alla privacy dei dati e ai monopoli nel settore dei social media. 

Bluesky è simile a Twitter in quanto gli utenti possono condividere aggiornamenti fotografici e brevi testi o rispondere e condividere i post di altre persone, ma anche se potete scaricare l'app non potete accedervi. 

Per farlo, dovete iscrivervi alla lista d'attesa qui cliccando su Join the waitlist, ma attendetevi tempi lunghissimi, e addirittura c'è chi scrive sui social che alcuni hanno messo in vendita il loro invito (anche se non si capisce come sia possibile, visto che è associato a un account).

Nondimeno, l'attesa è alle stelle, e tutti puntano a questa app come alla vera alternativa a Twitter. Qui potete seguire lo sviluppo del progetto.

Cohost

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Cohost è un'altra valida alternativa a Twitter "costruito da zero da un piccolo team di sviluppatori e designer a cui piace condividere le cose su internet".

Cohost, che fa della trasparenza la sua forza, dichiarando sin da subito di non usare pubblicità e di non tracciare gli utenti, offre un'interfaccia con feed verticale, a differenza della piattaforma di microblogging di Musk non implementa algoritmi, e in questo è più simile a Hive, con i post degli utenti che vi appariranno in ordine cronologico.

Come Twitter, Cohost offre follower, repost, Mi piace e commenti, e, non essendoci algoritmi, non ci sono tendenze, ma grazie agli hashtag potete trovare contenuti specifici.

Potete utilizzare la piattaforma gratuitamente o pagare un abbonamento di 5 dollari per ottenere funzionalità aggiuntive, come una maggiore dimensione dei caricamenti più grandi e più opzioni di personalizzazione, ma soprattutto, come l'azienda, per aiutare a "tenere le luci accese".

Al momento Cohost si concentra sui post, senza la ricerca a tutti i costi del coinvolgimento, e in futuro vogliono aggiungere la possibilità di scoprire nuovi post senza l'utilizzo di algoritmi e la vendita diretta.

Se siete attratti dal progetto, qui trovate il sito, al momento l'unico modo per accedere alla piattaforma (niente app per dispositivi mobili, e sembra non ci sia intenzione di crearla).

Micro.blog

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Micro.blog è una piattaforma che vi offre uno spazio per il vostro blog, in modo da condividere brevi pensieri o lunghi saggi, anche con foto. 

In sostanza, Micro.blog vi consente di aprire un vero e proprio blog in miniatura con funzionalità originali per personalizzare la propria pagina, un'interfaccia pulita e un limite di 280 caratteri. Potete vedere i post degli altri blogger e commentarli, condividere testi, foto, video e renderli pubblici o mantenerli privati.

Insomma, una vera e propria piattaforma di microblogging, proprio come Twitter! Ma non solo.

Il servizio non è schizzinoso e vi consente anche di "cross-postare" i vostri pensieri su altre piattaforme. 

Per scelta, Micro.blog non consente di mettere Mi piace, perché Micro.blog crede nel concetto di mostrare gratitudine scrivendo, e non come strumento per aumentare i propri follower. E gli hashtag? Mancano anche quelli, ma è disponibile una scheda per cercare e trovare altri blogger.

Il difetto più grande è che la piattaforma è solo a pagamento, con una prova gratuita che vi consente di usare l'app per iOS e Mac, leggere gli altri post e persino commentarli, ma non potete aprire un blog personale (potete però aggiungere un blog personale, per esempio da WordPress).

Se volete utilizzare Micro.blog, dovete abbonarvi a uno dei piani. Si parte da 5 dollari al mese con il piano base che consente di utilizzare le app per iOS, Android e iOS, aprire la propria pagina e cross-postare su Mastodon, Tumblr, Bluesky, Medium, Linkedin e Flickr.

Con 10 dollari al mese (piano Premium) si possono condividere video, ospitare podcast e creare newsletter, mentre con il piano Family da 15 dollari al mese si possono condividere i blog con altre 5 persone. 

Altre opzioni

Ma Twitter non è l'unico modo per confrontarsi su Internet. Ci sono anche i forum e altri strumenti. Scopriamo i più popolari.

Reddit

Le migliori alternative a Twitter

Reddit è uno dei più popolari forum dove cercare risposte alle proprie domande, confrontarsi su argomenti e molto altro, praticamente di tutto. La piattaforma divide gli argomenti in subreddit, ognuno con le sue regole, e i voti degli utenti danno la priorità a quale contenuto viene visualizzato per primo.

Questa è uno dei punti di forza di Reddit, il fatto che sia gestito dalla comunità, e anche se non è proprio simile a Twitter è un'immensa rete dove trovare qualunque argomento.

