Rymek è una tastiera stile “steampunk”, perfetta per tipi tecnologici amanti del vintage (foto)

Roberto Artigiani

All’aspetto sembra effettivamente la tastiera di una vecchia macchina da scrivere, ma nella sostanza ne è la perfetta imitazione con un’anima tutta digitale. Un mix di classico e moderno che può far gridare al kitsch, ma che piacerà agli amanti del vintage applicato alla tecnologia. Prodotta da KnewKey, un’azienda basata a Hong Kong, verrà lanciata su Indiegogo il 13 giugno e può già essere ordinata tramite il sito ufficiale.

Disponibile in due colorazioni, il più tradizionale nero o il più trendy caramello, Rymek è caratterizzata da tasti a forma di scudetto, più ergonomici di quelli rotondi, classici. Alla pressione simula il suono della battitura mentre la manovella per lo spazio effettua lo switch tra Bluetooth e collegamento fisico.

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La tastiera infatti può essere collegate in entrambe le modalità e funziona su Mac, PCe dispositivi iOS e Android. Rymek non si vuole far mancare nulla e gli amanti delle macchine da scrivere anni 50′ storceranno il naso alla presenza della retroilluminazione dinamica dei tasti, che mette la tastiera in linea con le moderne controparti da gaming (come potete vedere dalle GIF in galleria). Insomma un accessorio curioso e originale, da amare o odiare.

Rymek Classic Black

Rymek Caramel Brown

Retroilluminazione dei tasti

  • Psyco98

    Da amante dello steampunk devo dire che non mi convince affatto. Sembra che neanche qualcosa… Probabile che il design sia troppo moderno, alla fine ricorda più le tastiere degli anni ’80 che qualsiasi cosa di vittoriano o comunque simil-vittoriano. La colorazione bianca sembra un giocattolo, senza possibilità di appello. E i tasti appaiono troppo “elemento di design”, li vedete benissimo in una di quelle case con i camini a pellet in mezzo alla stanza.
    La retroilluminazione invece è una figata, ma comunque non basta a regret tutto il resto che fa troppo fine novecento per essere associato allo steampunk.
    Edit. Peraltro i tasti, più che ricordare il rame/ottone paiono color oro rosa (o, citando personalità illustri, orosa), che, di nuovo, ci dice pochissimo e forse è quello che da l’impressione generale di una cosa proveniente da un’insieme di tempi sbagliati.
    Peccato, perché alla fine erano anche sulla buona strada.