20 anni di Mac OS: la più grande scommessa vinta da Steve Jobs

20 anni di Mac OS: la più grande scommessa vinta da Steve Jobs
Nicola Ligas
Nicola Ligas

"Un atto di disperazione". Così Macworld descrive quest'oggi il lancio di mac OS X, avvenuto 20 anni fa. Steve Jobs era tornato in Apple solo qualche anno prima, nel dicembre del 1996. La travagliata storia con la sua stessa azienda probabilmente la conoscerete già bene, magari grazie ad un dei molti film/documentari a lui dedicati, e la "disperazione" cui fa riferimento Macworld è quella vissuta da Apple negli anni '90, prima del ritorno del suo fondatore.

Il 2001 fu un grande anno per Jobs, uno nel quale si tolse probabilmente molti sassolini dalla scarpa, imponendo finalmente la sua visione per Apple, gettando così delle solide basi per il futuro dell'azienda.

Ed il primo mattoncino fu proprio Mac OS X 10.0 (scusate ma per la copertina ho trovato solo la 10.3 - NdR), introdotto il 24 marzo 2001, dopo anni nei quali la divisione computer di Apple arrancava dietro la concorrenza.

Il 23 ottobre dello stesso anno sarebbe poi arrivato anche l'iPod, e da lì ai vari iOS, iPad OS e, perché no, anche tvOS e watchOS, la strada è sempre stata in discesa, ma questo perché c'era anche un filo conduttore.

Assieme a Jobs infatti, Apple acquisì anche NeXT, l'azienda fondata da Steve nei suoi anni da solitario, ed una sua traccia evidente la vediamo ancora oggi: la dock, che non esisteva prima di OS X; ma quella è solo la punta dell'iceberg.

Tutti i sistemi operativi di Apple del nuovo millennio, fissi e mobili, hanno usato NeXT come fondamento (letteralmente).

I 20 anni di Mac OS X sono quindi molto più di un semplice compleanno di un sistema operativo che non tutti ricorderanno: sono il riconoscimento di quanto solide e lungimiranti siano state le basi gettate da Jobs, tanto che, a quasi 10 anni dalla sua scomparsa, c'è ancora almeno una sua impronta in tutto ciò che è Apple; e chissà ancora per quanto!

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