Apple porta la sicurezza di iPhone sui nuovi Mac grazie al processore M1

Enrico Gargiulo -

Conosciamo bene l’attenzione che Apple da sempre mette nella sicurezza dei suoi dispositivi. A partire dalla crittografia dei messaggi, introdotta nel 2010 in iMessage, per proseguire coi sensori biometrici del TouchID e il FaceUnlock, anche l’utente meno consapevole si trova sempre più a proteggere i suoi dati. Prima che fossero integrati questi sensori di sblocco rapidi e sicuri, erano meno del 49% i possessori di iPhone che ricorressero a sequenze numeriche per sbloccare il proprio cellulare, mentre ora, siamo passati al 92%.

Lavorando in prima persona alla creazione delle componenti dei suoi dispositivi portatili, Apple è riuscita a offrire un servizio sempre più efficiente anche in termini di sicurezza, ma finora questo valeva soprattutto per gli iPhone, ma non per i Mac; almeno fintanto che questi si basavano solo su processori Intel.

Proprio in un aggiornamento sulla sicurezza, lungo circa 200 pagine, la società di Cupertino ha dichiarato che “Un sistema sicuro necessità di sicurezza a partire dalle fondamenta dell’hardware e per questo i prodotti che usano iOS, iPadOS, MacOS, TVOS e WatchOS hanno questa sicurezza già nei processori Silicon“.

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Per migliorare sempre più, le grandi aziende si avvalgono anche dell’esperienza di chi non collabora direttamente con loro: è ormai sempre più frequente leggere di grandi cifre in palio per chiunque riesca a trovare falle nei loro sistemi. Il “premio” riconosciuto dalla stessa Apple, a tal proposito, ammonta a ben 1,5 milioni di dollari. E la cosa più interessante è che questi sistema implementati, proteggono in backgroud anche l’utente più inesperto.

Via: Cnet