Facebook alla ricerca di un metodo di sviluppo più efficiente: premiato un gruppo di ricerca italiano

Vincenzo Ronca

Un gruppo di ricerca del Cnr-Isti, l’Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Informazione di Pisa è risultato il vincitore di un bando internazionale istituito da Facebook Research, nell’ambito dello sviluppo di un nuovo metodo di testing software.

Il problema posto da Facebook Research ai partecipanti al bando consisteva nei cosiddetti flaky test: questi test fragili sarebbero quei test dei software sviluppati dai team che lavorano in Facebook che non vanno a buon fine. I test si dicono fragili quando non vanno a buon fine non perché il software presenta delle criticità ma a causa di variabili casuali, dipendenti solo dalla complessità dei dati che i software macinano giornalmente.

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Chiaramente a priori non si può sapere se un test è andato male perché era fragile o perché il software presente delle reali criticità: dunque ogni test fragile comporta lo stop dello sviluppo software e dunque l’allungamento dei tempi e della spesa economica. La stessa problematica si verifica in tutte le aziende che sviluppano software per grandi moli di dati, come Google e Microsoft, ed attualmente uno dei metodi più efficaci per aggirarlo è l’esecuzione di un gran numero di test, in modo da isolare quelli fragili ed etichettarli come tali.

Il gruppo di ricerca che fa capo a Breno Miranda ed Antonia Bertolino ha elaborato una nuova metodologia che si propone di risolvere il problema alla fonte: il progetto denominato Static Prediction of Test Flakiness, sviluppato in collaborazione con Emilio Cruciani e Roberto Verdecchia, ha l’obiettivo di quantificare ed identificare la fragilità della struttura di un test a priori. Il nuovo metodo di predizione della fragilità proposto dai ricercatori italiani è stato sviluppato e testato su una base dati di reali test fragili, restituendo un’accuratezza superiore all’80%.

Via: La Repubblica