Cashback di Stato: il gestore risponde alle lamentele dei partecipanti

Vincenzo Ronca

Una delle misure più interessanti che l’attuale Governo ha preso sul tema digitalizzazione consiste nel Cashback di Stato, l’iniziativa che è partita in fase sperimentale lo scorso periodo natalizio e che ora viaggia a regime. Nonostante questo non sono poche le lamentele degli utenti in merito ai disservizi.

PagoPA, l’azienda che gestisce il programma del Cashback di Stato, ha deciso quindi di rispondere in maniera più approfondita a tali lamentele, chiarendo alcuni punti e promettendo l’ottimizzazione delle procedure per altri. Andiamo a vederli insieme in riepilogo:

  • Alcuni utenti lamentano di transazioni non visibili nel conteggio del proprio cashback. PagoPA afferma che la non visualizzazione delle transazioni effettuate è indipendente dal sistema di gestione del Cashback di Stato, probabilmente dipende dal provider del servizio di pagamento. PagoPA comunque assicura che tutte le transazioni idonee al cashback verranno recuperate dal sistema. La non visualizzazione delle transazioni non influirà negativamente sul diritto al rimborso.
  • Sempre riguardo alla transazioni non riconosciute o non visualizzabili, PagoPA ha ribadito che le transazioni effettuate tramite un Acquirer non convenzionato con il Cashback di Stato non saranno riconosciute ai fini del rimborso. Per Acquirer si intende il gestore che fornisce i POS agli esercizi commerciali.
  • È bene ricordare che anche le transazioni effettuate tramite un carta non registrata ai fini del Cashback di Stato non sarà riconosciuta ai fini del rimborso. PagoPA ribadisce che le carte che offrono il doppio circuito come sistema di pagamento andranno registrate due volte se si vogliono usare entrambi i circuiti ai fini del cashback. Altrimenti ne basterà uno, a patto che vi ricordiate di usare quello registrato.
  • Infine PagoPA ha riferito che la buona pratica di conservazione dello scontrino cartaceo è stata suggerita dal servizio di assistenza unicamente in relazione alla fase sperimentale del Cashback di Natale. Questo perché la gestione del sistema avrebbe potuto servirsi di tali scontrini per individuare casistiche anomale e risolverle prima della fase a regime del Cashback di Stato.

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PagoPA ha concluso le sue note riferendo che il consiglio alla conservazione dello scontrino verrà ribadito anche oltre la fase sperimentale per indagare eventuali casi residui di transazioni non visualizzate o non riconosciute, “in un momento in cui non sono ancora comprese da tutti i partecipanti le dinamiche di acquisizione delle transazioni che contribuiscono al calcolo dei rimborsi“.

All’orizzonte per l’app IO si intravede anche la funzionalità per attivare anche il secondo circuito ai fini del cashback per coloro che sono possessori di una carta Pagobancomat.

Via: Corriere Comunicazioni
  • vicioman

    E intanto pagamenti con Gpay o Apple pay, si f0tt0no