Un attacco hacker chiude i clienti di un albergo dentro alle loro camere

Leonardo Banchi

Se avete un minimo di familiarità con il mondo dei computer, è probabile che sappiate già cosa è un ransomware: si tratta infatti di un particolare tipo di malware che blocca l’accesso ad un servizio chiedendo un riscatto in cambio della sua riattivazione, da pagare generalmente con l’utilizzo degli irrintracciabili Bitcoin.

La forma più tradizionale di questo tipo di minaccia tiene in “ostaggio” i file su un PC, bloccandoli per mezzo della crittografia, ma il diffondersi di moltissimi tipi di dispositivi smart ha portato i malintenzionati a trovare nuove e più vulnerabili vittime, come i termostati smart o altri dispositivi IoT. Un albergo in Austria, però, vanta decisamente il primato per l’attacco informatico più originale, dato che a subire l’hackeraggio sono state le porte delle camere dei suoi 180 clienti.

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Nella mattina dello scorso 22 Gennaio, il personale dell’albergo Romantik Seehotel Jaegerwirt è stato allertato da una dozzina di clienti, rimasti inspiegabilmente chiusi fuori dalle proprie camere: quello che sembrava un banale problema elettronico si è però rivelato in tutta la sua complessità quando gli addetti si sono resi conto di essere stati completamente estromessi dal sistema informatico, e di essere impossibilitati a creare nuove chiavi per l’apertura delle porte.

A fare chiarezza è arrivata una email, contenente una richiesta di riscatto dell’ammontare di due Bitcoin: circa 1800 €, purché pagati nell’arco della giornata, per permettere di ripristinare il funzionamento del sistema di chiusura elettronico e consentire ai clienti di uscire dalle loro camere.

Pressato dall’impazienza di oltre 180 persone, giunte nella località alpina per godersi le vacanze e invece costrette in camera contro la propria volontà, il direttore dell’albergo Christoph Brandstaetter ha deciso di cedere alla richiesta, impegnandosi però a rendere pubblica la sua esperienza così che altre possibili vittime possano divenire più caute. Il Romantik Seehotel Jaegewirt, “scottato” da questa esperienza, potrebbe però tornare ad utilizzare le tradizionali chiavi di ferro, forse meno pratiche ma purtroppo tuttora più sicure.

Fonte: NYTimes