Meno crash su Windows: Google bloccherà l’aggiunta di codice a Chrome dalle di app di terze parti

Leonardo Banchi -

Circa due terzi degli utenti di Chrome su Windows hanno altri programmi installati sul computer che interagiscono con il browser “iniettando” codice all’interno dei processi. In molti casi si tratta di software legittimo, come sistemi antivirus o app per l’accessibilità, ma questo stratagemma aumenta del 15% la probabilità di incappare in crash o malfunzionamenti del browser.

Inutile dire che la cosa non piace molto a Google, che quindi ha comunicato l’intenzione di bloccare l’iniezione di codice nel browser da parte di app di terze parti: questo processo, che verrà attuato in maniera graduale, spingerà così gli sviluppatori ad affidarsi a sistemi ugualmente efficienti ma meno soggetti a causare problematiche di questo tipo.

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Gran parte dei software che sfruttano l’iniezione di codice, infatti, devono questa scelta al fatto di essere nati quando ancora Chrome non permetteva l’integrazione tramite le estensioni o Native Messaging.

Il processo di “pulizia” di Chrome su Windows inizierà ad Aprile 2018, con il rilascio di Chrome 66, quando il browser inizierà a mostrare agli utenti un avviso in seguito ai crash, indicando il software responsabile ed invitando al suo aggiornamento o alla rimozione. Con la versione 68 rilasciata a Giugno, invece, il browser inizierà ad impedire l’iniezione di codice da parte dei software esterni, permettendola soltanto su scelta dell’utente qualora il blocco impedisca l’avvio di Chrome.

La transizione si concluderà poi definitivamente a Gennaio 2019 con il rilascio di Chrome 72, nella quale nessun software di terze parti potrà più modificare i processi del browser.

Via: 9to5googleFonte: Google