Google e altre importanti aziende aderiscono all’USI, per standard comuni in ambito pennini attivi (video)

Edoardo Carlo Ceretti

Il pennino – un tempo indispensabile strumento di interazione con i primi, resistivi e poco sensibili display touchscreen – negli ultimi anni ha dovuto evolvere il proprio ruolo, per resistere all’affermazione dei più efficienti pannelli capacitivi. Da semplice estensione delle nostre dita si è dunque trasformato in uno strumento capace di emulare l’esperienza di scrittura e disegno tipica di matita e penna su un tradizionale foglio di carta.

Lavorando di concerto con i digitalizzatori attivi integrati nei display, le nuove penne attive sono in grado di imprimere diversi livelli di pressione, rendendosi molti più versatili tanto per i professionisti, quanto per gli utenti comuni. Samsung ha sdoganato su larghissima scala queste funzionalità grazie alla sua serie di smartphone Galaxy Note, ma anche Microsoft non è stata da meno con la sua serie Surface, poi seguita a ruota da tanti altri produttori partner o rivali.

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Tuttavia, i vari dispositivi in commercio si basano su tecnologie diverse fra loro, che hanno frammentato il mercato. Per cercare di elaborare alcuni standard comuni, che creassero punti di contatto fra le diverse tecnologie, negli anni scorsi è stata fondata la Universal Stylus Initiative, per volontà di colossi del settore come Wacom, Intel e Synaptics.

La notizia di questi giorni è che altre aziende hanno aderito all’USI, fra cui 3M Touch Systems, Lattice Semiconductor, Maxeye Smart Technologies, MyScript, Tactual Labs e, soprattutto, Google. Questa svolta darà ulteriore linfa e diffusione al progetto, che ha già rilasciato protocolli che consentono di ampliare la compatibilità (quantomeno basilare) fra pannelli e pennini di diverso genere, di immagazzinare le impostazioni utente nel pennino, in modo che passando a dispositivi diversi siano già preimpostate, e il supporto all’utilizzo simultaneo di 6 pennini per display.

Via: LiliputingFonte: USI