L’Unione Europea punta il dito contro Windows 10: preoccupazione per il trattamento dei dati

Cosimo Alfredo Pina

Arriva dall’europeo Article 29 Working Party il monito a Microsoft: dovrebbe essere più chiaro quali dati personali vengono raccolti da Windows 10. Il gruppo di sorveglianza specializzato in tutela della privacy ha infatti espresso disappunto sul fatto che durante il processo di installazione del sistema operativo non venga palesato quali dati vengono raccolti e come questi vengono gestiti da Microsoft.

Il colosso di Redmond utilizza questi dati per vari scopi, dalle semplici statistiche alla pubblicità. Per il Working Party neanche i recenti adeguamenti, che indicano più chiaramente come vengono trattati i dati dell’utente, sono però sufficienti.

“Alla luce di questa indagine, che è separata da quella che stanno andando avanti nelle varie nazioni, e anche considerando i cambiamenti a Windows 10, il Working Party è comunque preoccupato riguardo il livello di protezione dei dati personali dell’utente.”

L’anno scorso la Francia accusò Microsoft di pratiche scorrette nella raccolta dati dell’utente, effettuata senza l’esplicito consenso dell’utente e adesso la questione passa a livello europeo. Il concetto su cui stanno facendo leva le autorità è che un consenso al trattamento dei dati non informato, non può essere valido.

Microsoft non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali a riguardo, ma è proprio l’Article 29 Working Party a spiegare che l’azienda si è dimostrata pronta a collaborare.

Via: NeoWinFonte: Reuters