In Australia stop alle notizie gratis: accordo Google con editori, Facebook vieta condivisioni news

Lorenzo Delli

A primo acchito suona quasi come una sorta di censura, ma la situazione è ben più complicata. In Australia in queste ultime ore è stata approva una legge dalla Camera dei Rappresentanti che dà lo stop sommario alle notizie gratuite sui motori di ricerca e sui social network. La legge deve essere ancora approvata al Senato, ma in teoria non dovrebbe trovare in quest’organo un grosso scoglio da superare.

Cosa significa questa legge? Sostanzialmente i colossi del web, quali Google e Facebook, dovranno pagare gli editori per usare le notizie pubblicate dai giornali. Da una parte tale legge serve a limitare ciò che succede su Google News, vista anche la visualizzazione AMP degli articoli e i circuiti pubblicitari diversi che in certi cosi corrispondono meno introiti alle redazioni. Google ha però già raggiunto un’intesa con vari editori per pagare di fatto articoli e notizie che diffonderà sulla propria piattaforma. E non solo: Big G. si è accordata con editori anche di altri paesi, come il Wall Street Journal e il New York Post negli Stati Uniti e i The Times e The Sun in Gran Bretagna, sempre per pagare le news che saranno visualizzate sul motore di ricerca. C’è un accordo anche con Nine Entertainment, un importante gruppo media australiano.

Non si tratta esattamente di una novità per quanto riguarda Google. Già in passato aveva stretto accordi di questo tipo. Ad esempio nel 2020 aveva firmato una collaborazione con Spiegel Group (Germania), con Diarios Associados (Brasile) e con Solstice Media (Australia) per avere contenuti di qualità a pagamento. In ogni caso, come riportato dal Financial Times, le cifre dei nuovi accordi che la società di Mountain View sta stringendo in Australia prevedono somme di gran lunga maggiori, visto che stavolta c’è una legge a fare da bilanciere.

Su Facebook la situazione è diversa. Il social network ha deciso di vietare la visualizzazione e la condivisione di notizie australiane e internazionali, proprio per non avere a che fare con questa nuova legge. I vari editori australiani potranno continuare a pubblicare contenuti su Facebook, ma non con link diretti ai loro portali. L’amministratore delegato di Facebook Australia ha comunque da ridire sulla legge perché, a suo dire, fraintende il rapporto tra la piattaforma e gli editori che la utilizzano per dare visibilità ai loro contenuti. La decisione di Facebook è influenzata unicamente dalla legge, e non da un tentativo di mettere i bastoni tra le ruote agli editori.

In tutto ciò si crea probabilmente un precedente che alcuni potrebbero definire “pericoloso”. La mossa dell’Australia potrebbe dare il via ad una serie di provvedimenti in tutto il mondo per tutelare sia gli editori sia i lettori e il modo in cui vengono “esposti” alle notizie navigando su Google. Una questione senza dubbio spinosa di cui seguiremo l’evolversi nei prossimi mesi.

Via: Repubblica
  • Vittorio Giovanelli

    Come possa servire una legge per proteggere gli editori da contenuti che loro stessi decidono come e in che misura diffondere lo sanno solo loro.
    L’intera discussione è semplicemente ridicola ma sarà divertente vedere la popolazione Australiana diffondere su Facebook esclusivamente fake news perché le news un po’ meno fake non ci potranno più essere per legge. 🤣