Ci sono gruppi di supporto, siti di fan, crescita professionale e sensibilizzazione creativa. L'attenzione alla discussione e al dibattito consente agli utenti di confrontarsi in modo più costruttivo di quanto farebbero su altre piattaforme di social media, e per quanto riguarda la privacy gli utenti hanno il pieno controllo dei loro post.

Questo sistema rende Reddit più organizzato e meno dispersivo di Twitter, ma c'è anche un grosso problema di moderazione, perché se è vero che i voti garantiscono in teoria la scomparsa di contenuti di scarso valore, in realtà si trova anche tanta disinformazione. 

Un'altra questione riguarda i client di terze parti. Reddit ha da poco alzato spaventosamente i costi del servizio per combattere la raccolta di informazioni da parte degli algoritmi di intelligenza artificiale, e così facendo ha ucciso diverse ottime app amate dagli utenti. Qui trovate il sito e qui le app per Android e iOS.

Tumblr

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Tumblr è un'altra piattaforma che non sembra proprio un'alternativa a Twitter. E infatti è stata relegata in una sezione apposita.

Se Reddit è la casa dei forum, Tumblr è la casa dei blog, con più di 572 milioni di blog, la possibilità di scrivere, leggere o condividere blog lunghi o brevi, privati o pubblici e contenuti multimediali.

Ma Twitter è una piattaforma di microblogging, ed è qui che i due servizi si incontrano. Tumblr presenta infatti un feed su cui potete leggere i post degli utenti che seguite, proprio come fareste con Twitter, e, oltre a scrivere contenuti con immagini, GIF o video, potete commentare i post degli altri, mettere mi piace, ripubblicare contenuti e scoprire argomenti di tendenza, proprio come avviene con Twitter. E, come se non bastasse, c'è una chat che ricorda molto i messaggi diretti. 

Inoltre come luogo è mediamente più rilassato e socievole di Twitter, meno serioso e vagamente caotico, che lo rendono perfetto come luogo per condividere i propri pensieri. Tumblr è gratuito con pubblicità, oppure potete passare al piano a pagamento che offre anche alcune funzionalità in più, a 4,99 dollari al mese o 39,99 dollari l'anno. Qui trovate il sito e qui le app per Android e iPhone.

Discord

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OK, Discord è una proposta ancora più estrema come alternativa a Twitter, soprattutto perché non funziona come la piattaforma di microblogging.

In un certo senso, Discord è più simile a Mastodon, con una serie di server separati divisi per argomento a cui iscriversi, ognuno diviso in stanze. In ogni stanza, potete parlare con altri utenti, sia scrivendo che utilizzando le chat vocali, e integrando anche altre esperienze come lo streaming di un gioco o un video su YouTube. Ed è per questo che Discord è diventato estremamente popolare (anzi, è proprio nato con questo scopo) tra i videogiocatori. 

I server possono essere formati da pochi utenti come da centinaia di migliaia, e in questo caso si evidenziano i limiti del servizio. L'interfaccia della chat infatti si aggiorna in tempo reale e con tanti utenti è facile perdere di vista velocemente le conversazioni (l'azienda sta cercando una soluzione a questo). Inoltre non c'è un feed a scorrimento, quindi per tenere traccia delle stanze che vi interessano dovete entrarci e basta, e l'interfaccia non è delle più amichevoli, soprattutto per chi proviene da Twitter.

Qui potete trovare il nostro approfondimento sulla piattaforma, mentre qui trovate il sito e le app per PC, Android e iOS.

Post

Post è un prodotto più di nicchia, creato dall'ex capo di Waze, Noam Bardin. La piattaforma, dotata di un'interfaccia minimalista, è stata creata su misura per giornalisti e gli utenti in cerca di notizie, con la possibilità di pubblicare contenuti senza limiti di caratteri, commentare, reagire, ripostare, mettere mi piace e altro.

Post vuole aiutare i giornalisti a monetizzare i loro contenuti con micropagamenti e mance, ma senza sottoscrizioni o pubblicità, offrendo la possibilità la possibilità di acquistare "articoli individuali da diversi fornitori di notizie premium".

Inoltre, Post ha una propria politica di moderazione con azioni rigorose per il bullismo, le molestie, le notizie false e la promozione dell'incitamento all'odio.

Come avrete capito, Post è un prodotto molto di nicchia, e non è certo il luogo ideale dove l'utente medio scontento di Twitter possa pensare di migrare, ma è comunque una proposta interessante e diversa.

Qui trovate il sito e qui potete scaricare l'app per iOS (niente app Android, per il momento).

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