Come ti trasformo la scrivania in una luminaia: Razer Chroma + Philips Hue, la nostra prova (foto e video)

Nicola Ligas -

Razer ha lanciato negli ultimi mesi un trittico di periferiche gaming particolarmente economiche (soprattutto considerando il brand) e tutte caratterizzate dalla famosa illuminazione Chroma. Le abbiamo quindi provate assieme, per valutarne l’effetto complessivo. Non contenti, abbiamo aggiunto anche un paio di Philips Hue Go, perché queste ultime possono sincronizzarsi con il software Razer Synapse, per un’esperienza ancora più immersiva.

Razer Cynosa Chroma

La cosa che davvero colpisce di questa tastiera è l’uniformità della retroilluminazione. I key cap sembrano galleggiare in una pozza di luce, come fossero sospesi, e l’effetto visivo è davvero molto bello. Ovviamente via software potrete andare a personalizzare tutto, anche a livello di singolo tasto, ma è l’armonia complessiva che stupisce.

La tastiera è cablata, realizzata in plastica, ed i due rialzi sul retro non la inclinano più di tanto verso l’utilizzatore. Molto buona nel gaming. Silenziosa, robusta, e precisa. Non mancano il rollover a 10 tasti e l’anti-ghosting, inoltre il polling è a 1GHz, per la massima rapidità. Presenti la funzionalità gaming, che disabilita alcuni tasti che non volete possano essere premuti per sbaglio, e ci sono le macro programmabili. C’è insomma tutto ciò che un giocatore, anche un po’ esigente, potrebbe volere.

Se voleste però utilizzarla molto per scrivere non ve la consigliamo. La tastiera è infatti piuttosto alta e, a meno di non dotarsi di un poggiapolsi, la posizione delle mani risulta scomoda: o troppo inarcata, se volete tenere i polsi sul tavolo, o troppo rialzata affinché risulti naturale.

Razer Abyssus Essential

Si tratta del mouse più economico di Razer, ed anche più semplice. Cablato, con soli due tasti, e senza pulsanti laterali. Può quindi essere usato tranquillamente sia da mancini che non, ed è anche piuttosto grande e comodo, in modo da dare appoggio all’intero palmo della mano.

I 3 pulsanti (c’è quello centrale sulla rotellina) possono essere personalizzati via software, assegnando due funzioni a ciascuno, previa pressione di un apposito tasto sulla tastiera.

La retroilluminazione è presente sia sul dorso, in corrispondenza del logo dell’azienda, anche se sarà quasi sempre “soffocata” dalla vostra mano. C’è però anche una striscia luminosa uniforme su tutto il profilo inferiore del mouse, che ben si riflette sul nero del tappetino, per donare anche a lui il suo bel glow.

Non ci sono criticità particolari, se non la totale assenza di tasti laterali. Bene perché così è ambidestro, male perché ne sentirete la mancanza, probabilmente.

Razer Goliathus Extended Chroma

Per completare il trittico non poteva mancare un bel tappetino. Anzi, un tappetone! Le sue misure sono infatti: 25,5 cm di lunghezza, 35,5 cm di larghezza ed appena 3 mm di spessore. Bello largo insomma, per contenere ampiamente la tastiera, ed anche qualcosa di più.

La sua retroilluminazione è garantita da una striscia LED che lo circonda tutto, cucita in pratica al resto del tappetino. La cucitura sembra solida, ma la sua tenuta nel tempo è in effetti il solo dubbio che potremmo avere rispetto ad una soluzione con LED meglio incassati.

Il tappetino è abbastanza morbido, ci metterete qualche giorno a farlo aderire bene alla scrivania, perché qualche piega è possibile l’abbia presa già nella confezione. Chiariamo inoltre, casomai non fosse ovvio, che anche lui è cablato, perché da qualche parte deve prendere l’energia necessaria ad illuminarsi. In totale avrete quindi bisogno di 3 porte USB, una per ciascuno dei tre prodotti Razer.

Quel tocco in più: Philips Hue

Le Philips Hue rappresentano la ciliegina sulla torta di questo setup. Fino a qui abbiamo infatti speso circa 180€, per tutti e tre i prodotti Razer. Non è una cifra eccessiva, tutto considerato. Tenete però conto che spenderete più o meno altrettanto per dotarvi anche di un paio di Philips Hue, più relativo hub, come quelle illustrate qui sotto.

Si tratta di lampade smart di alta qualità, controllabili anche da Google Home, e che vivono ovviamente di vita propria, indipendentemente dai prodotti Razer. Noi possiamo dirvi che accoppiare le Hue ai device Razer è molto semplice. Come spiega la pagina dedicata, basta che tutti i dispositivi siano sotto la stessa rete, e l’accoppiamento è praticamente automatico. A questo punto potrete sincronizzare tastiera, mouse, tappetino e Hue, in modo che emettano la stessa luce. Quasi la stessa luce in realtà, nel senso che la tonalità e intensità delle Hue non è sempre esattamente identica a quella dei prodotti Razer, ma siamo comunque sempre molto vicini, laddove non coincidenti.

Ciò significa che qualsiasi effetto di luce abbiate abilitato sulla tastiera, ad esempio, sarà replicato fedelmente dalle lampadine. Se i vostri tasti “pulsano”, altrettanto faranno le Hue. Se avete creato un’onda da destra a sinistra, prima di accenderà la lampada di destra e poi quella di sinistra, e così via. Ci sono anche diversi giochi ottimizzati per l’illuminazione Razer Chroma, in modo che i colori di gioco corrispondano a quelli emessi dai dispositivi Razer. Giocare ad Overwatch con l’onda curativa di Lucio che si espande, letteralmente, sulla vostra scrivania, è una sensazione indubbiamente particolare.

Abbiamo notato una sola criticità nelle nostre prove. Utilizzando i tre dispositivi Razer senza le Hue, nessun problema. Dopo aver collegato queste ultime però, abbiamo riscontrato dei saltuari freeze di tastiera e mouse. Considerando che sono tutti accessori cablati, e che prima di introdurre le Hue nel setup non avevamo problemi, è chiaramente un qualcosa legato al software. Non è però un errore facilmente riproducibile, né possiamo sapere quanto sia legato o meno al nostro setup, però andava comunque segnalato. Per il resto, dice già tutto il video seguente.