Requisiti minimi di Windows 11: cos'è il chip TPM 2.0 e perché è indispensabile

Requisiti minimi di Windows 11: cos'è il chip TPM 2.0 e perché è indispensabile
Vito Laminafra
Vito Laminafra

Dopo la presentazione ufficiale di Windows 11 e conseguente annuncio dei requisiti minimi del nuovo sistema operativo, molti utenti sono rimasti perplessi riguardo il fatto che sia obbligatorio avere il chip TPM 2.0.

Il TPM (Trusted Platform Module) è un componente hardware, solitamente saldato sulla scheda madre o integrato nel processore, cui scopo è garantire la sicurezza di dati riservati come chiavi di cifratura o credenziali particolari, creando una barriera vera e propria contro attacchi esterni. Secondo il direttore della sicurezza dell'OS di Microsoft, la quasi totalità delle CPU degli ultimi 5-7 anni hanno TPM integrato: al massimo, è necessario abilitare qualche opzione particolare attraverso il BIOS.

Il TPM è fondamentale per Windows 11 perché questo sistema operativo è, a detta di Microsoft, costruito proprio con un occhio di riguardo alla privacy e alla sicurezza: componenti come Windows Hello o BitLocker necessitano TPM per funzionare al meglio. Questo requisito era richiesto anche per i nuovi PC con Windows 10 venduti dopo il 2016, ma in realtà Microsoft consentiva l'installazione dell'OS in ogni caso.

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