Deepin è la nostra distro Linux del mese: bella, semplice e completa (video e wallpaper)

Nicola Ligas -

Inizia oggi una serie di articoli, a cadenza più o meno mensile, dedicati al mondo Linux, nello specifico volti a presentarvi varie distribuzioni, che evidenzino l’eterogeneità e le potenzialità del pinguino. Non delle recensioni, lo sottolineiamo ed evidenziamo, ma piuttosto delle chiacchierate: un modo per incuriosire gli utenti non Linux che vogliano avvicinarsi al suo universo, e per stimolare la discussione in chi invece vi sia già dentro da tempo.

Iniziamo quindi con Deepin, una distro di origini cinesi derivata da Debian, che punta tutto sulla stabilità e la semplicità. E ci riesce. Nel tempo trascorso in sua compagnia non abbiamo infatti mai avuto reali problemi, al massimo qualche sporadico bug di poco conto, ed in generale il sistema si è rivelato molto user friendly, ricco di personalizzazione, ma senza perdersi in impostazioni su impostazioni.

Il merito è di Deepin Desktop Environment, un sistema basato sulle note librerie Qt, ma diverso dai classici Gnome e KDE, del quale abbiamo apprezzato sia la grafica che l’immediatezza delle varie opzioni disponibili. Pensate ad esempio che potete applicare il tema chiaro o scuro app per app, anziché a livello di sistema e basta, e che anche una cosa banale, come l’organizzazione delle icone sul desktop, è stata ripensata in modo molto efficace.

Del file manager abbiamo apprezzato in particolare l’opzione di anteprima, ben cara agli utenti macOS e invidiata da quelli Windows, ma è il Deepin Store uno dei suoi fiori all’occhiello. Ricco di applicazioni, ben strutturato, chiaro e leggibile. Ci sono tutti i software più comuni ai quali potreste pensare, da Dropbox a Spotify, subito a portata di mano, perché poi spesso è proprio questo che scoraggia chi non abbia mai provato Linux: la “paura” di non trovare le app che gli servono. E c’è anche un package manager, che vi permette di disinstallare quasi tutti i software preinstallati (e quelli che andrete ad installare in seguito).

A questo proposito, segnaliamo che la distro è molto completa: ci sono un suo player audio e video, la suite WPS Office, addirittura un manager per i driver della scheda video (altro spauracchio del mondo Linux), e tanti altri software originali e non. A proposito di questi, bello anche l’app launcher, che può essere (per semplificare molto) o in stile Mac, con le icone della app affiancate a tutto schermo, o in stile Windows, con l’elenco compatto che compare alla pressione del pulsante apposito; oppure potete usare la visuale per categoria, che divide le app in base alla loro funzione.

E poi ci sono tante opzioni di personalizzazione, delle impostazioni semplici e ben organizzate, ed un’ottima gestione dei multi-desktop, con la possibilità di trascinare le app in esecuzione da un desktop all’altro, facendole collassare su quello precedente nel caso ne cancellassimo uno.

Abbiamo chiarito all’inizio che Deeping è di origini cinesi, e qua e là nel sistema potreste trovare qualche file di esempio in lingua locale, ma tutto il resto è completamente in italiano. Peccato che il sistema di cloud sync sia al momento limitato alla Cina, l’unico vero vincolo presente nel sistema, ma in futuro dovrebbe arrivare l’espansione anche ai mercati internazionali.

Deepin ha insomma stoffa da vendere, nella versione 15.11 che abbiamo provato, ed a gennaio 2020 arriverà anche Deepin v20, che promette diverse novità, che non potranno che migliorare l’esperienza d’uso. Potete provare Deepin in modalità live, scrivendola sua una pennina USB, senza modificare il vostro attuale sistema, e poi decidere in seguito se installarla o meno, tramite l’apposito tool presente. Per il download potete fare affidamento al sito ufficiale. Bonus: nella galleria qui sotto trovate gli sfondi che la animano.