"Bruschetta": il progetto di Google per portare Linux in Chrome OS. Qualcuno si ricorda di Crostini?

Il progetto permetterà l'uso della distro di Linux preferita
"Bruschetta": il progetto di Google per portare Linux in Chrome OS. Qualcuno si ricorda di Crostini?
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Chrome OS è in piena evoluzione e ora con il progetto "Bruschetta", Google vuole aggiungere il supporto per l'utilizzo di una distro Linux di propria scelta. Uno dei maggiori cambiamenti per Chrome OS negli ultimi anni è stata l'aggiunta del supporto per le app Linux, che esegue una versione completa di Debian GNU/Linux in una macchina virtuale. Questo progetto è stato realizzato con il nome in codice "Crostini".

L'introduzione delle app Linux su Chrome OS ha aperto una categoria completamente nuova di applicazioni per i Chromebook, in particolare per gli sviluppatori, ma è stata progettata per essere profondamente integrata nell'esperienza quotidiana. Fin dall'inizio, gli appassionati hanno giocato con entusiasmo con il sistema di macchine virtuali di Chrome OS, "CrosVM" per eseguire altri sistemi operativi, di solito altre versioni di Linux. Gli stessi Google hanno persino offerto della documentazione e un discorso su Google I/O su come farlo.

Come con molte altre funzionalità di Chrome OS, le cose saranno inizialmente protette da un flag in chrome://flags. La differenza fondamentale rispetto al precedente modo di portare la distro Linux è che queste "VM di terze parti" attingeranno allo stesso sistema "Sommelier" che aiuta ciascuna delle app Linux ad apparire come una finestra nativa di Chrome OS, mentre prima si otteneva un'unica finestra che ospitava l'altro sistema operativo, come per VirtualBox o VMWare.

Bisogna presumere che le distribuzioni Linux tra cui si potrà scegliere saranno ottimizzate per l'uso all'interno di Chrome OS. Inoltre Garcon e Sommelier dovranno essere preinstallati e sembra che Google abbia persino iniziato a prepararsi affinché i file siano accessibili tramite l'app File, proprio come quando si utilizzano le app Linux. Infatti un secondo flag in chrome://flags suggerisce che l'app File avrà accesso ai file del "sistema operativo ospite". 

Un altro aspetto degno di nota è che Google sta cercando di offrire compatibilità e sicurezza approfondite consentendo l'esecuzione virtuale di un intero BIOS/UEFI, se necessario.

Windows 10 e 11 offrono una funzionalità simile, permettendo di installare attraverso il Microsoft Store versioni ufficiali di distribuzioni popolari di Linux. Le tempistiche? Poiché lo sviluppo sembra essere solo ora pubblicamente avviato, ci sarà probabilmente bisogno ancora di alcuni mesi o più per poter testare la funzione. 

Via: 9to5Google
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