Agi-Censis: gli italiani non possono più fare a meno di internet, ma Cambridge Analytica ha lasciato il segno

Edoardo Carlo Ceretti La fiducia verso i social network è ai minimi storici, ma non si fa ancora abbastanza per mantenere al sicuro la propria privacy sul web.

L’insostenibile leggerezza dell’essere digitale è l’ultimo report di Agi-Censis che tratteggia le abitudini degli utenti italiani circa l’utilizzo del web. Grazie alla diffusione ormai capillare di internet veloce e dispositivi sempre connessi, l’esperienza online è ormai prepotentemente entrata nel quotidiano di buona parte degli italiani, il 61,7% dei quali afferma di utilizzare i propri dispositivi persino a letto, facendo della navigazione web l’ultima azione prima di addormentarsi e la prima appena svegli.

Quasi un quarto degli italiani (22,7%) arriva ad ammettere di aver sviluppato una vera e propria dipendenza da internet, mentre oltre il 60% degli utenti ha dovuto affrontare una seria riflessione sugli eccessi del rapporto con la rete, prendendo però reali contromisure soltanto nel 28,6% dei casi. I servizi che catalizzano maggiormente le attenzioni degli utenti italiani sono quelli di messaggistica (il 73,4% ne dichiara un uso continuo lungo tutta la giornata), seguiti da email (64,8%), social (61%) e motori di ricerca (53,8%).

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Proprio i social però sono visti con grande sospetto dalla maggior parte degli utenti (70%), dato su cui ha certamente inciso il recente scandalo Cambridge Analytica che ha investito Facebook. Soltanto il 2,7% però ha dichiarato di aver cancellato il proprio account a seguito della scoperta delle violazioni di massa della privacy, ma il 12,8% ha finito per cambiare le proprie abitudini di utilizzo dei social. Il GDPR non sembra però aver cambiato le carte in tavola nella percezione degli utenti, dato che il 40,6% degli utenti lo ritiene poco incisivo e oltre il 30% non sa nemmeno di cosa si tratti, né ne è interessato.

Gli scandali hanno dunque avuto il merito di aumentare la consapevolezza degli utenti sui rischi che si corrono sul web, anche se gli italiani devono ancora completare una presa di coscienza sulla necessità di adottare comportamenti responsabili in rete, come testimonia anche l’alto numero di persone incappate in attacchi informatici – come virus (41,9%), phishing (22,2%) e clonazioni (17,9%) – e di chi non ritiene di dover mutare le proprie abitudini per evitare rischi (87,5%).

Via: CorComFonte: Agi-Censis