La spiegazione di Apple all'email trapelata sul posizionamento di File nell'App Store (foto)

La spiegazione di Apple all'email trapelata sul posizionamento di File nell'App Store (foto)
Federica Papagni
Federica Papagni

Gli store delle applicazioni, che sia di Apple o Google, sono il luogo prediletto che virtualmente consultiamo quando dobbiamo acquistare o semplicemente scaricare un qualsivoglia genere di app, che sia stata sviluppata da terze parti o dagli stessi "titolari" del negozio virtuale. È per questo naturale che sorga una domanda: quanto l'organizzazione negli store rispecchi la reale classificazione?

Quanto accaduto in relazione ad Apple è correlato a questa domanda, dal momento che durante il processo che vede contro l'azienda di Cupertino ed Epic Games è emersa una catena di email (risalenti al 2018) in cui pare che la prima abbia, apparentemente, ammesso di aver artefatto la classifica della propria app File a discapito di altre simili ma concorrenti, come Dropbox.

Già nel 2019 indagini approfondite portate avanti dal Wall Street Journal e dal New York Times avevano dimostrato che Apple avvantaggiava le applicazioni di cui è proprietaria a svantaggio di quelle concorrenti. Non mancò certamente la risposta della società della Mela, in cui, difendendosi, chiariva che nel processo di organizzazione delle app utilizzava un algoritmo contenente 42 variabili diversi, che non era stato pensato per alterare i risultati della ricerca.

Ora però la questione torna a essere di pubblico interesse, in virtù delle già citate email scambiate tra un dirigente e suoi collaboratori, che vi mettiamo nella galleria qui in basso. Apple ha voluto chiarire il tutto direttamente con The Verge, affermando che si trattava di un errore: l'app Files aveva un'integrazione Dropbox, quindi Apple ha inserito "Dropbox" nei metadati dell'app, il che significò ai tempi che la prima risultasse più spesso nei risultati rispetto alla seconda.

Nonostante ciò File per molti mesi è rimasta all'apice delle ricerche per l'archiviazione file, considerando inoltre che a giugno 2018, il mese successivo all'email trapelate, occupava ancora il primo posto nell'App Store.

Immagini

Via: The Verge

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