Chi è Anonymous e di cosa si occupa

Anonymous ha dichiarato guerra informatica alla Russia. La storia del gruppo di hacker più famoso al mondo e le attività portate avanti
Chi è Anonymous e di cosa si occupa
SmartWorld team
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Poco meno di ventiquattr'ore l'invasione russa in Ucraina, il gruppo di «attivisti hacker» conosciuto con il nome di Anonymous è tornato ad occupare il centro della scena di Internet, con una dura presa di posizione nei confronti del regime di Vladimir Putin. Lo ha fatto a suo modo, utilizzando quelle stesse armi e tecniche informatiche che l'hanno reso celebre sin dalle primissime incursioni in rete risalenti agli anni 2000 e che costituiscono ormai un autentico marchio di fabbrica. Tanto quanto le iconiche maschere di Guy Fawkes utilizzate per oscurare la propria identità ma diventate in breve tempo una vera e propria firma del gruppo, anche se spesso utilizzata impropriamente da chi in realtà non ha nulla a che spartire con gli hacktivist.

Attraverso attacchi denial-of-service (conosciuti in gergo con l'acronimo di DDoS), Anonymous ha messo fuori gioco i siti ufficiali del Cremlino e del Ministero della Difesa russa, ma ha anche violato i canali della TV di Stato in Russia pubblicando immagini dell'invasione e contenuti pro-Ucraina. Nei giorni a noi più vicini, la guerra informatica portata avanti dal gruppo decentralizzato di attivisti hacker internazionali nei confronti della Russia si è arricchita di nuovi capitoli, con il blocco del sito dei Servizi segreti russi e delle piattaforme di alcuni colossi energetici come Gazprom. Ma chi è Anonymous (anche se forse sarebbe meglio dire cos'è) e come opera il gruppo di attivisti hacker, abbreviato anche con hacktivist?

Cos'è Anonymous

Anonymous ha una natura di collettivo informale e decentralizzata: non c'è un organigramma e non ci sono riferimenti ben precisi né tantomeno leader o partiti che lo controllano, il che rende più difficile l'identificazione degli hacker; i suoi canali Twitter e YouTube, pertanto, non sono considerati come vettori di informazioni ufficiali. Chiunque può farne parte, purché condivida i principi che hanno ispirato la sua azione e abbia ovviamente capacità tecniche ed informatiche. Questa natura amorfa e polivalente di Anonymous è stata confermata anche dall'ex hacktivist Gregg Housh, che descrive il gruppo come concepito per «essere usato e adottato da chiunque». Solo che alcuni lavorano in modo indipendente, mentre altri si uniscono in piccoli gruppi per portare avanti campagne specifiche.

Non ci sono obiettivi specifici, ma Anonymous ha comunque dei principi fondanti che ispirano la sua azione, come la libertà di parola e di espressione, il contrasto contro la censura e – come ammesso dallo stesso Housh – l'anti-oppressione. Una caratteristica distintiva è la maschera di Guy Fawkes ritratta dal romanzo distonico e nel film V per Vendetta.

Non avendo leader o capi a cui fare riferimento (almeno ufficialmente), il gruppo di hacker si basa sul potere collettivo dei suoi partecipanti. Le persone si organizzano grazie ad appelli promossi da varie fonti come il web e il dark web, social network e piattaforme come 4chan e forum; ma è possibile che ciascun soggetto facente parte del gruppo (indicati in gergo con il nome di «anons») inviti altri membri ad entrare in un gruppo di chat e discutere ulteriormente l'idea.

Come opera Anonymous

Oltre alla maschera, l'attività promossa dal gruppo decentralizzato di hacker attivisti internazionali ha una firma ben precisa. O meglio, delle firme ben precise, considerate le diverse tecniche utilizzate da Anonymous per lasciare il segno. La prima di queste è conosciuta come attacchi DDoS, che permette agli hacker di saturare un server fino a far bloccare siti e servizi online. Ma ci sono tante altre tattiche utilizzate in quasi vent'anni di militanza sul web, tra cui il cosiddetto «defacement», con cui gli hacktivist sostituiscono le pagine del sito web di destinazione con i messaggi e la grafica di Anonymous; oppure ancora il re-indirizzamento, che consiste appunto nel reindirizzare tutti i visitatori di una certa pagina Internet su un'altra pagina. Il gruppo ha manomesso in passato pagine dei blog e degli account social e fatto utilizzo di metodi un po' più raffinati, tra i quali si ricorda il «doping» per sottrarre informazioni private e sensibili, la distruzione dei dati attraverso virus informatici e i più classici attacchi phishing per rubare dati personali.

Le attività di Anonymous

Le attività di Anonymous sono spesso illegali e nonostante la popolarità conquistata sul web, gli hacktivist sono considerati dalle autorità come membri di un'organizzazione terroristica. Anche in Italia sono state denunciate diverse persone facenti parte di Anonymous, con l'accusa di accesso abusivo, attacco e danneggiamento ai sistemi informatici e interruzione di pubblico servizio.

Si ritiene che il movimento di Anonymous sia nato attorno ai primi anni 2000, anche se balzò agli onori della cronaca nel 2008 con l'attacco ai sistemi informatici della chiesa di Scientology. Tra le altre manovre imputate e rivendicate dal collettivo si ricorda anche il supporto a favore del movimento Occupy e di WikiLeaks di Julián Assange, con attacchi informatici a Visa, MasterCard e PayPal per avere bloccato le donazioni al sito di WikiLeaks. Nel corso degli anni, Anonymous ha anche contribuito a risolvere inchieste e casi internazionali, offrendo una mano di aiuto alle forze dell'ordine: nel 2015, sono stati presi di mira alcuni siti web razzisti e omofobi. Coerentemente con la propria filosofia, il gruppo di hacker ha aiutato la rivolta tunisina e offerto strumenti per aggirare la censura e ha mandato offline i siti governativi dell'Egitto fino alle dimissioni di Hosni Mubarak. In Italia si ricordano gli attacchi informatici a Enel, l'Agcom e la manomissione di alcuni siti personali riferiti a esponenti politici.

Prima della Russia, una delle operazioni annunciate da Anonymous prende il nome di «Operation Global Blackout», che mira a chiudere i server del social network Facebook in una manovra che potrebbe anche avere ripercussioni sull'intero Internet.

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