Intel presenta la nuova serie di processori Kaby Lake per portatili e convertibili

Intel presenta la nuova serie di processori Kaby Lake per portatili e convertibili
Leonardo Banchi
Leonardo Banchi

Giusto in tempo per IFA 2016, la convention di elettronica alla quale sarà sicuramente possibile vedere in esposizione moltissimi dispositivi basati su di essi, Intel ha deciso di presentare i processori per portatili appartenenti alla serie Kaby Lake, la settima generazione della serie Core.

I processori sono i primi ad interrompere la storica marcia di produzione basata su sviluppo "tick-tock" (processo produttivo-architettura) in favore dell'approccio a tre fasi PAO (processo-architettura-ottimizzazione): saranno quindi basati ancora sul processo produttivo a 14 nm, ma potranno godere dei risultati della prima "ottimizzazione" della storia di Intel.

Fra i passi in avanti fatti rispetto alla precedente generazione, i processori Kaby Lake avranno:

  • Performance superiori fino al 12% in ambito produttività e fino al 19% nell'utilizzo su web
  • Supporto nativo alla decodifica 4K HEVC e VP9
  • Migliore autonomia della batteria
  • Migliori prestazioni in fase di gioco grazie ai miglioramenti alle schede grafiche integrate
  • Codifica video più rapida

Anche la denominazione dei vari modelli ha subito un cambiamento, che complica la situazione rispetto alla sesta generazione: mentre tutti i processori a basso consumo (4,5 Watt) della serie Skylake erano identificati dal brand Core M, con Kaby Lake questo appellativo spetterà solo all'esemplare dalle più basse performance.

Gli altri modelli a 4,5 Watt saranno identificati dalla lettera Y nel codice, mentre i modelli a 15 Watt saranno identificati, come da tradizione, dalla lettera U posta in fondo codice.

Di seguito la lista completa dei processori della serie Kaby Lake presentati da Intel:

Serie Y - 4,5 watt (max 16GB RAM)

Serie U - 15 watt (max 32GB RAM)

Le due serie, secondo Intel, si distingueranno non tanto per le performance di picco, ma piuttosto per la velocità nell'utilizzo a carico parziale, a favore della serie U, e nell'autonomia e possibilità di essere integrati in dispositivi di dimensioni ridotte, caratteristiche a favore della serie Y.

Proprio in questa volontà di non distinguere le due fasce di processori in base alle prestazioni potrebbe essere alla base dell'abbandono del nome Core M: fra pochi giorni, con i test dei prodotti esposti ad IFA, potremo avere le prime risposte e sapere se le prestazioni dei vari modelli saranno realmente così vicine.

Via: Liliputing

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