Ecco com’è Fuchsia, il sistema operativo che potrebbe rimpiazzare Android e/o Chrome OS! (foto e video)

Nicola Ligas - O anche nessuno dei due, conoscendo Google.

Fuchsia, il fantomatico sistema operativo non basato su Linux sul quale Google sta lavorando da tempo, è da poco disponibile per Pixelbook, ed è così che ArsTechnica ha deciso di provarlo. “Disponibile” è in realtà un po’ un eufemismo: diciamo che è possibile provarlo andando a compilarlo e che il supporto c’è ma le funzionalità sono assai limitate.

Detto questo, lo sguardo che possiamo dare a Fuchsia è comunque molto interessante, soprattutto perché ci permette di capire in che direzione Google stia andando. Ci riferiamo in particolar modo alla universalità di questo OS. Come potete vedere infatti, Fuchsia è pensato per adattarsi sia all’uso su laptop, che su tablet e smartphone. Nessun altro sistema operativo è così flessibile in modo nativo, tanto che l’interfaccia di Fuchsia cambia con un tap per adattarsi al diverso formato.

Questo almeno in teoria, perché in pratica ancora i bug non mancano, anzi sono decisamente più le cose che non funzionano del contrario; nemmeno il login con Google è possibile, tanto che il sistema viene visualizzato solo con l’utente guest.

La homescreen è affine a quella che già avevamo visto a suo tempo su Android e la maggior parte delle app non funzionano, ma il suo look and feel ha comunque imparato dal robottino, sopratutto in tema di (material) design.

Considerate comunque che ci sono voluti circa 5 anni di sviluppo ad Android prima del suo rilascio al grande pubblico, e Fuchsia potrebbe impiegarci anche di più, visto che non c’è particolare ragione per Google di premere sull’acceleratore. A causa di queste premesse, il suo futuro è ancora tutto da decidere, anche perché con un Android che è ormai il “sistema operativo più diffuso al mondo“, un suo rimpiazzo ha comunque poco senso, e cosa diventerà Fuchsia solo Google lo sa. Anzi, forse nemmeno lui. Ciò nonostante vi invitiamo a guardare il video qui sotto, che è piuttosto “educativo” e probabilmente ci servirà come termine di paragone in futuro.