I processori di Apple hanno cambiato l'azienda e il mondo dei PC: ecco la loro storia

I processori di Apple hanno cambiato l'azienda e il mondo dei PC: ecco la loro storia
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

I processori proprietari di Apple hanno segnato un cambiamento profondo non solo per la casa della mela, ma anche per tutto il mondo dei PC, con gli altri produttori di chip costretti a inseguire e addirittura a rivedere le proprie roadmap di produzione

Dal loro lancio a novembre 2020, infatti, Apple ha mostrato al mondo una completa rivoluzione che è stata non solo ingegneristica, con l'introduzione di una piattaforma scalare in grado di adattarsi al più economico Mac Mini come al più costoso Mac Studio, ma anche di sviluppo software, con la capacità di convincere un mondo di sviluppatori a seguire il nuovo indirizzo dell'azienda. Ma come si è arrivati a questo punto? A rivelarlo, in un'intervista su The Wall Street Journal, Johny Srouji, Senior Vice President delle tecnologie hardware di Apple.

Secondo Srouji, il momento chiave è arrivato nel 2017, quando la casa di Cupertino ha deciso di allontanarsi da Intel. A quel punto il manager ha costruito un team partendo da 45 persone per arrivare a diverse migliaia (sparse per tutto il globo) con un'idea di partenza: costruire un prodotto migliore. Secondo Srouji, Apple non è un produttore di chip, quindi la mossa, incredibilmente rischiosa, doveva servire a uno scopo chiaro per il loro prodotto finale. 

E la scelta ha pagato. Nel giro di pochi anni, Apple è riuscita a produrre i suoi chip proprietari, arrivando a essere un'azienda leader nel mercato. Nell'intervista, il manager descrive anche le difficoltà che hanno dovuto affrontare, dimostrando ingegno e resilienza.

Prima ci sono stati i dibattiti interni, con una parte dei dirigenti preoccupati del ripetersi degli stessi problemi verificatisi con l'abbandono dei PowerPC nel 2006. Poi è venuto il COVID, che ha cambiato il processo di verifica dei chip. Srouji ha dovuto implementare un nuovo processo con delle telecamere per l'ispezione a distanza, visto che gli ingegneri non potevano vedere di persona i processori al microscopio. Infine ci sono state numerose revisioni dell'ultimo minuto al circuito stampato principale, che ovviamente hanno portato a rivedere il processo produttivo prima del lancio. 

Il resto ormai è storia, e Apple sta già preparando la seconda generazione di processori, forse, chissà, già al prossimo WWDC

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