Wi-Fi WPA2 non più sicuro: ricercatori trovano falla e (per fortuna) rimedio

Cosimo Alfredo Pina -

Il protocollo di sicurezza WPA2 è ormai quello più diffuso per la protezione delle reti Wi-Fi, dato che il vecchio WEP è da anni aggirabile (con i giusti strumenti) in pochi attimi. A quanto pare è adesso il turno di WPAWPA2 di andare in pensione, almeno nella sua implementazione attuale.

Un nuovo exploit denominato KRACK, fortunatamente portato alla luce da hacker white hat, sarebbe infatti in grado di sfruttare il meccanismo di handshake a quattro vie del protocollo in questione per riuscire ad accedere al canale di comunicazione tra due dispositivi (es. router e smartphone). La vulnerabilità diventa quindi sfruttabile nel momento in cui i due dispositivi verificano di avere la stessa password.

Una volta preso il controllo i dati scambiati sarebbero suscettibili a “decrittazione, furto di credenziali, dirottamento di connessioni TCP, iniezioni di contenuti HTTP ed altro”. Un hacker malevolo a conoscenza del meccanismo con cui il WPA2 può essere aggirato ha quindi tutto il potenziale per accedere a dati personali e impossessarsi dell’identità digitale di un’altra persona. Cambiare password non servirebbe a niente e certi dispositivi (si parla del 41% dei dispositivi Android, quelli con versione precedenti alla 6.0) sarebbero suscettibili ad attacchi come il reindirizzamento verso il download di malware.

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I ricercatori che hanno scoperto questa falla spiegano (qui tutti i dettagli) che praticamente qualsiasi dispositivo che utilizza questo protocollo è suscettibile. Una questione che comprensibilmente sul web ha subito preso dimensioni catastrofiche, soprattutto perché non c’è la certezza che questo exploit non sia stato già scoperto ed utilizzato.

Fortunatamente per KRACK c’è già un rimedio che a quanto pare può essere portato su tutti i dispositivi che utilizzano WPA2, peraltro senza perdere la compatibilità con quelli che ancora non sono stati aggiornati. La Wi-Fi Alliance sta inoltre già lavorando a degli strumenti dedicati ai produttori per individuare il problema e realizzare e distribuire il fix.

Insomma non è ancora il tempo per il WPA3, ma il problema a questo punto sarà la distribuzione capillare della patch correttiva che immaginiamo non tutti i produttori saranno in grado di far arivvare sui dispositivi più vecchi o su sistemi implementati da terze parti.

Aggiornamento16/10/2017 ore 17:15

Vista la risonanza che ha acquisito KRACK, i produttori stanno già rispondendo a questa crisi con notizie, più o meno concrete, sul rilascio di fix ed aggiornamenti correttivi della falla. Abbiamo dedicato un articolo alle risposte di Google, Microsoft e i primi produttori che hanno già sistemato i problemi dei protocolli WPA/WPA2 scovati dai ricercatori.

Via: The Verge, The Verge