Qualcomm rinnova il suo impegno nella piattaforma Windows on Snapdragon con il nuovo 8cx 2nd gen 5G

Nicola Ligas -

Qualcomm annuncia lo Snapdragon 8cx di seconda generazione con connettività 5G, il suo nuovo chip appositamente pensato per sistemi Windows. Come si intuisce dal nome, la connettività alla rete mobile passa al prossimo livello, ma senza dimenticarsi anche del Wi-Fi 6, e tutto ciò promettendo sempre un’autonomia da più giorni di utilizzo con singola carica (fino a 25 ore).

Il processore è un octa-core con architettura Kyro 495 a 64-bit, realizzato con processo produttivo a 7nm e dotato dell’AI engine Qualcomm Hexagon 690. Come da tradizione, anche le performance grafiche sono di primo livello, grazie alla GPU Adreno con supporto alle DirectX 12. La riproduzione video è fino in 4K@120fps, in HEVC, AVC e VP9. Non manca il supporto agli schermi 4K (fino a 2 esterni via DisplayPort).

Il processore d’immagine Spectra 390 gestisce dual-camera fino a 16 megapixel e singole fotocamere fino a 32 megapixel, consente la cattura video in 4K ed in slow motion fino a 720p@480fps.

Per quanto riguarda la memoria, abbiamo il supporto a RAM di tipo LPDDR4x fino a 2.133 MHz, e a dispositivi di storage di tipo SSD o UFS 3.0.

Infine la connettività è affidata al modem x55 con supporto 5G, mentre la connettività LTE è affidata al modem X24. Per quanto riguarda invece gli standard di ricarica abbiamo il Quick Charge 4+.

Tradotto in soldoni questi significa, secondo i test di Qualcomm, performance superiori del 18% rispetto ad un Intel i5 di 10ma generazione da 15W, con una produttività per watt maggiore del 38%

Tra i nuovi partner di Qualcomm in questo progetto segnaliamo Acer, che lancerà entro fine anno il suo primo 2-in-1 con Snapdragon 8cx 2nd gen. Ulteriori dettagli in merito seguiranno nei mesi a venire.

Il software è sempre il problema, non l’hardware. E non è certo colpa di Qualcomm.

Commento personale: il problema dei PC Windows on Snapdragon non è l’hardware. Abbiamo già visto, anche di recente nella recensione del Galaxy Book S, che le performance dello Snapdragon 8cx sono in grado di rivaleggiare con i processori Intel di pari fascia. Il problema è il software. Gli applicativi nativi per ARM sono pochi, quelli x86 a 64-bit non girano e quelli a 32-bit sono emulati. L’emulazione dà spesso anche buoni risultati, ma l’ulteriore problema è che spesso questi software sono comunque datati. Photoshop a 32-bit, ad esempio, è ben lontano dall’essere l’ultima versione disponibile, e come lui tanti altri. Finché Microsoft (crediamo tocchi a lei in effetti) non farà qualcosa per incentivare gli sviluppatori a salire di più sul carro Windows on Snapdragon, non importa quanti buoni processori tirerà fuori Qualcomm: il risultato non sarà mai all’altezza dell’aspettativa degli utenti. E con l’approssimarsi dei primi Apple Silicon, il tempo a disposizione di Microsoft, e degli sviluppatori, inizia a scarseggiare.