Su Internet Explorer, Microsoft si sbagliava

Nonostante gli sforzi, il browser di casa non è mai decollato, e dopo una lenta agonia ci lascerà definitivamente
Su Internet Explorer, Microsoft si sbagliava
Nicola Ligas
Nicola Ligas

L'addio definitivo di Internet Explorer, dopo 27 anni di (onorato?) servizio, era già stato annunciata mesi fa da Microsoft, e la fatidica data è ora quantomai prossima: domani, 15 giugno 2022, IE ci lascerà per sempre.

Per essere pignoli, in Microsoft Edge (il suo successore basato sullo stesso motore di rendering di Chrome) sopravvive la "modalità IE", che consentirà di fruire di quei siti/servizi che, per qualche strana ragione, siano ancora fermi a 20 anni fa. Ed ovviamente password, segnalibri e altri dati di Internet Explorer possono migrare facilmente su Edge, quindi il passaggio dovrebbe essere totalmente indolore.

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Internet Explorer ha infatti visto il suo picco di notorierà nel lontano 2003, per poi venire soppiantato da Chrome, Firefox & Co., quantomeno a livello consumer, nonostante gli sforzi di Microsoft. Se parliamo su sfera aziendale però le cose sono diverse, e sebbene sia difficile stimare gli attuali utenti attivi di IE11, si stima che il 47% dei PC enterprise con Windows 10 potrebbero (non significa che lo saranno) essere impattati dal suo pensionamento. Siamo però fiduciosi che sarà un impatto minimo. Se ne sentiremo "il tonfo", lo scopriremo domani.

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