Il codice sorgente di Apple Lisa diventerà un pezzo da museo nel 2018

Edoardo Carlo Ceretti Salvato dall'oblio e ripubblicato in forma libera, con l'approvazione di Apple stessa.

Lisa fu il primo computer di Apple dotato di interfaccia grafica e di mouse come sistema di input, commercializzato a partire dal 1983. Nonostante si rivelò un vero fiasco, a causa del costo esorbitante (9.995$ di allora, quasi 21.000€ di oggi) e di prestazioni non ritenute all’altezza, ebbe il grande merito di precorrere i tempi e di rappresentare il progenitore dei futuri Mac, che Apple tuttora vende.

In senso assoluto, 35 anni potrebbero non sembrare così tanti, ma in ambito informatico pesano quanto secoli. D’altronde, è sufficiente passare in rassegna le specifiche tecniche, per rendersene conto: processore Motorola 68000 da 5 MHz, 1 MB di RAM, display monocromatico da 12″ in risoluzione 720 x 360 pixel, un consumo di ben 150 Wh, per 21,7 kg di peso complessivo.

Trattandosi dunque di un’era preistorica, se confrontata al progresso attuale, vien da sé che il sistema operativo Lisa OS rischiasse seriamente l’estinzione, un peccato mortale per il mondo dell’informatica, che ha il dovere di preservare la propria storia, da tramandare alle future generazioni. Fortunatamente, un’encomiabile iniziativa del Computer History Museum avrà l’obiettivo di salvare dall’oblio nel 2018 il codice sorgente di Apple Lisa.

Apple stessa è stata coinvolta nel progetto, che la vedrà in prima linea nella revisione del codice, destinato alla pubblicazione libera, sotto l’egida del museo stesso. Lisa avrà dunque tutte le carte in regola per persistere allo scorrere del tempo, anche se difficilmente qualcuno avrà la possibilità di installare il sistema operativo su una macchina funzionante, visti i requisiti hardware completamente diversi dagli standard attuali. Rimarrà dunque sotto forma di un’importante testimonianza dello stato dell’informatica degli anni Ottanta.

Via: Engadget, Apple Lisa (Wikipedia)Fonte: Google Groups