Microsoft vorrebbe obbligare i produttori di PC a usare gli SSD

Microsoft vorrebbe obbligare i produttori di PC a usare gli SSD
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Microsoft non vuole più saperne di computer con HDD come dispositivi di archiviazione principale nei PC Windows 11, e starebbe spingendo i produttori a utilizzare invece gli SSD. Non solo, ma avrebbe dato una scadenza, il 2023 per adeguarsi a questa richiesta.

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La questione è stata sollevata in un brief esecutivo della società di analisi Trendfocus e mostra da un lato Microsoft che preme per l'adozione degli SSD e dall'altro gli OEM che continuano a rimandare le scadenze (il passaggio doveva avvenire già quest'anno e ora si parla di arrivare al 2024). Windows 11 infatti non prevede l'uso di un SSD tra i requisiti minimi, ma Microsoft stabilisce che due funzionalità, DirectStorage e il sottosistema Windows per Android, invece sì (anche se non sono funzionalità necessarie).

Il punto dei produttori è chiaro. Nei volumi di avvio, gli SSD danno sì un enorme vantaggio in termini di prestazioni rispetto agli HDD, ma costano anche molto di più e alcuni modelli di fascia bassa, in particolare nei mercati in via di sviluppo e emergenti, utilizzano ancora un disco rigido come dispositivo di avvio.

Secondo il vicepresidente di Trendfocus, la sostituzione di un HDD da 1 TB richiede il passaggio a un SSD da 256 GB a basso costo, che gli OEM non considerano sufficiente per la maggior parte degli utenti, e 512 GB aumenterebbe troppo i prezzi. A questo punto non è chiaro se Microsoft intenda modificare le specifiche minime per i PC Windows 11 dopo il passaggio del 2023 agli SSD per i sistemi pre-costruiti e le misure che adotterebbe in caso di infrazioni. Approfittiamo infine per segnalarvi questa guida in cui spieghiamo come evitare di affaticare la vista mentre si lavora al PC.

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