Addio BIOS, UEFI ha trionfato: Intel rimuoverà il supporto all’avvio Legacy nel 2020

Leonardo Banchi

Uno dei capisaldi della storia dell’informatica è arrivato alla fine della sua vita: BIOS, il software che dal lontano 1975 si è occupato di avviare i computer di tutto il mondo, verrà definitivamente abbandonato da Intel nel 2020, dopo essere da tempo stato sostituito da UEFI nella maggior parte dei PC in commercio.

Il Basic Input-Output System è infatti stato per moltissimo tempo il primo software avviato dai PC all’accensione del sistema, con lo scopo di gestire l’esecuzione della fase POST (power-on self-test), attivare tutte le periferiche e portare all’avvio del sistema operativo. Dal momento della sua prima introduzione, l’elenco delle funzionalità supportate si è naturalmente sempre ampliato per far fronte alle nuove esigenze, ma la sua funzione fondamentale è sempre rimasta irrinunciabile ed invariata.

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Negli anni 2000, quando le richieste di sicurezza, usabilità e versatilità si sono fatte troppo esigenti per essere gestite da BIOS, i produttori hanno iniziato ad adottare il nuovo standard UEFI. Per facilitare la transizione, però, il passaggio è stato articolato adottando diverse classi di UEFI (0, 1, 2), che pur integrando la possibilità di scegliere l’avvio Legacy BIOS andavano via via allontanandosi da esso.

Con l’arrivo di UEFI Class 3, che sarà l’unico standard supportato dalle piattaforme Intel a 64 bit a partire dal 2020, la compatibilità con Legacy BIOS viene abbandonata definitivamente.

Cosa comporta quindi questo abbandono da parte di Intel?

Per la maggior parte degli utenti, l’operazione passerà del tutto inosservata: da ormai molti anni tutti i PC in commercio sono infatti basati su UEFI, ed è raro che nell’utilizzo comune si sia verificata la necessità di adottare il metodo di avvio più datato.

Tuttavia, qualora aveste adottato l’avvio Legacy BIOS per mantenere la compatibilità con qualche periferica particolare, priva di vBIOS compatibile con UEFI (e quindi precedente al periodo 2012-2013), non sarà più possibile utilizzare lo stesso stratagemma nell’hardware venduto dopo il momento del passaggio (o comunque con supporto esclusivo a UEFI Class 3). Allo stesso modo, non sarà possibile utilizzare sistemi operativi a 32 bit, mentre per i software non compatibili sarà necessario appoggiarsi a una soluzione di virtualizzazione.

In questo ultimo periodo di transizione è stato annunciato con largo anticipo proprio per finalizzare una transizione il più indolore possibile, Intel raccomanda ai propri partner di adattarsi al nuovo standard. Non si hanno ancora, invece, notizie su provvedimenti analoghi da parte di AMD.

Via: Anandtech