Il nuovo MacBook Pro 13″ fatto a pezzi: la touch bar arriva con qualche compromesso

Enrico Paccusse Il punteggio di riparabilità è di appena 2 su 10 (lo stesso del modello precedente), in pieno stile Apple.

Proprio la settimana scorsa c’è stata una piccola rivoluzione in casa Apple, con l’addio al MacBook da 12 pollici e l’estensione della Touch Bar in tutti i modello Pro, a partire da quello da 13 pollici, già in offerta su Amazon.

iFixit non ha perso tempo ed ha subito smembrato il nuovo componente della famiglia MacBook, andando a capire quali differenze ci sono con i modelli del 2016 privi della Touch Bar. La prima cosa positiva che viene sottolineata è la presenza di comparti modulari per la Thunderbolt e per il jack audio, che rendono il processo di riparazione leggermente più semplice. Inoltre, c’è un aumento di portata della batteria, che passa a 58,3 Wh per far fronte al maggior consumo energetico (anche derivante dalla Touch Bar).

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Di contro, il punto più negativo della disamina sta nella SSD, che in questo modello è saldata al case, risultando quindi impossibile da rimuovere senza rimuovere tutto. Per far spazio al Touch ID è stato inoltre ridotta la dimensione dell’impianto di raffreddamento, pur lasciando inalterato l’output massimo. Stessa sorte per lo speaker che viene sensibilmente ridotto e che fa nascere dubbi sulla qualità dell’audio.

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Via: 9to5macFonte: iFixit