Avast accusata di aver venduto dati personali dei suoi utenti per milioni di dollari (aggiornato)

Giovanni Bortolan - Il lupo perde il pelo... ma non i dati personali! Avast sembrerebbe esserci ricascata...

Ebbene sì, per l’ennesima volta la privacy degli utenti vacilla per via di un massiccio caso di vendita dei dati personali a terzi. Ed è di nuovo il turno di Avast, noto programma antivirus, che tramite la sua sussidiaria Jumpshot sarebbe rea di aver “confezionato” pacchetti di dati sensibili dei propri utenti per poi averli venduti ad aziende come Google, Microsoft e Pepsi. Sebbene Avast richieda esplicitamente il consenso alla condivisione di alcuni dati, molti utenti non erano a conoscenza del fatto che gli stessi dati venissero venduti, fruttando milioni di dollari.

Nel 2019, la Omnicorp Media Group avrebbe pagato a Jumpshot l’accesso al loro archivio di dati sensibili per 2.075.000$

Tra i dati coinvolti sono presenti cronologie di ricerche Google e Maps, attività LinkedIn di aziende, cronologia video Youtube e, per non farsi mancare niente, anche dati derivati dalle visite sui siti pornografici. C’è da temere? Forse. Tutti i dati in questione sono anonimi e non includono in nessun modo informazioni personali, ma gli esperti temono che possa esistere un metodo per de-anonimizzarli.

Non è la prima volta che Avast incorre in problemi relativi alla privacy dei propri utenti. Pochi mesi fa infatti, Mozilla ha rimosso due estensioni Avast (Avast’s Online Security e SafePrice) dal proprio catalogo poiché registravano in maniera troppo invadente la cronologia del browser.

Una notizia che, se confermata, lascia un po’ di amaro in bocca, specialmente perché il presunto colpevole è proprio chi dovrebbe proteggere i propri utenti. E voi a quale antivirus fate affidamento?

Aggiornamento31/01/2020

Il CEO di Avast Ondrej Vlcek ha dichiarato attraverso un post sul blog Avast che Jumpshot, la sussidiaria colpevole di aver raccolto e rivenduto i dati, verrà chiusa con effetto immediato. La severa decisione conferma in maniera indiretta ciò che era emerso pochi giorni fa dall’indagine condotta da Motherboard.

Malgrado l’evolversi della vicenda, Ondrej Vlcek ha comunque preso le difese di Avast, sostenendo il modo in cui i dati vengono collezionati, e dichiarando come sia Avast che Jumpshot abbiano sempre agito nei limiti della legalità.

Via: EngadgetFonte: Motherboard