Google Chrome: il machine learning sarà amico della vostra RAM (foto)

Edoardo Carlo Ceretti

La proverbiale sete di RAM di Google Chrome è da anni diventata un tormentone sul web, che va ad enfatizzare in modo iperbolico un fondo di verità innegabile. A discolpa di Chrome si può affermare che non si tratti più di un semplice web browser, ma di un centro nevralgico a cui fa capo un gran numero di estensioni e web app ormai entrate nel nostro utilizzo quotidiano. Qualsiasi sia il motivo, rimane il fatto che Chrome non sia di certo il più leggero dei programmi (o anche solo dei browser), specialmente per i PC dotati di poca RAM. A tendere loro la mano però, potrebbe pensarci l’ormai onnipresente machine learning.

La locuzione – usata come un mantra da Big G anche durante il keynote del Google I/O 2018 – fa riferimento alla capacità di una macchina di apprendere nel tempo i comportamenti più consoni da tenere in determinate circostanze, grazie ad algoritmi sempre più avanzati. In riferimento a Chrome, il browser di Google potrebbe essere in grado di capire da solo quali schede lasciare aperte e quali invece scartare – costringendo un refresh della pagina nel caso vi facessimo ritorno – basandosi sulle nostre preferenze di navigazione nel tempo.

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Indizi di questa interessante novità sono stati scovati nel codice di Chromium – il progetto open source che fa da base a Chrome – ma di qui alla reale attuazione potrebbe volerci ancora diverso tempo. È indubbio che, fra la moltitudine di schede che lasciamo aperte su Chrome, alcune siano più importanti di altre e la previsione di quali lo siano non sarebbe affatto impossibile, tuttavia sembra difficile che si possa raggiungere una reale efficacia quando il collo di bottiglia è effettivamente rappresentato da un quantitativo di RAM risicato. Comunque sia, ogni sforzo nella direzione di una maggiore ottimizzazione software, è sempre ben accetto. 

Via: Chrome StoryFonte: Chromium