"È il più grave attacco mai avvenuta in una PA Italiana", ma i dati sanitari del Lazio sono al sicuro

Cosa è successo alla regione Lazio e perché buona parte dei suoi sistemi informatici non funziona?
"È il più grave attacco mai avvenuta in una PA Italiana", ma i dati sanitari del Lazio sono al sicuro
Nicola Ligas
Nicola Ligas

Durante il weekend la regione Lazio è stata colpita da quello che l'assessore alla Sanità e Integrazione Sociosanitaria della regione, Alessio D'Amato, ed il presidente Zingaretti, non ha esitato a definire il più grave attacco mai avvenuto sul territorio italiano. Nello specifico si sarebbe trattato di un ransomware,  che avrebbe intaccato non solo il centro di elaborazione dati della regione Lazione, ma anche quelli di backup (almeno in parte), rendendo difficoltoso il ripristino dei servizi.

Nel momento in cui vi stiamo scrivendo il sito della regione Lazio non è ancora raggiungibile, e con esso anche il sistema di prenotazione dei vaccini anti COVID-19; ma non sono solo questi i servizi offline.

I dati finanziari e i dati del bilancio non sono stati toccati. Appena tutto sarà ripristinato intendiamo dare priorità assoluta a servizi nel campo della salute. 112 e ares 118 sono attivi e non sono mai stati interrotti così come i numeri della sala operativa della protezione civile.

Zingaretti rassicura sui dati coinvolti, ma i disservizi quantomeno continuano, dato che ad essere stati colpiti sono anche il sistema di prenotazioni Cup e quello delle prenotazioni vaccinali, come già riportato.

Gli attaccanti, che hanno colpito dall'estero, sarebbero entrati in possesso di diversi dati anagrafici, ma non di quelli sanitari, ed avrebbero chiesto un riscatto in Bitcoin, avendo criptato i dati della regione, che sarebbero quindi inutilizzabili al momento. Sul "come" di preciso sia avvenuto l'attacco ancora sono aperte varie ipotesi, tra le quali quella di una talpa, anche esterna.

E se sulla gravità dell'accaduto nessuno discute, è altrettanto palese constatare che il numero di attacchi simili è in costante crescita in tutto il mondo, e già rappresenta uno dei più seri problemi informatici dei giorni nostri. Ma non un'attenuante.

Aggiornamento 03/08/2021

Tutto è partito dalla “violazione di un’utenza di un dipendente in smart working”: la conferma arriva dall’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato. E da lì "sono state cambiate le chiavi della porta che fa accedere al Ced, il sistema che gestisce i dati sanitari, le pratiche edilizie e molti servizi al cittadino".

Purtroppo ci sarà ancora da attendere per un ripristino completo dei servizi: "crediamo che prima di Ferragosto saremo in grado di far ripartire almeno per una buona parte dei servizi alla popolazione regionale, come le prenotazioni per i vaccini, anche perché era già in corso una trasmigrazione verso un nuovo cup, ovvero la centrale unica delle prenotazioni. Rimane però una problematica più ampia per altre parti, dove i tempi sono più lunghi.

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