Apple: indiscrezioni su iMac e MacBook del 2017, su passato e futuro della linea

Cosimo Alfredo Pina

Una ricca indagine di Bloomberg basata su rumor ed evidenze dei fatti, fa luce sui Mac in arrivo durante il 2017, di quello che non è arrivato sui nuovi MacBook Pro e su come Apple stia sempre meno investendo in innovazione per i suoi computer.

La dimostrazione di quest’ultimo concetto dovrebbe arrivare nel giro di pochi mesi. Ci si aspetta infatti che entro metà 2017 vengano lanciati nuovi iMac, identici nell’aspetto, e solo rivisti nell’hardware con porte USB-C, processori Kaby Lake e GPU AMD di ultima generazione. Ad affiancarli, forse una tastiera da scrivania con Touch Bar.

apple-macbook-pro-15-2016-18

 

Anche il MacBook da 12 pollici – pensate che il modello originale sarebbe potuto arrivare con porta Lightning – sarà aggiornato per adeguarsi in termini di componenti. Ma il sogno di alcuni ingegneri Apple, che già nel 2016 volevano portare Touch ID e una porta USB-C aggiuntiva sul leggerissimo ultrabook, potrebbe rimanere tale.

A proposito di feature sfumate stando alle indiscrezioni, oltre alla colorazione oro, il nuovo MacBook Pro avrebbe dovuto avere batterie molto più potenti di quelle montate sulla versione finale. Solo che gli accumulatori previsti in una prima fase non avrebbero passato alcuni test.

RECENSIONE: Apple MacBook Pro 2016 da 15″ con Touch Bar

Così Apple avrebbe dovuto fare marcia indietro e spostare tutte le risorse umane nello sviluppo di soluzioni alternative per arrivare sul mercato prima della stagione natalizia. Tra l’altro dietro a questa faccenda ci sarebbe la scelta di rimuovere l’indicatore dell’autonomia residua arrivata con macOS 10.12.2. Le nuove celle davano valori sballati.

Conclude questo ricco round di intelligence sulla gamma Mac il fatto che per i prossimi Pro (ricordate la gamma desktop “professionale” che non viene aggiornata dal 2013?) Apple potrebbe tornare a produrre in Asia, visto che la manodopera statunitense non sarebbe sufficientemente preparata.

Indubbiamente il comparto personal computing di Apple è rimasto piuttosto indietro rispetto a quello mobile. Le cifre del resto parlano chiaro, quest’ultimo porta il 75% dei guadagni nelle tasche di Cupertino.