Presto ci sarà un’alternativa cinese anche a GitHub e si chiama Gitee

Roberto Artigiani

Chi ha avuto modo di avvicinarsi anche solo una volta al mondo cinese saprà che praticamente per ogni app o servizio usato in Occidente, in Cina ne usano uno uguale, ma alternativo e fatto in casa. A questa apparentemente immutabile regola sfuggono in pochi e tra questi finora figurava anche GitHub. Ma se usiamo il passato un motivo c’è: a quanto pare in Oriente hanno deciso di fare a meno anche della nota piattaforma.

La decisione potrebbe essere una conseguenza dello scontro ancora in corso con gli Stati Uniti, ma in realtà si possono vedere le radici arrivare da più lontano. Infatti mentre molte aziende orientali stanno occupando posizioni di rilievo (se non di predominanza) in diversi settori tecnologici, la maggior parte delle strutture su cui si basano, a livello hardware e software, sono ancora in mano a società occidentali.

In un certo senso i recenti ban dell’amministrazione USA stanno facendo la gioia di molte operazioni cinesi, ritrovatesi improvvisamente al centro della scena come unici fornitori per una serie di aziende, tuttavia la comunità tecnologica guarda con sempre maggiore preoccupazione alla situazione dell’hosting del codice sorgente.

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Attualmente infatti GitHub ospita 100 milioni di repository e 31 milioni di sviluppatori da tutto il mondo, ma eventi recenti hanno evidenziato anche per lei il rischio di simili ban. Lo scorso luglio infatti la piattaforma di proprietà Microsoft, su indicazione del governo, ha chiuso gli accessi a diversi Paesi tra cui Iran, Siria e Crimea fissando un preoccupante precedente e scatenando il panico nella comunità globale di sviluppatori.

Per evitare di venire tagliata fuori quindi la Cina sta cercando di mettere al riparo le sue competenze strategiche e ha individuato Gitee come il soggetto per realizzare una soluzione di hosting indipendente per il Paese. Il progetto è sponsorizzato dal consorzio Open Source China, dal governo cinese e da una decina di aziende tra cui anche Huawei.

La questione rimane però come convincere gli sviluppatori a traslocare su Gitee o sul rivale Coding.net, del colosso Tencent, considerato che GitHub sta anche pensando di imporre limitazioni alle esportazioni. C’è pure la possibilità che la piattaforma di Microsoft apra una sua filiale nel Paese orientale, ma ormai la strada appare tracciata, come ha spiegato bene Wang Chenglu di Huawei: “Se la Cina non avrà una sua comunità che gestisce il codice open-source l’industria nazionale rimarrà esposta a rischi incontrollabili”.

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Via: TechCrunch